Benvenuti!

L’importante è avere un sogno, e poi scommetterci la vita. (“Vorrei”, canzone de I Luf e dedicata a Peppino Impastato).

Sono Diana Tedoldi, e da 20 anni vivo l’ascolto come opportunità di costruire la nostra presenza, in ascolto di noi stessi, degli altri e del mondo.

In un’epoca in cui tutto si fa virtuale e si smaterializza con una rapidità che ci consuma, io vado indietro verso la terra, con i piedi nelle zolle e gli occhi verso l’orizzonte più ampio, a riconquistare fiducia e piantare i sogni nella terra fertile della nostra natura profonda.

Creo ambienti di apprendimento e condivisione dove le persone entrano in risonanza con la bellezza che c’è, ovunque, ma che i nostri occhi non sono più allenati a cogliere.

E da questo stato di presenza, ascolto e risonanza con la bellezza, generiamo un’onda di passione e fiducia che fa sbocciare le nostre risorse, radicare i nostri talenti, e fiorire al nostro potenziale, mettendolo in risonanza con gli altri e con il mondo.

Siamo tutti troppo belli per farci congelare dalla paura e dagli orrori di cui i mass media ci inondano ogni giorno!

Meritiamo uno spazio dove incubare fiducia e passione, e questa mia casa online vuole ospitare proprio questo slancio verso, con.

VERSO, CON.

Verso – perchè avere una direzione, un senso, è ciò che dà forma e sostanza al nostro viaggio.

CON gli altri, e con gli altri nel cerchio più ampio del mondo – perchè nessuna impresa è mai nata da un uomo o da una donna soltanto. Insieme è più che da soli.

Che ne pensi? Cosa ti risuona?

Scrivimelo qui sotto nei commenti! Sarò felice di leggerti, ma ancora di più di incontrarci in una delle prossime esperienze di ascolto.

4 ragioni per cui adoro la nebbia +1 domanda

Oggi è un giorno di nebbia, sono andata a correre in campagna, poi ho fatto 30′ di pratica arborea nel frutteto dei miei genitori. I piedi nudi nella terra morbida di lombrichi. E ho realizzato che adoro la nebbia. Ecco perchè:

  1. La Nebbia trasforma i suoni. Attutisce il mondo. Lo fa arrivare al nostro udito più gentile, rispettoso, alla giusta distanza.
  2. La Nebbia trasforma la visione. Sfuoca i contorni. Rarefà gli oggetti più lontani. Trasforma i colori. Diventa una porta verso il mondo delle fate, appena al di là.
  3. La Nebbia trasforma il tempo. Poichè “La nebbia riduce la visibilità” (così nel Codice della Strada), la nebbia ci invita a rallentare, per essere pronti a incontrare ciò che il suo manto opaco nasconde. Andando più piano, usciamo dall’ordinario tempo della nostra fretta, accediamo allo straordinario che la lentezza schiude.
  4. La nebbia trasforma la mia coscienza. Obbligandoci a rallentare, la nebbia ci invita a viaggiare con più consapevolezza nel mondo. Ci costringe al presente.  Nella nostra presenza aumentata, la nebbbia ci porta ad allargare le maglie della pelle, fare spazio nella mente per accogliere l’imprevisto che può emergere, sgranare i sensi per amplificare le nostre possibilità di percezione, compensando la vista che si trova a dover cedere il passo (finalmente?).

Vi invito ad uscire, stasera stessa, anche da soli. Ad ascoltare la nebbia.

Scegliete una strada con limitato (o nullo) passaggio di autoveicoli. Ascoltate il vostro suono nella nebbia: il suono del vostro respiro, dei vostri passi, della vostra presenza mentre andate.

Poi, ascoltate da dentro i suoni intorno a voi. La sfida è riuscire a non ascoltare con le orecchie, ma proprio “da dentro”. Vi riuscirà più facile farlo, se provate a “guardarvi da fuori”, mentre camminate nel luogo dove siete. Provate a cogliere l’insieme, voi + ciò che vi circonda. Il senso d’insieme fa precipitare la nostra consapevolzza, ci apre alla risonanza dentro-fuori con maggiore forza.

Infine, ascoltate il vostro suono, insieme ai suoni che vi circondano. Coglietene l’intreccio, l’invisibile danza, il misterioso articolarsi fatto di passi, suoni della natura e dell’uomo, sprofondati nel suono della nebbia.

Aspetto di sapere come è andata, potete dirmelo nei commenti qui sotto:

quale è la vostra esperienza della nebbia? quale è il suono della nebbia? cosa avete scoperto camminando in ascolto nella/della/con la nebbia?