bagno-di-bosco-forest-bathing

Forest bathing al chiaro di Luna il 26 Luglio 2018

Torna il Bagno di Bosco (Forest Bathing – Shinrin Yoku): una nuova occasione di immergersi nell’atmosfera del Bosco di Fiume, il 26 Luglio 2018 lungo il fiume Adda, fra Cassano e Fara Gera D’Adda, dalle 20,30 alle 22,30.

L’incontro si tiene il giorno prima della Luna Piena, che cade il 27 Luglio e quest’anno prevede anche un’eclissi totale, la più lunga del XXI° Secolo.

Il Bagno di Bosco è una pratica contemplativa che prevede la meditazione camminata, unita a pratiche di espansione della percezione sensoriale e della consapevolezza personale.

Le pratiche proposte si fondano su un’integrazione fra ecopsicologia, neuroscienze, coaching, zen e mindfulness.

Se ami la Natura, sei incantata dagli alberi, e sei disponibile a sperimentarti in un’esplorazione inusuale della notte e della sua atmosfera al chiaro di luna, è l’esperienza che fa per te!

Immersi nei profumi e nei suoni della notte, lungo il Fiume Adda, raggiungeremo uno spazio dove faremo insieme un bagno sonoro, ascoltando il suono di bastoni della pioggia, campane tibetane e altri strumenti musicali armonici.

Creeremo uno spazio in cui sciogliere ogni tensione, alleggerire il pensiero, trovare un ritmo lento in cui soltanto ascoltare, stare, sentire.

Sintonizzati con la nostra intelligenza primitiva, impareremo un modo semplice e intuitivo per chiedere un consiglio o un’ispirazione agli elementi naturali.

Luogo di ritrovo e istruzioni su cosa portare saranno fornite a chi si iscriverà scrivendo a diana@intelligenzaprimitiva.it.

L’evento si svolge in collaborazione con Menscorpore!

Ti segnalo inoltre alcune risorse sul sito web di Menscorpore, che ho scritto appositamente per darti la possibilità di conoscere alcune delle pratiche che propongo, e iniziare a sperimentarle da solo.

Ti aspetto!

Diana Tedoldi


PS: se questa esperienza ti ispira ma non puoi partecipare il 26, iscriviti al mio Corso online gratuitoPrimitivo in 7 Giorni“, per iniziare subito ad attivare la tua intelligenza primitiva! Riceverai 7 email, (una ogni 3 giorni circa), con riflessioni e pratiche da esplorare in prima persona.

PS2: la partecipazione al Bagno di Bosco del 26/7/18 è ad offerta libera. Invita chi vuoi! Per iscrivervi è sufficiente mandare una mail con nome e cognome dei partecipanti, e un numero di telefono di riferimento da contattare in caso di maltempo last minute.

 

 

nido-rondine-caduto

Nido di rondine caduto: ecco cosa fare

Quando cade un nido di rondine occorre intervenire al più presto per scongiurare la morte dei piccoli che non sono ancora in grado di volare.

È accaduto oggi, nella casa dove vivo, una vecchia casa di campagna (“Villa Campagnola”, la più antica casa del quartiere dove abito,  la Geromina a Treviglio) da sempre abitata da molte rondini che vengono qui da sempre a riprodursi nel periodo fra la Primavera e la fine dell’Estate.

Già negli ultimi anni abbiamo assistito a una significativa decrescita della popolazione residente di rondini, passando dai 7-8 nidi che c’erano nei vari androni della casa quando sono arrivata qui (nel 2009), all’attuale unico nido ancora utilizzato, al piano terra.

Questa riduzione corrisponde alla crisi di sopravvivenza in cui si trova questa specie, dovuta principalmente a:

  • riduzione di cibo disponibile, cioè di insetti (a causa dell’uso massiccio di insetticidi e pesticidi, e dei trattamenti per la disinfestazione dalle zanzare nelle città e altrove). Le rondini e i balestrucci, predatori diurni, possono inghiottire, in un solo giorno, una quantità di insetti pari a circa 170 grammi (quasi 8 volte il loro peso medio!) e sono quindi l’arma più ecologica e intelligente con cui combattere l’infestazione dalle zanzare. Anzichè usare gli insetticidi per difendersi dalle zanzare risulta molto più utile (e rispettoso della Natura) installare una decina di nidi artificiali, apprezzatissimi dalle rondini, come quelli che vende la LIPU (io ne ho comprati e installati due e sono stati molto utili per favorire la riproduzione delle rondini!). Un’altra alternativa è installare una Bat-Box (un riparo per pipistrelli, anch’essi avidi divoratori di insetti!
  • riduzione del loro habitat (abbattimento di case vecchie piene di nidi, disturbo dei nidi nel periodo riproduttivo  dal 15 Febbraio al 15 Settembre, distruzione dei nidi da parte di chi deve ristrutturare o dipingere le facciate esterne di casa, o da parte di chi non gradisce le cacchette che le rondini lasciano sotto ai nidi – senza pensare che basta posizionare un’assicciola almeno un metro sotto al nido per evitare di avere sporco, e al contempo proteggere queste delicata e preziosa specie).

Sapendo tutto ciò, io e i miei vicini siamo molto affezionati alle nostre rondini e cerchiamo di fare di tutto per proteggerle dai nostri gatti e da chi è meno sensibile alla loro bellezza e alla loro importanza nell’ecosistema.

Ecco dunque cosa ci è successo stamattina: io e le mie vicine eravamo sotto il portico a chiaccherare, quando a un certo punto sentiamo un sordo tonfo provenire dal punto in cui poco prima osservavamo contente mamma rondine portare cibo ai propri 5 piccoli, l’unica nidiata che quest’anno siamo riusciti ad avere.

Con orrore vediamo il nido delle rondini caduto dalla sua posizione originaria!

Con la scala vado subito su a vedere cosa è successo e trovo un amalgama di fango secco, paglia e rondinini, che mio marito è riuscito saggiamente a ricomporre, rimettendo i rondinini nel nido disfatto sul ripiano al di sotto della posizione originaria del nido, in attesa che mamma e papà rondine li vedessero e riprendessero ad accudirli.

INVECE NIENTE!

I genitori dei rondinini andavano avanti e indietro continuamente cercando i rondinini nel punto esatto dove era il nido, senza riuscire a vederli anche se erano ad appena un metro al massimo al disotto, come si vede nella foto. Si fermavano immobili lì sopra la porta di ferro sulla destra, senza degnare di uno sguardo i piccoli, silenziosi e spaventati, nel nido ricomposto.

nido-rondine-caduto

Allora abbiamo subito chiamato il Comando Provinciale della Polizia di Bergamo, che ha preso le nostre generalità e ci ha subito fatto ricontattare da un ornitologo della zona.  L’ornitologo è stato bravissimo e ci ha dato dei consigli utilissimi. Eccoli:

  1. Anzitutto non dobbiamo farci problemi a toccare con le mani gli uccellini perchè le rondini non hanno olfatto (come invece i mammiferi) e non si lasciano quindi turbare dall’eventuale odore “umano” che dovesse rimanere sui piccoli.
  2. Poi dovevamo prendere una scatola per le scarpe (o più piccola, meglio se beije o simile), rimettere dentro il nido ricomposto alla meglio, insieme ai piccoli, e rimettere il nido il più vicino possibile alla posizione originaria. Se si lascia il nido anche solo a qualche decina di centimetri di distanza, le rondini non lo vedono perchè loro hanno come riferimento la posizione precisa del nido dove l’hanno fatto. Incredibile ma vero.
  3. Abbiamo eseguito le indicazioni immediatamente, e nell’arco di un’oretta mamma e papà rondine hanno ripreso a dare da mangiare ai piccoli.

MISSIONE COMPIUTA!

Salvare degli animali è veramente una cosa che riempie il cuore!

Ecco il video in cui vi racconto tutto.

Come sapete, le rondini sono una specie protetta. Il che significa (grazie al Cielo!) che è vietato cacciarle, ucciderle o disturbarle, e che è d’obbligo proteggerle e segnalare alle autorità competenti eventuali illeciti.

I loro nidi, le uova e i nidiacei sono protetti dalla legge n. 157/92 e dall’articolo 635 del codice penale, che ne vieta l’uccisione e la distruzione, insieme a quelli del balestruccio (Delichon urbicum) e del rondone (Apus apus).

Se vedete qualcuno che distrugge i nidi o provoca qualsiasi forma di disturbo alla specie, occorre segnalare subito l’evento al Corpo Forestale dello Stato al numero di telefono 1515, oppure al Comando Provinciale della Polizia o alla Polizia Municipale.

Spesso infatti le persone non pensano che non siamo gli unici abitanti del pianeta, e che anzi siamo circondati da altri esseri viventi, ognuno con le proprie esigenze vitali e le proprie preoccupazioni per riuscire a sopravvivere, proprio come noi.

Possiamo contribuire in prima persona non solo salvando gli animali in pericolo o informando le autorità in caso di illeciti, ma anche informando le persone stesse che non sono al corrente di alcune semplici pratiche a protezione di questi bellissimi esseri viventi:

  • chi vuole abbattere o distruggere i nidi perchè deve tinteggiare i muri esterni di casa: in questo caso possiamo informarli che la legge impone di tinteggiare al di fuori del periodo riproduttivo (15 Febbraio –> 15 Settembre), e in ogni caso i nidi vanno lasciati dove sono, girando intorno al nido con la pittura per permettere alle rondini, l’anno successivo, di ricolonizzare il nido già pronto per una nuova nidiata (rifarne uno nuovo è estremamente dispendioso dal punto di vista energetico, per uccelli che sono appena arrivati in migrazione dall’Africa!);
  • chi distrugge i nidi per liberarsi da qualche cacchetta sotto al proprio nido: possiamo invitare la persona a posizionare una piccola asse sospesa sotto al nido, per proteggere il suolo dallo sporco, e le rondini dai disturbi di gatti o persone.

Nel caso in cui chi sta per delinquere non ne vuole sapere di rispettare la legge, occorre segnalare tutto prontamente alle autorità.

Vi segnalo infine questi link utili:

Spero di esservi stata utile!

Fatemi sapere se avete usato queste indicazioni con successo come è capitato a me.

Aiutiamo la Natura con tutte le nostre forze. Noi siamo Natura.

Diana Tedoldi