TERRAMADRE: festa della mamma in natura il 10 Maggio

10 Maggio 2015, ore 10-16

Nei bellissimi boschi dei colli di Bergamo:

TERRAMADRE

 

Con Diana Tedoldi e Ilaria Bianchini

Una giornata insieme per risvegliare la nostra connessione con la Natura, esplorare, ascoltare, sentirci un po’ “tribù”, e creare uno spazio verde dentro di noi da trasformare in musica e racconti intorno a un albero.


Ciao! Siamo Ilaria Bianchini e Diana Tedoldi, e non vediamo l’ora di incontrarvi in questa nuova esperienza in natura, di natura e con la natura!

La nostra passione è infatti esplorare e mettere a disposizione delle persone con cui lavoriamo tutte quelle risorse che ci possono aiutare a ricostruire nella nostra vita moderna la possibilità di un vivere originario, che esprima cioè la vitalità, la fiducia, l’innocenza, la libertà e la bellezza delle origini.

In Natura possiamo riconquistare questa qualità originaria della vita, liberarci dalla fretta e dai rumori del mondo urbano, dalle sue traiettorie lineari, dai suoi obblighi, dalle tensioni che inevitabilmente li accompagnano.

In questa giornata insieme metteremo a vostra disposizione le risorse che abbiamo esplorato e costruito in 20 anni di ricerca e di lavoro, per aiutarci a riconnetterci con la natura intorno a noi, e quindi con la nostra natura interiore, risvegliando la nostra vitalità originaria.

Insieme cammineremo, ascolteremo, esploreremo, respireremo i profumi dei boschi, faremo musica con le nostre voci e con strumenti a percussioni, inventeremo danze e giochi usando solo la nostra creatività, e la capacità di metterla in gioco e condividerla.

Gli alberi ci insegneranno a respirare, la terra a rallentare, i canti degli uccelli a gioire del sole.

Reimparando a percepire l’armonia della natura, a cui apparteniamo, facciamo pace con noi stessi, con gli altri e con le cose. E ci portiamo a casa nello zaino tante esperienze semplici, leggere ma profonde, rigeneranti e da ripetere anche da soli, ogni volta che vorremo.

Vi aspettiamo!


 

Programma

 

Ore 10: ritrovo
10-12.30: accoglienza ed esperienze di esplorazione, attivazione sensoriale, camminata in ascolto e in risonanza con l’ambiente naturale
12,30-13,30: pranzo condiviso
13,30-15,30: musica con tamburi e percussioni insieme con la Natura.
15,30-16: racconti di chiusura insieme intorno all’albero.

Quota di partecipazione:

>> PREZZO LANCIO: Per chi si iscrive entro il 12 Aprile <<
35 euro: quota partecipazione singolo adulto
50 euro: quota di partecipazione per l’intero nucleo famigliare (2 adulti + figli sotto i 18 anni)

Per chi si iscrive entro il 30 Aprile:
50 euro: quota partecipazione singolo adulto
65 euro: quota di partecipazione per un’intera famiglia

>> Offerta speciale <<

Se hai più di 20 anni e partecipi con la tua mamma, paghi solo tu e tua madre partecipa gratis!

Iscrizione:

Per garantire la massima qualità e cura dell’esperienza, in un ambiente così speciale come quello della Natura, abbiamo scelto di riservare questo evento a un numero limitato di partecipanti.

Iscriviti subito per acquisire priorità di registrazione e approfittare degli sconti per chi salda la quota entro il 12 Aprile!

Per iscriverti occorre:

Registrati anche dalla pagina Facebook dedicata all’evento, in modo da poteci conoscere meglio, e condividere ulteriori informaizoni, video e letture consigliate per il 10 Maggio.

Seminario condotto da Diana Tedoldi e Ilaria Bianchini, organizzato dall’Associazione Stato Alfa (Treviglio, BG).

TERRAMADRE x wordpress

Intelligenza Primitiva all’Università di Milano Bicocca

29 aprile, ore 17,30-19,30

 

All’interno del ciclo annuale di Seminari aperti di pratiche filosofiche dell’Università di Milano Bicocca, Diana Tedoldi guiderà il seminario dal titolo:

 

Intelligenza Primitiva: praticare la natura dentro e fuori di noi.
Seminario di pratica filosofica in connessione profonda con la natura.

 

La Natura fuori di noi rispecchia la condizione della nostra natura interiore.
Riduzionismo e meccanicismo hanno isolato l’uomo dalla Natura e ridotto la natura a un insieme di superfici senza vita interiore.

 

Il risultato è la devastazione della Natura ovunque intorno a noi, insieme al profondo senso di frammentazione ed isolamento che viviamo dentro di noi, la paura e la sfiducia nella bellezza del movimento della vita che fatichiamo a percepire, tagliati fuori dalla natura come siamo.

 

In questa condizione, recuperare il contatto vibrante con la natura che siamo e che ci circonda diventa la risorsa indispensabile per guarire entrambe.

 

E se potessimo lasciarci re-insegnare dalla natura a stare al mondo? Se potessimo cogliere la nostra natura più profonda, osservando la natura intorno a noi?
Se potessi sentire le mie radici, ascoltando le radici di un faggio antico, o riconoscere in una foglia i segni della mia interiorità?

 

Durante questo seminario alleneremo il nostro ascolto profondo di noi, attraverso esperienze di ascolto e connessione profonda con la natura fuori di noi.
Risvegliando i nostri sensi, rallentando e imparando a scegliere dove mettere la nostra attenzione, faremo spazio dentro di noi e pace con il tempo e con le cose, troveremo una profonda vitalità, coltiveremo uno spazio dove allenarci ad essere presenti e leggeri, liberi e positivi.

 

In ascolto e in risonanza con la bellezza che siamo, e che è ovunque intorno a noi, se solo ci permettiamo di sentirla.

 

L’esperienza incorporerà principi di ecopsicologia, con pratiche di ascolto e connessione profonda con la natura.

 

29 aprile, ore 1730-1930, INGRESSO PORTINERIA U-16
VIA GIOLLI ANGOLO VIA THOMAS MANN, Milano
>>ATTENZIONE: l’originario appuntamento all’ingresso del Parco Nord di Viale Suzzani è stato modificato, in considerazione delle previsioni meteo che danno pioggia per domani pomeriggio.
  • Se non piove, andremo insieme al Parco Nord (10′ max a piedi), e useremo la camminata già come parte dell’esperienza e della pratica.
  • Se piove, praticheremo comunque insieme nell’aula U16, con gli stessi principi della pratica in natura, ma adattati all’ambiente interno.
    Ci perderemo tutta la ricchezza degli input sensoriali che solo la natura può dare al nostro sistema, e i relativi effetti sul nostro stato di coscienza, ma avremo comunque la possibilità di praticare insieme cose che potrete voi, successivamente, anche da soli, portare in un contesto naturale.
    In un modo o nell’altro faremo quindi in modo di trarre il massimo dal tempo insieme.
L’esperienza è gratuita ed aperta a tutti.
arborea-diana-tedoldi-ulivo

Webinar: Un albero mi ha insegnato a stare al mondo

Vi invito a partecipare al webinar gratuito che terrò Domenica 26 Aprile, dalle 21 alle 22, tramite Google Hangout.

“Ho imparato da un albero a stare al mondo”.
In questo webinar parlerò della mia esperienza con gli alberi, delle mie ricerche sugli stati di coscienza, e di come l’ascolto della natura mi ha permesso di creare un mio personale sistema di orientamento nella relazione con me stessa, le persone e il mondo.
Parlerò anche di come è nato il mio progetto “Intelligenza primitiva” e di cosa per me è questa competenza, come usarla nella nostra vita quotidiana per risvegliare la nostra capacità naturale di stare bene al mondo, nel mondo, con il mondo.

Per ricevere il ink di collegamento scrivete a contatto@intelligenzaprimitiva.it.
Il webinar funziona così: vi mando un link, che cliccherete alle 21, e vi troverete su Google a guardare la conferenza con me che parlo. Se sono fortunata come l’ultima volta, appena tutti i partecipanti cliccano il collegamento salterà!
Ma se ho la vostra email, posso ri-creare subito un nuovo webinar e mandarvi subito il nuovo collegamento. Comunque confido che questa volta non ci saranno problemi.

A presto!

Oggi un albero mi ha insegnato a relazionarmi con persone difficili

Vado a correre nei campi. Per circa 40′ corro con i grilli, il profumo di erba fresca appena tagliata, qualche moscerino e l’oro del sole appena prima del tramonto.

Arrivo sotto casa. E anzichè fare un po’ di pratica arborea con gli alberi in giardino, mi addentro nel boschetto nativo qui dietro.

E’ impervio l’accesso, l’erba è alta, ed è pieno di sterpi, ma il richiamo è forte.

Procedo silenziosa e in ascolto.

Con quale albero farò pratica stasera?

Mi avvicino a un noce. Tutto il territorio è abbandonato, nessuno si prende cura di tenere pulito nè il sottobosco nè gli alberi. Il tronco del noce presenta fittoni novelli, e ci sono rami secchi caduti da altri alberi a ostacolarmi mentre cerco di appoggiare il mio tronco contro il suo tronco. Anche il suolo alla base del tronco è pieno di erbacce.

La mia solita pratica non è possibile. Medito di tornare nei prossimi giorni con un falcetto e un seghetto per fare pulizia.

Intanto pratico: ascolto il mio tronco contro il tronco, ascolto la terra sotto i miei piedi, spingo nella terra con i piedi e lascio che il mio corpo naturalmente si allunghi, si stiri, si apra.

Ritrovo il piacere del movimento, e del semplice STARE. Senza obiettivo, senza dover fare.

Soltanto stare, e ascoltare il piacere dipanarsi nei miei tessuti, attraverso i muscoli.

Ricentrata, in ascolto, attenta, presenta e aperta, posso permettermi di mettermi in ascolto del noce. E mi dò l’intenzione di lasciare che sia lui a guidare il mio movimento, e le mie pause, a darmi indicazioni su cosa è possibile fare, con lui. Su cosa è giusto fare, per lui.

E nasce un movimento facile, leggero, trasparente, calmo e rilassante. Tutto ciò che prima mi sembrava difficile, complicato, diventa facile, ascoltando la domanda “Cosa è possibile fare con questo albero?”.

L’idea di tornare con il falcetto e il seghetto mi sembra improvvisamente assurda, quasi me ne vergogno, e penso: è così anche con le persone.

  • Quanto arriviamo nelle relazioni con gli altri condizionati dalle nostre aspettative e dalle nostre abitudini (un bel tronco pulito, su cui fare la pratica con comodità)?
  • Quanto siamo capaci di sospendere il giudizio, metterci sinceramente in ascolto dell’essere che abbiamo davanti, e cercare la chiave di comunicazione e di relazione?
  • Quanto sono disposto a fidarmi delle risposte che non so?

Così, comprendo che ogni persona, anche la più ostica, ha una chiave di accesso. Basta desiderare trovarla, e mettersi in ascolto.

Il resto accade da sè, senza sforzo, anzi, con piacere. E con la sorpresa della scoperta.

E poi rifletto ancora – ma non è una riflessione mentale: è una riflessione che ha più il sapore dell’intuizione, e nasce da uno stato di coscienza che io definisco proprio “arboreo”. E’ uno stato di coscienza rarefatto, dove la conoscenza sembra arrivare per trasmissione diretta, nel corpo prima, e quindi nel pensiero.

  • Quanto la nostra vita frenetica, la mancanza di tempo, chiude il nostro corpo al piacere, e ci rende quindi ciechi di fronte alle esigenze dell’altro, alla sua diversità, alla sua irriducibilità ai miei schemi di comportamento, alle mie abitudini di relazione?
  • Quanto lo stress ci priva della capacità umana di adattarci, al contesto, ma anche all’altro, diverso da me?
  • Come cambia il mio atteggiamento e la mia predisposizione nei confronti dell’altro, nel momento in cui io sono nel piacere?

Uscire dal tempo dell’orologio, ed accedere a una dimensione di esperienza dove il tempo non si misura, ma si vive, è indispensabile per entrare in connessione profonda con la natura.

Jon Young, il fondatore del movimento della connessione profonda con la natura, parla dell’esperienza del senza tempo come di una forma di nutrimento per l’essere umano. Solo nel senza tempo la natura ci parla. Solo nel senza tempo noi sappiamo davvero ascoltare.

Dolcemente mi stacco dal tronco del noce.

Lentamente riapro gli occhi. E’ buio, sono le 21.34, è passata più di mezz’ora, e non me ne sono neppure resa conto.

Mi sento profondamente rilassata, tranquilla, calma, silenziosa, risonante. Allo stesso tempo vitale e palpitante di bosco.

Mi allontano qualche passo dal noce, e sento di aver ricevuto un grande insegnamento su come relazionarmi con le persone che reputo più difficili, nella vita di ogni giorno.

Chiuso la pratica arborea di oggi con il mio solito movimento di saluto. Silenziosa torno verso casa.

Il futuro nasce da un incontro, la relazione nasce dall’ascolto.

Alberi sentimentali

C’è un albero che occupa un posto speciale nel tuo cuore?
Un albero che ti evoca emozioni intense o ricordi belli?
Può essere un albero giovane o antico, del tuo giardino o su suolo pubblico (ancora meglio!), grande o piccolo… non ha importanza che albero è: conta quanto per te questo albero è importante per l’esperienza che ti ha fatto vivere.
Raccontaci la tua storia scrivendo a legambiente.bassabergamasca@gmail.com.

Indica il tuo nome, il luogo dove si trova l’albero, le informazioni sulla pianta e sulle ragioni del perché è il tuo albero sentimentale.

Legambiente sta infatti raccogliendo tutte le storie di questi “alberi sentimentali”, e le più belle saranno pubblicate sull’Eco di Bergamo.

Riconoscendo quanto la Natura incide nella nostra esperienza di vita, e ci muove sentimenti di rispetto, bellezza, affetto, riconoscenza, contribuiamo a valorizzare il patrimonio naturale che ci circonda, e costruire nel tempo la nostra connessione con la Madre Terra, e con la nostra propria natura.
Questa è Intelligenza Primitiva​!

Per un’educazione ecologica che nasce dal sentire, fiorisce nel nostro modo di essere e dà frutto nel nostro modo di comportarci e stare al mondo.
#intelligenzaprimitiva @tedoldidiana

Alberi sentimentali

Foto: copyright Sergio Pontoriero – www.sergiopontoriero.com. Quercia monumentale, Puglia, Agosto 2011.

 

 

Pratica arborea – l’esperienza del benessere

Le pratiche contemplative in natura, che sono una parte della pratica arborea, hanno la capacità di rigenerare completamente la freschezza del nostro pensiero, il nostro senso di benessere fisico, e darci una sensazione di connessione con il mondo intrecciata di pace, armonia, silenzio, calma.
Ecco cosa ho scritto di getto, dopo uno di questi momenti contemplativi arborei!
Ti aspetto ai Prossimi Incontri in natura per praticare insieme con gli alberi, e riconquistare la nostra vitalità originaria.
Giornata di lavoro lunga 12 ore.
Arrivo a casa e subito fuori a correre in campagna. Con i grilli. Le ombre della Sera sempre più lunghe finché è buio. Respiro forte, poi più piano. Resto mezz’ora sdraiata sotto l’acero. Un gufo in lontananza. Le stelle sopra di me. Mi sento a casa. A CASA. Mi alzo lenta, per non disturbare. I gatti curano le rondini che dormono sotto il portico. E io salgo a casa piena di silenzio. Silenzio addosso. Silenzio dentro. #intelligenzaprimitiva
Nell'ulivo - Tuscania 2002.

Nell’ulivo – Tuscania 2002.