Tutti gli articoli di Diana Tedoldi

Lunedì primitivi – nuovo ciclo di webinar

4 Lunedì per 4 webinar sull’intelligenza primitiva nella nostra vita quotidiana

4 incontri online di un’ora e mezzo ciascuno, il lunedì dalle 21 alle 22.30, per imparare a sviluppare la nostra intelligenza primitiva nella vita personale e sul lavoro. E se non potete partecipare, riceverete i file audio e video comodamente via email, per poter fare il corso quando più vi è comodo.

18 Maggio: Cosa è l’intelligenza primitiva e come usarla per riparare la nostra cultura. In questo webinar vedremo insieme cosa è l’intelligenza primitiva, e perchè è la competenza indispensabile per costruire un futuro sostenibile, rigenerativo e prospero. Vedremo insieme i principi e i riferimenti teorici alla base delle pratiche di sviluppo dell’intelligenza primitiva (antropologia, ecopsicologia, connessione con la natura, ecologia profonda, filosofia pratica della natura, danzaterapia, musicoterapia e lavoro sugli stati di coscienza). Comprenderemo come questa forma di intelligenza integrata con l’ambiente e la società rappresenti la chiave di costruzione per il benessere di ognuno di noi, della collettività e della biosfera.

25 Maggio: L’intelligenza primitiva nel benessere personale quotidiano. In questo webinar condividerò con voi alcune pratiche quotidiane di connessione con la nostra intelligenza primitiva, da fare a casa, sul lavoro o nel tempo libero, in natura o meno. Lo scopo è dotarvi di un insieme di strumenti da utilizzare per sostenere e sviluppare il vostro benessere quotidiano e la vostra crescita personale.

1 Giugno: L’intelligenza primitiva e il disturbo da mancanza di natura. In Italia se ne parla solo da pochi mesi, mentre all’estero è dai primi anni del 2000 che numerosi studi e ricerche scientifiche indicano come la deprivazione di esperienze in ambienti naturali sia all’origine di numerosi e sempre più diffusi disturbi della personalità e del comportamento che sono tipici della nostra società post moderna (ad esempio: depressione, ansia, disturbi dell’attenzione e dell’apprendimento, iperattività, difficoltà nella gestione delle emozioni e delle relazioni). Comprenderemo quindi insieme cosa si intende per “disturbo da deprivazione di natura”, e impararemo come è possibile prevenirlo e curarlo, per noi stessi, in famiglia e nella crescita dei nostri figli.

8 Giugno: L’intelligenza primitiva sul luogo di lavoro. In questo webinar affronteremo il tema di come usare la nostra intelligenza primitiva nelle relazioni di lavoro e nel riprogettare il nostro spazio lavorativo, al fine di sostenere il nostro benessere anche nel contesto professionale. Vedremo anche insieme come usare l’intelligenza primitiva nei processi di cambiamento organizzativo, nei percorsi di sviluppo delle competenze manageriali, per sviluppare la nostra leadership, la nostra capacità di ascolto e comunicazione, la capacità di cooperazione nei gruppi di lavoro.

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IN REGALO PER CHI SI ISCRIVE ENTRO IL 15 MAGGIO:

L’intelligenza delle piante: come connetterci con la saggezza degli alberi”.

Un’ora aggiuntiva di formazione online, solo per gli iscritti ai Lunedì Primitivi che sono anche iscritti alla mia newsletter e ai miei canali Facebook! Non sei iscritto alla newsletter di Intelligenza Primitiva? Clicca qui e registrati in un click.

Quanto costa: ogni webinar costa 14 euro.

Come iscriversi: Iscriviti da questo link.

Come partecipare: una volta iscritto, riceverai i link per connetterti alla diretta web nelle date indicate.

E se non sono libero in queste date? Nessun problema! Chi si iscrive riceverà la registrazione e tutti i materiali formativi, via email, per scaricarli e visionarli con comodo quando vi è più opportuno.

Vi aspetto!

Diana Tedoldi

Women Tree – L’albero delle donne

Women Tree è un evento della Rete al Femminile Milano in cui il talento femminile nutre e sostiene il grande albero dei talenti delle donne, che mostra i suoi frutti e si mette a disposizione di tutti in un evento gratuito.

Dalle ore 11.00 alle ore 23.00: workshop, sessioni individuali e laboratori gratuiti e aperti a tutti organizzati dalla Rete al Femminile Milano.

Io vi aspetto dalle 13.15 alle 14 per un laboratorio molto particolare:

DRUM CIRCLE – Il cerchio dei tamburi

Laboratorio esperienziale di ascolto, teamwork, risonanza e ascolto

Suoneremo insieme tamburi e percussioni di ogni tipo, per scoprire la forza e la bellezza che nascono dal sentirci insieme, connessi, in ascolto, integrando le nostre diversità nel creare ritmi e melodie soprendenti.

Vi parlerò anche dei miei ingredienti speciali di felicità personale e professionale, e li vivremo tutti insieme in diretta nell’esperienza del drum circle.

In tutto l’arco della giornata vi aspettano workshop, sessioni individuali e laboratori organizzati per aree tematiche, con lo scopo di esplorare ogni sfaccettatura delle donne di oggi.

TUTTO GRATUITO E APERTO A TUTTI!

Ma vi suggerisco di registrarvi da questo link: WOMENTREE.

Queste le aree tematiche previste:

  • La donna che vive la sua casa (gli ambienti e tutto ciò che rimanda al mondo domestico compresa la cucina)
  • La donna creativa (artigianato e discipline artistiche)
  • La donna che è moglie e madre (famiglia & bambini)
  • La donna e l’alimentazione
  • La donna che esalta il suo essere donna (immagine e femminilità, look e accessori)
  • La donna che si prende cura di sè per trovare sempre nuove energie (benessere e salute)
  • La donna che lavora e che nel lavoro trova soddisfazione (rinascita personale e professionale)
  • La donna economa (soldi e finanza)
  • La donna al passo con i tempi e la tecnologia (vita digitale)
  • La donna che si comunica e si valorizza (brand image e comunicazione)

Hashtag ufficiale dell’evento: #MiWomenTree

Dove: alla Fabbrica del Vapore (MIlano, mappa QUI).

Programma completo di tutti i workshop: QUI.

Vi aspetto!

Diana Tedoldi

 

Credits immagine: da Rete al Femminile Milano.

TERRAMADRE: festa della mamma in natura il 10 Maggio

10 Maggio 2015, ore 10-16

Nei bellissimi boschi dei colli di Bergamo:

TERRAMADRE

 

Con Diana Tedoldi e Ilaria Bianchini

Una giornata insieme per risvegliare la nostra connessione con la Natura, esplorare, ascoltare, sentirci un po’ “tribù”, e creare uno spazio verde dentro di noi da trasformare in musica e racconti intorno a un albero.


Ciao! Siamo Ilaria Bianchini e Diana Tedoldi, e non vediamo l’ora di incontrarvi in questa nuova esperienza in natura, di natura e con la natura!

La nostra passione è infatti esplorare e mettere a disposizione delle persone con cui lavoriamo tutte quelle risorse che ci possono aiutare a ricostruire nella nostra vita moderna la possibilità di un vivere originario, che esprima cioè la vitalità, la fiducia, l’innocenza, la libertà e la bellezza delle origini.

In Natura possiamo riconquistare questa qualità originaria della vita, liberarci dalla fretta e dai rumori del mondo urbano, dalle sue traiettorie lineari, dai suoi obblighi, dalle tensioni che inevitabilmente li accompagnano.

In questa giornata insieme metteremo a vostra disposizione le risorse che abbiamo esplorato e costruito in 20 anni di ricerca e di lavoro, per aiutarci a riconnetterci con la natura intorno a noi, e quindi con la nostra natura interiore, risvegliando la nostra vitalità originaria.

Insieme cammineremo, ascolteremo, esploreremo, respireremo i profumi dei boschi, faremo musica con le nostre voci e con strumenti a percussioni, inventeremo danze e giochi usando solo la nostra creatività, e la capacità di metterla in gioco e condividerla.

Gli alberi ci insegneranno a respirare, la terra a rallentare, i canti degli uccelli a gioire del sole.

Reimparando a percepire l’armonia della natura, a cui apparteniamo, facciamo pace con noi stessi, con gli altri e con le cose. E ci portiamo a casa nello zaino tante esperienze semplici, leggere ma profonde, rigeneranti e da ripetere anche da soli, ogni volta che vorremo.

Vi aspettiamo!


 

Programma

 

Ore 10: ritrovo
10-12.30: accoglienza ed esperienze di esplorazione, attivazione sensoriale, camminata in ascolto e in risonanza con l’ambiente naturale
12,30-13,30: pranzo condiviso
13,30-15,30: musica con tamburi e percussioni insieme con la Natura.
15,30-16: racconti di chiusura insieme intorno all’albero.

Quota di partecipazione:

>> PREZZO LANCIO: Per chi si iscrive entro il 12 Aprile <<
35 euro: quota partecipazione singolo adulto
50 euro: quota di partecipazione per l’intero nucleo famigliare (2 adulti + figli sotto i 18 anni)

Per chi si iscrive entro il 30 Aprile:
50 euro: quota partecipazione singolo adulto
65 euro: quota di partecipazione per un’intera famiglia

>> Offerta speciale <<

Se hai più di 20 anni e partecipi con la tua mamma, paghi solo tu e tua madre partecipa gratis!

Iscrizione:

Per garantire la massima qualità e cura dell’esperienza, in un ambiente così speciale come quello della Natura, abbiamo scelto di riservare questo evento a un numero limitato di partecipanti.

Iscriviti subito per acquisire priorità di registrazione e approfittare degli sconti per chi salda la quota entro il 12 Aprile!

Per iscriverti occorre:

Registrati anche dalla pagina Facebook dedicata all’evento, in modo da poteci conoscere meglio, e condividere ulteriori informaizoni, video e letture consigliate per il 10 Maggio.

Seminario condotto da Diana Tedoldi e Ilaria Bianchini, organizzato dall’Associazione Stato Alfa (Treviglio, BG).

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Intelligenza Primitiva all’Università di Milano Bicocca

29 aprile, ore 17,30-19,30

 

All’interno del ciclo annuale di Seminari aperti di pratiche filosofiche dell’Università di Milano Bicocca, Diana Tedoldi guiderà il seminario dal titolo:

 

Intelligenza Primitiva: praticare la natura dentro e fuori di noi.
Seminario di pratica filosofica in connessione profonda con la natura.

 

La Natura fuori di noi rispecchia la condizione della nostra natura interiore.
Riduzionismo e meccanicismo hanno isolato l’uomo dalla Natura e ridotto la natura a un insieme di superfici senza vita interiore.

 

Il risultato è la devastazione della Natura ovunque intorno a noi, insieme al profondo senso di frammentazione ed isolamento che viviamo dentro di noi, la paura e la sfiducia nella bellezza del movimento della vita che fatichiamo a percepire, tagliati fuori dalla natura come siamo.

 

In questa condizione, recuperare il contatto vibrante con la natura che siamo e che ci circonda diventa la risorsa indispensabile per guarire entrambe.

 

E se potessimo lasciarci re-insegnare dalla natura a stare al mondo? Se potessimo cogliere la nostra natura più profonda, osservando la natura intorno a noi?
Se potessi sentire le mie radici, ascoltando le radici di un faggio antico, o riconoscere in una foglia i segni della mia interiorità?

 

Durante questo seminario alleneremo il nostro ascolto profondo di noi, attraverso esperienze di ascolto e connessione profonda con la natura fuori di noi.
Risvegliando i nostri sensi, rallentando e imparando a scegliere dove mettere la nostra attenzione, faremo spazio dentro di noi e pace con il tempo e con le cose, troveremo una profonda vitalità, coltiveremo uno spazio dove allenarci ad essere presenti e leggeri, liberi e positivi.

 

In ascolto e in risonanza con la bellezza che siamo, e che è ovunque intorno a noi, se solo ci permettiamo di sentirla.

 

L’esperienza incorporerà principi di ecopsicologia, con pratiche di ascolto e connessione profonda con la natura.

 

29 aprile, ore 1730-1930, INGRESSO PORTINERIA U-16
VIA GIOLLI ANGOLO VIA THOMAS MANN, Milano
>>ATTENZIONE: l’originario appuntamento all’ingresso del Parco Nord di Viale Suzzani è stato modificato, in considerazione delle previsioni meteo che danno pioggia per domani pomeriggio.
  • Se non piove, andremo insieme al Parco Nord (10′ max a piedi), e useremo la camminata già come parte dell’esperienza e della pratica.
  • Se piove, praticheremo comunque insieme nell’aula U16, con gli stessi principi della pratica in natura, ma adattati all’ambiente interno.
    Ci perderemo tutta la ricchezza degli input sensoriali che solo la natura può dare al nostro sistema, e i relativi effetti sul nostro stato di coscienza, ma avremo comunque la possibilità di praticare insieme cose che potrete voi, successivamente, anche da soli, portare in un contesto naturale.
    In un modo o nell’altro faremo quindi in modo di trarre il massimo dal tempo insieme.
L’esperienza è gratuita ed aperta a tutti.
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Webinar: Un albero mi ha insegnato a stare al mondo

Vi invito a partecipare al webinar gratuito che terrò Domenica 26 Aprile, dalle 21 alle 22, tramite Google Hangout.

“Ho imparato da un albero a stare al mondo”.
In questo webinar parlerò della mia esperienza con gli alberi, delle mie ricerche sugli stati di coscienza, e di come l’ascolto della natura mi ha permesso di creare un mio personale sistema di orientamento nella relazione con me stessa, le persone e il mondo.
Parlerò anche di come è nato il mio progetto “Intelligenza primitiva” e di cosa per me è questa competenza, come usarla nella nostra vita quotidiana per risvegliare la nostra capacità naturale di stare bene al mondo, nel mondo, con il mondo.

Per ricevere il ink di collegamento scrivete a contatto@intelligenzaprimitiva.it.
Il webinar funziona così: vi mando un link, che cliccherete alle 21, e vi troverete su Google a guardare la conferenza con me che parlo. Se sono fortunata come l’ultima volta, appena tutti i partecipanti cliccano il collegamento salterà!
Ma se ho la vostra email, posso ri-creare subito un nuovo webinar e mandarvi subito il nuovo collegamento. Comunque confido che questa volta non ci saranno problemi.

A presto!

Oggi un albero mi ha insegnato a relazionarmi con persone difficili

Vado a correre nei campi. Per circa 40′ corro con i grilli, il profumo di erba fresca appena tagliata, qualche moscerino e l’oro del sole appena prima del tramonto.

Arrivo sotto casa. E anzichè fare un po’ di pratica arborea con gli alberi in giardino, mi addentro nel boschetto nativo qui dietro.

E’ impervio l’accesso, l’erba è alta, ed è pieno di sterpi, ma il richiamo è forte.

Procedo silenziosa e in ascolto.

Con quale albero farò pratica stasera?

Mi avvicino a un noce. Tutto il territorio è abbandonato, nessuno si prende cura di tenere pulito nè il sottobosco nè gli alberi. Il tronco del noce presenta fittoni novelli, e ci sono rami secchi caduti da altri alberi a ostacolarmi mentre cerco di appoggiare il mio tronco contro il suo tronco. Anche il suolo alla base del tronco è pieno di erbacce.

La mia solita pratica non è possibile. Medito di tornare nei prossimi giorni con un falcetto e un seghetto per fare pulizia.

Intanto pratico: ascolto il mio tronco contro il tronco, ascolto la terra sotto i miei piedi, spingo nella terra con i piedi e lascio che il mio corpo naturalmente si allunghi, si stiri, si apra.

Ritrovo il piacere del movimento, e del semplice STARE. Senza obiettivo, senza dover fare.

Soltanto stare, e ascoltare il piacere dipanarsi nei miei tessuti, attraverso i muscoli.

Ricentrata, in ascolto, attenta, presenta e aperta, posso permettermi di mettermi in ascolto del noce. E mi dò l’intenzione di lasciare che sia lui a guidare il mio movimento, e le mie pause, a darmi indicazioni su cosa è possibile fare, con lui. Su cosa è giusto fare, per lui.

E nasce un movimento facile, leggero, trasparente, calmo e rilassante. Tutto ciò che prima mi sembrava difficile, complicato, diventa facile, ascoltando la domanda “Cosa è possibile fare con questo albero?”.

L’idea di tornare con il falcetto e il seghetto mi sembra improvvisamente assurda, quasi me ne vergogno, e penso: è così anche con le persone.

  • Quanto arriviamo nelle relazioni con gli altri condizionati dalle nostre aspettative e dalle nostre abitudini (un bel tronco pulito, su cui fare la pratica con comodità)?
  • Quanto siamo capaci di sospendere il giudizio, metterci sinceramente in ascolto dell’essere che abbiamo davanti, e cercare la chiave di comunicazione e di relazione?
  • Quanto sono disposto a fidarmi delle risposte che non so?

Così, comprendo che ogni persona, anche la più ostica, ha una chiave di accesso. Basta desiderare trovarla, e mettersi in ascolto.

Il resto accade da sè, senza sforzo, anzi, con piacere. E con la sorpresa della scoperta.

E poi rifletto ancora – ma non è una riflessione mentale: è una riflessione che ha più il sapore dell’intuizione, e nasce da uno stato di coscienza che io definisco proprio “arboreo”. E’ uno stato di coscienza rarefatto, dove la conoscenza sembra arrivare per trasmissione diretta, nel corpo prima, e quindi nel pensiero.

  • Quanto la nostra vita frenetica, la mancanza di tempo, chiude il nostro corpo al piacere, e ci rende quindi ciechi di fronte alle esigenze dell’altro, alla sua diversità, alla sua irriducibilità ai miei schemi di comportamento, alle mie abitudini di relazione?
  • Quanto lo stress ci priva della capacità umana di adattarci, al contesto, ma anche all’altro, diverso da me?
  • Come cambia il mio atteggiamento e la mia predisposizione nei confronti dell’altro, nel momento in cui io sono nel piacere?

Uscire dal tempo dell’orologio, ed accedere a una dimensione di esperienza dove il tempo non si misura, ma si vive, è indispensabile per entrare in connessione profonda con la natura.

Jon Young, il fondatore del movimento della connessione profonda con la natura, parla dell’esperienza del senza tempo come di una forma di nutrimento per l’essere umano. Solo nel senza tempo la natura ci parla. Solo nel senza tempo noi sappiamo davvero ascoltare.

Dolcemente mi stacco dal tronco del noce.

Lentamente riapro gli occhi. E’ buio, sono le 21.34, è passata più di mezz’ora, e non me ne sono neppure resa conto.

Mi sento profondamente rilassata, tranquilla, calma, silenziosa, risonante. Allo stesso tempo vitale e palpitante di bosco.

Mi allontano qualche passo dal noce, e sento di aver ricevuto un grande insegnamento su come relazionarmi con le persone che reputo più difficili, nella vita di ogni giorno.

Chiuso la pratica arborea di oggi con il mio solito movimento di saluto. Silenziosa torno verso casa.

Il futuro nasce da un incontro, la relazione nasce dall’ascolto.

Alberi sentimentali

C’è un albero che occupa un posto speciale nel tuo cuore?
Un albero che ti evoca emozioni intense o ricordi belli?
Può essere un albero giovane o antico, del tuo giardino o su suolo pubblico (ancora meglio!), grande o piccolo… non ha importanza che albero è: conta quanto per te questo albero è importante per l’esperienza che ti ha fatto vivere.
Raccontaci la tua storia scrivendo a legambiente.bassabergamasca@gmail.com.

Indica il tuo nome, il luogo dove si trova l’albero, le informazioni sulla pianta e sulle ragioni del perché è il tuo albero sentimentale.

Legambiente sta infatti raccogliendo tutte le storie di questi “alberi sentimentali”, e le più belle saranno pubblicate sull’Eco di Bergamo.

Riconoscendo quanto la Natura incide nella nostra esperienza di vita, e ci muove sentimenti di rispetto, bellezza, affetto, riconoscenza, contribuiamo a valorizzare il patrimonio naturale che ci circonda, e costruire nel tempo la nostra connessione con la Madre Terra, e con la nostra propria natura.
Questa è Intelligenza Primitiva​!

Per un’educazione ecologica che nasce dal sentire, fiorisce nel nostro modo di essere e dà frutto nel nostro modo di comportarci e stare al mondo.
#intelligenzaprimitiva @tedoldidiana

Alberi sentimentali

Foto: copyright Sergio Pontoriero – www.sergiopontoriero.com. Quercia monumentale, Puglia, Agosto 2011.

 

 

Pratica arborea – l’esperienza del benessere

Le pratiche contemplative in natura, che sono una parte della pratica arborea, hanno la capacità di rigenerare completamente la freschezza del nostro pensiero, il nostro senso di benessere fisico, e darci una sensazione di connessione con il mondo intrecciata di pace, armonia, silenzio, calma.
Ecco cosa ho scritto di getto, dopo uno di questi momenti contemplativi arborei!
Ti aspetto ai Prossimi Incontri in natura per praticare insieme con gli alberi, e riconquistare la nostra vitalità originaria.
Giornata di lavoro lunga 12 ore.
Arrivo a casa e subito fuori a correre in campagna. Con i grilli. Le ombre della Sera sempre più lunghe finché è buio. Respiro forte, poi più piano. Resto mezz’ora sdraiata sotto l’acero. Un gufo in lontananza. Le stelle sopra di me. Mi sento a casa. A CASA. Mi alzo lenta, per non disturbare. I gatti curano le rondini che dormono sotto il portico. E io salgo a casa piena di silenzio. Silenzio addosso. Silenzio dentro. #intelligenzaprimitiva
Nell'ulivo - Tuscania 2002.

Nell’ulivo – Tuscania 2002.

Sei cavallo o cavaliere nel tuo lavoro?

Questo nuovo articolo nasce dalla domanda che Enrica mi ha fatto, nei commenti all’articolo “3 regole etiche per proteggere il nostro nocciolo duro professionale”.

Nel suo commento, Enrica mi chiede:

Cosa consigli ad un giovane professionista che con un particolare cliente, o in un nuovo ambiente di lavoro, si ritrova appiattito ad immagine e somiglianza del datore di lavoro / committente?
Professionisti junior come me hanno comunque il diritto di proporre ed imporre (eventualmente) il proprio modo di fare?

È una domanda molto interessante di cui sono grata ad Enrica, perché mi dà la possibilità di coltivare un dialogo con chi mi legge, e di nutrire il confronto su temi che toccano il cuore di tante persone.

È anche un’occasione per condividere pubblicamente alcune riflessioni che sono al centro del percorso di ricerca del proprio “genio nativo” di orientamento professionale e crescita personale dedicati ai liberi professionisti e a tutte le persone che stanno cercando di costruirsi nuovi spazi e risorse lavorative.

Stiamo parlando, molto in sintesi, di:

  • Libertà d’azione versus azione condizionata: quanto ci sentiamo cavalli o cavalieri nel nostro lavoro, cioè: quanto mi sento padrone dei miei movimenti professionali? Quanto sono invece condizionato (da necessità economiche, bisogno di fare esperienza, desiderio di costruirmi una clientela…)?
  • Fonte motivazionale: perché scelgo o meno di fare una certa cosa o stare in una certa situazione?

Seguirò l’immagine del cavallo e del cavaliere per parlare di questi punti, che riflettono bene la dialettica libertà/condizionamento, e userò l’immagine del centauro per tratteggiare un possibile modo per gestirla.

Il cavallo è il simbolo dei nostri istinti, del nostro lato selvaggio, la parte di noi che vuole muoversi libera, senza briglie né condizionamenti, seguendo la propria voglia del momento di andare o di fermarsi, di correre o trottare.

Il cavaliere simboleggia il pensiero, la parte di noi che vede la meta, e guida passo dopo passo il cavallo ad arrivarci, spronandolo e incoraggiandolo a saltare gli ostacoli.

Il cavaliere senza cavallo non esiste.

Il cavallo senza cavaliere non può raggiungere un certo tipo di risultati.

Quindi possiamo capire che la loro integrazione è vitale, e che ci sono cose belle sia nell’essere cavallo, sia nell’essere cavaliere.

Questa consapevolezza ci può essere di aiuto nel valutare appropriatamente sia l’essere liberi che l’essere vincolati, e nel trovare aspetti apprezzabili nell’uno e nell’altro.

Entrambe le condizioni possono infatti avere un senso, uno scopo, un vantaggio.

Riconoscerlo può essere determinante per costruire o rilanciare la nostra motivazione in una certa situazione dove ci sentiamo oggetto di pressioni e condizionamenti.

E allora partono le domande (ormai dovreste saperlo che io rispondo a una domanda con altre domande!).

  • Quali tratti “cavallo” e quali tratti “cavaliere” puoi riconoscere nella situazione professionale che stai considerando, che stai vivendo?

Prendi un foglio, disegna due colonne e scrivili tutti. È importante vederli scritti.

  • In quali tratti questa esperienza professionale ti chiede di lasciarti guidare, ti mette briglie e paraocchi e ti chiede di seguire la direzione indicata senza metterla troppo in discussione?
  • E in quali tratti la situazione lavorativa che stai considerando ti fa sentire cavaliere, in controllo, con le redini in mano?
  • Cosa puoi apprezzare dell’essere cavallo? E cosa dell’essere cavaliere?

Metti un “+” accanto a tutti i tratti “cavallo” e “cavaliere” che, oggi senti di poter apprezzare, di cui riesci a sentire una ricaduta positiva nella tua vita.

  • Quali vantaggi ti offrono le due condizioni? E quali svantaggi?

Prendi un nuovo foglio se hai esaurito il precedente, e dividilo in due colonne. In una colonna scrivi tutti i vantaggi che puoi oggi cogliere nell’essere cavallo, e nell’altra fai lo stesso con l’essere cavaliere.

  • Considera i tratti “cavallo” della situazione che stai osservando: come ti permettono di servire al tuo più ampio progetto di crescita personale e professionale? Quali altri vantaggi ti offre questa esperienza?
  • E come i tratti “cavaliere” stanno contribuendo a costruirti, darti, senso di efficacia personale e autostima? Quali altri vantaggi ti offre questa esperienza?

Queste domande possono aiutarti in una presa di consapevolezza e di responsabilità rispetto alla situazione in cui ti trovi, e permetterti di apprezzare il bello che comunque puoi coglierci.

Vorrei ora invitarti a riflettere sull’immagine del Centauro, che per me è una risorsa chiave nel guardare alla domanda di Enrica.

Il Centauro è infatti simbolo dell’integrazione fra il nostro lato cavallo e il nostro lato cavaliere, l’istinto del cervello paleocorticale, e le funzioni cognitive della neocorteccia.

Da una parte abbiamo quindi la risposta immediata attacco/fuga ad una situazione di discomfort, dall’altra abbiamo la funzione della valutazione della realtà, che ci spinge ad acquisire una visione più ampia della situazione, e frena l’impulso attacco/fuga del sistema limbico (e quindi le reazioni impulsive di rabbia o paura che una situazione ci suscita).

Fra le due, troviamo la funzione integratrice e mediatrice del sentimento, del sentire, che ha sede nel cuore, il cui campo elettromagnetico è molto più potente di quello del cervello e che Stephen Buhner ci ha insegnato essere un vero e proprio organo di percezione e cognizione, l’organo con cui possiamo sentire il mondo e con esso ac-cor-darci.

Nelle pratiche di intelligenza primitiva l’attivazione della nostra capacità di sentire e accordarci, intonarci con quello che ci circonda è infatti la costante, e la base.

Quindi ti chiedo: tu, come ti senti?

Quando un cliente o un interlocutore professionale ti tratta in un certo modo, ti pone certe richieste, ti invita ad andare in una direzione che tu magari spontaneamente non avresti cercato né scelto, come ti senti?

Per poter rispondere, ti invito a farlo non dalla testa, ma dalla tua interezza, attivando la tua intelligenza primitiva, con questi semplici passi:

  • Stirati, e fai tutti i movimenti di cui hai bisogno per ritrovare, ora, il tuo comfort fisico
  • Mentre ti stiri, ascolta il tuo respiro, e segui il piacere del movimento, fino a quando senti che è sufficiente, e che ti senti pienamente presente, in tutto il tuo corpo e il suo movimento interno (respiro e circolazione)
  • Prenditi qualche istante per ascoltare la tua interezza, a occhi chiusi (per attivare più facilmente uno stato di rilassatezza e ascolto) dai piedi alla testa, mettendo un filo di attenzione sulla pianta dei tuoi piedi, e il loro appoggio sulla terra, e ascoltando da dentro il tuo corpo, una parte dopo l’altra, dai piedi verso la sommità del cranio, incluso il volto, le braccia e le mani.
  • Quando senti che “ci sei”, tutto intero, ascolta i suoni intorno a te, e ascolta il suono, anche impercettibile, della tua presenza nello spazio dove sei.
  • Apri dolcemente gli occhi e sdraiati o siediti con calma in un luogo dove puoi stare un po’ tranquillo, e prosegui con la parte seguente di ascolto guidato.

Appoggia dentro di te, a occhi chiusi, la visione e la sensazione di quello che stai facendo con quel certo cliente che mette un po’ in difficoltà la tua centratura professionale e personale.

E ascolta il riverbero dentro di te, della situazione che stai considerando.

  • Quali parti del tuo corpo e del tuo essere si aprono e sorridono?
  • Quali si contraggono e preoccupano?
  • Cosa si illumina?
  • Cosa si incupisce?

Ascolta e valuta.

Io non posso dirti “molla, stacci, fai così, fai cosò”, ma proprio no!

Sei tu che hai tutte le risorse che ti servono per saperti orientare nella vita.

Non chiedere ad altri quello che devi chiedere alla tua intelligenza primitiva!

Segui accuratamente il percorso di domande che ti ho posto e sono certa che troverai le risposte che cerchi – se non le trovi ora, e continui a sentirti confuso o combattuto, abbi fiducia che qualcosa dentro di te si è messo in ascolto, e che presto ti parlerà.

A volte da soli è più difficile: se hai bisogno di guida, supporto e orientamento, sono qui per questo e posso supportarti. Chiedimi un consulto anche via skype e sarò felice di aiutarti.

Poi, passa ad applicare la prima regola etica (trovi le altre nell’articolo “3 regole etiche per proteggere il tuo nocciolo duro professionale”), quella che ti invita a osservare quali opportunità ti apre quella situazione.

  • Se rifiuti questa situazione, avrai più o meno opportunità (di crescita, sviluppo, conoscenza, esperienza…)?
  • E ancora: questa situazione porta vita a te? Porta vita agli altri? Porta vita alla vita?

Con queste parole Maia Cornacchia ci restituisce alla saggezza con cui gli Indiani d’America guardano alle circostanze della vita.

Una volta mappata la risposta della tua intelligenza primitiva in questo modo, non ti resta che abbracciare sinteticamente con la tua attenzione, in uno sguardo “a volo d’uccello”, la situazione che stai considerando, e andare con fiducia e senza troppe pippe nella direzione che ti chiama.

Vai con fiducia, abbandonati al movimento che ti si sta presentando, e ti assicuro che ci troverai sempre e comunque un insegnamento.

Ogni strada che scegliamo ha qualcosa da darci. Il problema, quello che ostacola la nostra fiducia, è che spesso riconosciamo l’apprendimento che una certa situazione ci offre solo dopo averla attraversata fino in fondo. Non riusciamo cioè a intuirlo prima di scegliere! È un po’ una fregatura, ma è anche la bellezza della vita: ci sorprende con insegnamenti imprevisti (e spesso non richiesti!).

Poi: c’è una pratica molto semplice, ma efficace, che propongo nei percorsi individuali con me: è quella della ricerca del nostro Mentore Interno, la nostra parte saggia, più connessa con la nostra intelligenza primitiva, quella voce in grado di confortarci, e guidarci verso il meglio per noi, momento per momento.

Per tutte le persone con cui lavoro, vedo i risultati di questa pratica nella riconquista di una bussola interna che permette alle persone di orientarsi, da soli, di fronte alle difficoltà quotidiane.

Chiedimi di più e ti guiderò in questa semplice pratica di riconnessione con il tuo mentore interno.

Dopo averti risposto con mille domande, posso però condividere con te anche un pezzo della mia esperienza.

Negli anni 2005-2008 dicevo ai miei clienti molti più sì di quanti ne dico oggi.

Avevo quasi 10 anni di meno, ero all’inizio della mia carriera ed avevo una gran voglia di misurare le mie capacità, confrontarmi con situazioni sfidanti in cui potermi conoscere e riconoscere, accumulare casistiche professionali. Ero avida di apprendere tutto quello che potevo sul mondo aziendale da cui mi sentivo in qualche modo attratta, e nel quale sentivo di avere delle risorse da mettere in gioco.

Lavoravo come consulente e formatrice in aziende di ogni tipo, con giornate lavorative che spesso iniziavano alle 7am e finivano alle 9pm.

Guadagnavo all’epoca circa il triplo di quello che guadagno ora al mese.

Arrivavo a casa la sera senza energie, svuotata e abbastanza incazzosa, capace solo di buttarmi sul divano dopo una doccia bollente e sfiorire nel sonno poco dopo.

Passavo le giornate a migliorare l’organizzazione di aziende con una missione che non c’entrava nulla con la mia, in contesti distanti dalla mia filosofia e dai miei valori.

In un’azienda addirittura mi ricordo che, ogni volta che ci andavo, avevo la sensazione che mi stesse venendo una malattia terminale! Giuro, ci ridevamo sopra con l’altro consulente con cui lavoravo lì, ma la sensazione era quella!

E dopo 2 anni e mezzo, al termine di un impegnativo progetto di cambiamento organizzativo, ho improvvisamente sentito che quella strada si era esaurita, non aveva più senso per me starci.

L’avevo scelta così, un po’ per inerzia, un po’ perché mi faceva piacere mettere da parte qualche soldo per i miei viaggi, e la cosa è girata bene per 3 anni e rotti.

Ma in quel momento era chiarissimo che quello che quella strada aveva da darmi, l’aveva dato tutto!

Il frutto era giunto a maturazione: basta! Potevo lasciare andare la mela giù dal ramo.

E ora, stimolata dalla domanda di Enrica, guardo indietro e capisco che in realtà non mi ero persa: quei 3 o 4 anni così apparentemente fuori dal mio centro e dai miei valori, in realtà erano il seme del mio futuro, del mio oggi centrato e pieno, e felice, e connesso.

Con quel lavoro, ho messo da parte i soldi che mi servivano per andare alle Hawaii a fare il training come drum circle facilitator con Arthur Hull, e molte altre formazioni importanti in giro per il mondo, e cambiare per sempre la mia vita: così ho trasformato completamente il mio essere, la mia visione, ho fondato Drum Power e ho iniziato a stravolgere del tutto la mia vita professionale da consulente, arricchendola con tutte le competenze più dianose, più mie, costruendo un anno dopo l’altro la mia vera unicità professionale, il mio nocciolo duro.

Tutto questo per dirvi: non dobbiamo avere troppa paura di perderci, perché tutta la vita è un perdersi, e ritrovarsi (ti piace questa frase? Twittala!)

Ma è delicata la fase della scelta, è lì che dobbiamo ascoltarci il più possibile, e se ci si rivoltano le budella in una certa situazione, abbiamo due possibilità:

  • scegliere di starci, perché vediamo ORA l’apprendimento possibile, e scegliamo di sacrificare consapevolmente qualcosa di noi per prendere quell’apprendimento, quel vantaggio;
  • scegliere di starci comunque, perché ora non vediamo il vantaggio, ma ci sentiamo incapaci al momento di fare altre scelte, e possiamo darci l’intenzione di sentire quando sarà il momento giusto per andarcene. A volte per come siamo, per come è stata la nostra storia fino a questo momento, e per quello che della vita abbiamo capito fino ad oggi, non possiamo far altro che accogliere la condizione in cui ci troviamo con la fiducia che anche in questo potremo comunque ricevere un insegnamento, quando sarà il momento.
  • scegliere di andarcene perché non vediamo nessun tipo di vantaggio, apprendimento o esperienza interessante in arrivo da quella situazione. E quindi perché rimanere?!

Spesso i soldi sono una variabile importante delle nostre scelte professionali, tutti abbiamo bisogno di pagare la spesa e l’affitto o il mutuo alla fine del mese, giusto?

Esatto.

Quindi deve poter far parte del pacchetto di fattori da considerare anche questo aspetto.

È una considerazione che ha a che fare con il nutrimento delle nostre radici, del collegamento con la terra, con la realtà, con questo mondo.

Posso fare a meno, economicamente, di questo lavoro?

Mi costa di più (in termini di sacrificio di ideali, valori, risorse personali) prenderlo, questo lavoro, oppure lasciarlo andare?

Considerare il lato economico di una scelta non significa essere venali o avidi, ma concreti e realistici, in contatto con la terra e le nostre radici.

Ciò detto, scegliere una strada solo ed esclusivamente per soldi, con tutto il nostro essere che si rivolta potrebbe essere una scelta che mette in crisi il nostro benessere profondo.

In questo caso, la chiave è sapere che, in questo momento, per come è la nostra vita ora, per le possibilità che ci siamo finora costruiti, quella è l’unica strada che possiamo scegliere.

Ma affrontare la scelta con questa consapevolezza e con questa presa di responsabilità ci rende cavalieri e non cavalli.

E tu, in cosa ti senti cavaliere, in questa fase della tua vita professionale, e in cosa ti senti cavallo?

Cosa stai guidando consapevolmente verso la piena fioritura della tua vita personale e professionale, e in cosa invece ti senti più guidato e “condizionato”?

Sarò felice di leggere il tuo commento qui sotto, e di rispondere ad ogni tua domanda di approfondimento o chiarimento.

Diana vostra

Workshop con Maia Cornacchia

Due giorni con Maia Cornacchia, a risvegliare l’intelligenza naturale del vostro corpo, ascoltare il riverbero dei sensi e sintonizzarvi con la Natura: ecco il nuovo workshop “Nello spessore sottile dell’invisibile“. Consigliato a tutte le persone in cerca di un’esperienza in natura attraverso l’ascolto, il rallentamento, la rarefazione, l’apertura dei sensi, l’attivazione della nostra intelligenza primitiva.

28 e 29 Marzo, presso Spazio Rad’Art (Mercato Saraceno, FC):

 

NELLO SPESSORE SOTTILE DELL’INVISIBILE

 

“Quando hai un’intuizione mettila in pratica, non metterla in dubbio!”

Laboratorio di Pratica di Lavoro Organico

Condotto da Maia Cornacchia

Quando il corpo si pone in ascolto, la sua intelligenza fa spazio al sapere organico: un sapere vivente che non sappiamo di sapere e che ci apre all’incanto del mondo. L’Intuizione torna a farci da guida nel territorio del sentire e ci restituisce a quella relazione organica con il mondo che avevamo da piccoli, quando la nostra fiducia e apertura ci permettevano di cogliere lo straordinario nell’ordinario.

In questo laboratorio, rimanendo in ascolto del silenzio, alterneremo azioni nella natura, rituali ispirati alla cultura degli Indiani d’America, pratiche corporee e pratiche filosofiche ai gesti quotidiani, nel tentativo di sciogliere gli automatismi e le costruzioni che ci impediscono di sentirci corpo vivente in un mondo vivente e di rigenerarci nella magia della sorpresa.

Dove: Spazio Rad’art – via mulino di sopra n° 6, San Romano, 47025 Mercato Saraceno (FC).

Quando: Il laboratorio (max 10 partecipanti) si terrà dalle ore 10,00 di sabato 28  alle ore 17,00 di domenica 29 marzo.

Prezzo: € 120,00 pasti e alloggio inclusi. Sconto 10% per soci Artéco. Iscrizioni entro 20 marzo.

Info: informazioni e prenotazioni c.barducci@arteco.org., Tel.: 335 5907104 (dopo le ore 17,00).

Maia Cornacchia

Laureata in Filosofia, nel 1972 lascia il Teatro per l’Animazione teatrale  e, da allora, svolge attività di ricerca e formazione in Pratica di Lavoro Organico. Formatrice, counselor e analista a orientamento filosofico è socia fondatrice di SABOF (Società di analisi biografica a orientamento filosofico).

Attualmente collabora con l’Associazione Tai (che si occupa di educazione al benessere e alla salute) presso cui opera  in sedute individuali e di gruppo, con la Facoltà di Scienze della formazione  e con il Master in Culture Simboliche dell’Università di Milano Bicocca, con Philo Scuola Superiore di Pratiche Filosofiche, con l’Associazione Gigi Ghirotti di Genova che assiste malati terminali di tumore e aids,  con i Dott. Sogni della  Fondazione Theodora  e gli Hospital Klovne danesi.

“Il filosofo domanda perché, con il gesto di questa pratica, si riveli un particolare incanto del mondo. La domanda invita ad abitare questo incanto, non semplicemente a rispondere”. C. Sini, Etica della scrittura, Il Saggiatore, Milano 1992, p. 187