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Forest bathing al chiaro di Luna il 26 Luglio 2018

Torna il Bagno di Bosco (Forest Bathing – Shinrin Yoku): una nuova occasione di immergersi nell’atmosfera del Bosco di Fiume, il 26 Luglio 2018 lungo il fiume Adda, fra Cassano e Fara Gera D’Adda, dalle 20,30 alle 22,30.

L’incontro si tiene il giorno prima della Luna Piena, che cade il 27 Luglio e quest’anno prevede anche un’eclissi totale, la più lunga del XXI° Secolo.

Il Bagno di Bosco è una pratica contemplativa che prevede la meditazione camminata, unita a pratiche di espansione della percezione sensoriale e della consapevolezza personale.

Le pratiche proposte si fondano su un’integrazione fra ecopsicologia, neuroscienze, coaching, zen e mindfulness.

Se ami la Natura, sei incantata dagli alberi, e sei disponibile a sperimentarti in un’esplorazione inusuale della notte e della sua atmosfera al chiaro di luna, è l’esperienza che fa per te!

Immersi nei profumi e nei suoni della notte, lungo il Fiume Adda, raggiungeremo uno spazio dove faremo insieme un bagno sonoro, ascoltando il suono di bastoni della pioggia, campane tibetane e altri strumenti musicali armonici.

Creeremo uno spazio in cui sciogliere ogni tensione, alleggerire il pensiero, trovare un ritmo lento in cui soltanto ascoltare, stare, sentire.

Sintonizzati con la nostra intelligenza primitiva, impareremo un modo semplice e intuitivo per chiedere un consiglio o un’ispirazione agli elementi naturali.

Luogo di ritrovo e istruzioni su cosa portare saranno fornite a chi si iscriverà scrivendo a diana@intelligenzaprimitiva.it.

L’evento si svolge in collaborazione con Menscorpore!

Ti segnalo inoltre alcune risorse sul sito web di Menscorpore, che ho scritto appositamente per darti la possibilità di conoscere alcune delle pratiche che propongo, e iniziare a sperimentarle da solo.

Ti aspetto!

Diana Tedoldi


PS: se questa esperienza ti ispira ma non puoi partecipare il 26, iscriviti al mio Corso online gratuitoPrimitivo in 7 Giorni“, per iniziare subito ad attivare la tua intelligenza primitiva! Riceverai 7 email, (una ogni 3 giorni circa), con riflessioni e pratiche da esplorare in prima persona.

PS2: la partecipazione al Bagno di Bosco del 26/7/18 è ad offerta libera. Invita chi vuoi! Per iscrivervi è sufficiente mandare una mail con nome e cognome dei partecipanti, e un numero di telefono di riferimento da contattare in caso di maltempo last minute.

 

 

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Nido di rondine caduto: ecco cosa fare

Quando cade un nido di rondine occorre intervenire al più presto per scongiurare la morte dei piccoli che non sono ancora in grado di volare.

È accaduto oggi, nella casa dove vivo, una vecchia casa di campagna (“Villa Campagnola”, la più antica casa del quartiere dove abito,  la Geromina a Treviglio) da sempre abitata da molte rondini che vengono qui da sempre a riprodursi nel periodo fra la Primavera e la fine dell’Estate.

Già negli ultimi anni abbiamo assistito a una significativa decrescita della popolazione residente di rondini, passando dai 7-8 nidi che c’erano nei vari androni della casa quando sono arrivata qui (nel 2009), all’attuale unico nido ancora utilizzato, al piano terra.

Questa riduzione corrisponde alla crisi di sopravvivenza in cui si trova questa specie, dovuta principalmente a:

  • riduzione di cibo disponibile, cioè di insetti (a causa dell’uso massiccio di insetticidi e pesticidi, e dei trattamenti per la disinfestazione dalle zanzare nelle città e altrove). Le rondini e i balestrucci, predatori diurni, possono inghiottire, in un solo giorno, una quantità di insetti pari a circa 170 grammi (quasi 8 volte il loro peso medio!) e sono quindi l’arma più ecologica e intelligente con cui combattere l’infestazione dalle zanzare. Anzichè usare gli insetticidi per difendersi dalle zanzare risulta molto più utile (e rispettoso della Natura) installare una decina di nidi artificiali, apprezzatissimi dalle rondini, come quelli che vende la LIPU (io ne ho comprati e installati due e sono stati molto utili per favorire la riproduzione delle rondini!). Un’altra alternativa è installare una Bat-Box (un riparo per pipistrelli, anch’essi avidi divoratori di insetti!
  • riduzione del loro habitat (abbattimento di case vecchie piene di nidi, disturbo dei nidi nel periodo riproduttivo  dal 15 Febbraio al 15 Settembre, distruzione dei nidi da parte di chi deve ristrutturare o dipingere le facciate esterne di casa, o da parte di chi non gradisce le cacchette che le rondini lasciano sotto ai nidi – senza pensare che basta posizionare un’assicciola almeno un metro sotto al nido per evitare di avere sporco, e al contempo proteggere queste delicata e preziosa specie).

Sapendo tutto ciò, io e i miei vicini siamo molto affezionati alle nostre rondini e cerchiamo di fare di tutto per proteggerle dai nostri gatti e da chi è meno sensibile alla loro bellezza e alla loro importanza nell’ecosistema.

Ecco dunque cosa ci è successo stamattina: io e le mie vicine eravamo sotto il portico a chiaccherare, quando a un certo punto sentiamo un sordo tonfo provenire dal punto in cui poco prima osservavamo contente mamma rondine portare cibo ai propri 5 piccoli, l’unica nidiata che quest’anno siamo riusciti ad avere.

Con orrore vediamo il nido delle rondini caduto dalla sua posizione originaria!

Con la scala vado subito su a vedere cosa è successo e trovo un amalgama di fango secco, paglia e rondinini, che mio marito è riuscito saggiamente a ricomporre, rimettendo i rondinini nel nido disfatto sul ripiano al di sotto della posizione originaria del nido, in attesa che mamma e papà rondine li vedessero e riprendessero ad accudirli.

INVECE NIENTE!

I genitori dei rondinini andavano avanti e indietro continuamente cercando i rondinini nel punto esatto dove era il nido, senza riuscire a vederli anche se erano ad appena un metro al massimo al disotto, come si vede nella foto. Si fermavano immobili lì sopra la porta di ferro sulla destra, senza degnare di uno sguardo i piccoli, silenziosi e spaventati, nel nido ricomposto.

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Allora abbiamo subito chiamato il Comando Provinciale della Polizia di Bergamo, che ha preso le nostre generalità e ci ha subito fatto ricontattare da un ornitologo della zona.  L’ornitologo è stato bravissimo e ci ha dato dei consigli utilissimi. Eccoli:

  1. Anzitutto non dobbiamo farci problemi a toccare con le mani gli uccellini perchè le rondini non hanno olfatto (come invece i mammiferi) e non si lasciano quindi turbare dall’eventuale odore “umano” che dovesse rimanere sui piccoli.
  2. Poi dovevamo prendere una scatola per le scarpe (o più piccola, meglio se beije o simile), rimettere dentro il nido ricomposto alla meglio, insieme ai piccoli, e rimettere il nido il più vicino possibile alla posizione originaria. Se si lascia il nido anche solo a qualche decina di centimetri di distanza, le rondini non lo vedono perchè loro hanno come riferimento la posizione precisa del nido dove l’hanno fatto. Incredibile ma vero.
  3. Abbiamo eseguito le indicazioni immediatamente, e nell’arco di un’oretta mamma e papà rondine hanno ripreso a dare da mangiare ai piccoli.

MISSIONE COMPIUTA!

Salvare degli animali è veramente una cosa che riempie il cuore!

Ecco il video in cui vi racconto tutto.

Come sapete, le rondini sono una specie protetta. Il che significa (grazie al Cielo!) che è vietato cacciarle, ucciderle o disturbarle, e che è d’obbligo proteggerle e segnalare alle autorità competenti eventuali illeciti.

I loro nidi, le uova e i nidiacei sono protetti dalla legge n. 157/92 e dall’articolo 635 del codice penale, che ne vieta l’uccisione e la distruzione, insieme a quelli del balestruccio (Delichon urbicum) e del rondone (Apus apus).

Se vedete qualcuno che distrugge i nidi o provoca qualsiasi forma di disturbo alla specie, occorre segnalare subito l’evento al Corpo Forestale dello Stato al numero di telefono 1515, oppure al Comando Provinciale della Polizia o alla Polizia Municipale.

Spesso infatti le persone non pensano che non siamo gli unici abitanti del pianeta, e che anzi siamo circondati da altri esseri viventi, ognuno con le proprie esigenze vitali e le proprie preoccupazioni per riuscire a sopravvivere, proprio come noi.

Possiamo contribuire in prima persona non solo salvando gli animali in pericolo o informando le autorità in caso di illeciti, ma anche informando le persone stesse che non sono al corrente di alcune semplici pratiche a protezione di questi bellissimi esseri viventi:

  • chi vuole abbattere o distruggere i nidi perchè deve tinteggiare i muri esterni di casa: in questo caso possiamo informarli che la legge impone di tinteggiare al di fuori del periodo riproduttivo (15 Febbraio –> 15 Settembre), e in ogni caso i nidi vanno lasciati dove sono, girando intorno al nido con la pittura per permettere alle rondini, l’anno successivo, di ricolonizzare il nido già pronto per una nuova nidiata (rifarne uno nuovo è estremamente dispendioso dal punto di vista energetico, per uccelli che sono appena arrivati in migrazione dall’Africa!);
  • chi distrugge i nidi per liberarsi da qualche cacchetta sotto al proprio nido: possiamo invitare la persona a posizionare una piccola asse sospesa sotto al nido, per proteggere il suolo dallo sporco, e le rondini dai disturbi di gatti o persone.

Nel caso in cui chi sta per delinquere non ne vuole sapere di rispettare la legge, occorre segnalare tutto prontamente alle autorità.

Vi segnalo infine questi link utili:

Spero di esservi stata utile!

Fatemi sapere se avete usato queste indicazioni con successo come è capitato a me.

Aiutiamo la Natura con tutte le nostre forze. Noi siamo Natura.

Diana Tedoldi

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Il Forest Coaching: corso gratuito online il 5-7-18.

FOREST COACHING: CONOSCI TE STESSO IMMERGENDOTI IN UN BOSCO.

Giovedì 5 luglio dalle 21.00 alle 22.00.

Corso online gratuito per GreenMe.

Il Forest Coaching è una nuova modalità di lavoro su di sè che ho sviluppato attraverso oltre 20 anni di ricerche su ecopsicologia, neuroscienze, coaching e connessione con la Natura.

Mettermi in ascolto del mondo naturale, degli alberi in particolare, è per me sempre stato il modo con cui generare orientamento e benessere nella mia vita.

Spesso scherzando dico che un melo mi ha insegnato a stare al mondo e a trovare marito quasi a 40 anni… ma se ci penso non è poi così lontano dalla realtà! 🙂

Praticando mindfulness e ascolto consapevole in connessione con gli alberi dal 2002 ad oggi, in ogni stagione, con qualsiasi meteo, mi ha permesso di mettere a punto una serie di pratiche che oggi uso nelle mie sessioni di coaching.

Incontrare boschi di ogni età e dimensione, attraverso il bagno di bosco (Shinrin Yoku) e le meditazioni camminate, ho imparato a sintonizzare il mio paesaggio interiore con la natura intorno a me.

Senza bisogno di grandi guru o teorie rivoluzionarie, il bosco sa silenziosamente guidarci a ritrovare noi stessi, il nostro centro, il nostro allineamento profondo. E una volta che siamo in questo nostro centro vibrante e pulsante di energia, ritroviamo la nostra connessione con il resto della comunità vivente: il mondo vegetale, gli animali e gli altri esseri umani, tutti parte della stessa rete di relazioni che chiamiamo Natura. Da qui, ogni cosa è più facile, leggera, semplice. Siamo meno soli di fronte alle nostre sfide quotidiane.

Partecipando al webinar sul Forest Coaching il prossimo 5 Luglio imparerai 3 pratiche da applicare nella tua vita quotidiana per sviluppare consapevolezza di te, riconoscere la tua direzione, affrontare le piccole difficoltà quotidiane, trovare la risposta a un problema pressante, alleggerire il pensiero da ansie e tensioni.

Ti aspetto!

Clicca QUI per scoprire tutto il programma, e QUI per iscriverti.

In ascolto,

Diana Tedoldi

P.S. Se vi interessano i temi di cui parlo, potrete trovare molti altri miei corsi nella piattaforma TuVali a questo link.

P.S. bis: se ti interessa il webinar, ma non potrai essere presente in diretta, scrivimi a contatto @ intelligenzaprimitiva . it. Ti manderò la registrazione del webinar!

P.S.ter: leggi anche questo articolo per saperne di più!

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Photo by NordWood Themes on Unsplash

Il calendario degli intenti: come prepararsi per il 2018.

Oggi è l’ultimo giorno del 2017, e in questi giorni ci è naturale fare un bilancio dell’anno trascorso, e allo stesso tempo mettere a fuoco i nostri desideri per il nuovo anno.
10 anni fa ho scoperto un semplice e divertente (e anche un po’ magico!) modo con cui invitare i nostri sogni e desideri a realizzarsi: il Calendario degli Intenti per il nuovo anno.
L’ho imparato grazie alla mia cara amica Ilaria Bianchini, e in tutti questi anni ho sempre mantenuto la tradizione di farlo e tenerlo con me per tutto l’anno, aiutandomi a tenere viva la mia attenzione sulla realizzazione dei miei desideri.
Quest’anno, per il secondo anno, lo propongo in partnership con l’associazione Menscorpore di Treviglio, e lo affianco all’esperienza rigenerante del massaggio sonoro (parte delle pratiche che insegno nel corso Rhythm Ambassadors, sul Metodo Drum Power).

Qui sotto alcune informazioni, tutti i dettagli a QUESTO LINK!

Ti aspetto, per mettere il tuo nuovo anno sotto la buona stella della tua intelligenza primitiva.

7 GENNAIO
Un evento per iniziare il nuovo anno con creatività e ispirazione.

Un pomeriggio da passare insieme gustando i benefici di un Massaggio Sonoro eseguito con strumenti armonici e a percussione di ogni forma e vibrazione, seguito da un laboratorio di costruzione di un personalissimo Calendario degli Intenti, per mettere a fuoco i nostri desideri per il 2018 e trasformarli in un bellissimo collage di immagini ritagliate che ci ispireranno, guideranno e motiveranno per tutti i mesi a venire.

Cosa serve: abbigliamento comodo; un grande cartoncino (50×70) del colore preferito; forbici per carta; colla stick; riviste ricche di immagini (almeno 5) da condividere con il resto del gruppo.

ISCRIZIONE OBBLIGATORIA SEGUENDO LE INDICAZIONI A QUESTO LINK.
Massimo 15 partecipanti (ancora 10 posti liberi ad oggi).
Contributo libero.

Vi aspetto!

Con i migliori auspici che il 2018 porti più ben-essere a noi, alle persone che amiamo, e alla Terra.

Diana Tedoldi

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Photo by Jamie Street on Unsplash

Bagno di Bosco con Diana Tedoldi

Bagno di bosco il 1° Luglio nella Bassa Bergamasca

Vi aspetto per una nuova esperienza di Bagno di Bosco a Fara Gera d’Adda, nel Bosco dei Dossi, il prossimo 1° Luglio dalle 10 alle 13.

L’esperienza nasce dalla collaborazione con Menscorpore, l’associazione di Treviglio dedicata alla cura del ben-essere delle persone, con decine di percorsi attivi, e deriva direttamente dallo Shinrin-Yoku, il bagno di foresta praticato in Giappone sin dagli anni ’80.

Numerose ricerche dimostrano i benefici di esperienze di ascolto e contemplazione in relazione con l’ambiente naturale, il bosco in particolare. Scopri qui il contenuto del corso online che ho recentemente tenuto per Greenme.it, il portale italiano di riferimento per gli amanti dle vivere sano ed ecologico.

Incontreremo il nostro lato più selvatico attraverso pratiche di consapevolezza basate su respiro, silenzio, camminare in ascolto,  attivazione sensoriale, sapere intuitivo, creazione musicale in relazione con gli elementi naturali.

Ritroveremo la nostra connessione con il respiro della terra nel profumo delle foglie, nel silenzio del vento, nell’incanto dei colori delle stagioni.

Celebreremo la bellezza e la forza di sentirci insieme, noi e il bosco, come un’antica tribù, risvegliando la nostra intelligenza primitiva e collettiva.

Esploreremo insieme alcuni semplici pratiche di Nature Coaching ed Ecoterapia, che puoi approfondire anche ascoltando i miei webinar su Youtube a questi link:

Scoprite di più sul Bagno di Bosco guardando il mio video sulla connessione con gli alberi, a questo link.

Webinar - Come connettersi con gli alberi.

Webinar su Youtube con Diana Tedoldi sulla connessione con gli alberi.

 

L’esperienza è aperta a tutti, con contributo libero.

Cliccate su questo link per tutti gli approfondimenti, la descrizione completa dell’esperienza e l’indirizzo dell’appuntamento.

Vi aspetto!

Diana Tedoldi

 

PS: se vuoi scrivimi a contatto@intelligenzaprimitiva.it per avere informaizoni direttamente da me!

PS2: a Gennaio 2018 partirà la prima formazione sul nature Coaching, imparando a guidare esperienze individuali e di gruppo di connessione con la natura. Maggiori informazioni presto in uscita sul mio sito web personale www.dianatedoldi.com.

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Yoga degli alberi il 4 Giugno a Treviglio (BG)

Tornano i pomeriggio aperti di Intelligenza Primitiva: vi aspetto Sabato 4 Giugno, dalle 15,30 alle 18,30, per un’immersione in natura dove potrete scoprire e praticare lo Yoga degli alberi con la mia guida.

Non sai cosa è lo Yoga degli Alberi? Clicca QUI.

Lo Yoga degi Alberi è una pratica di movimento consapevole nato dall’incontro fra Yoga, Mindfulness, neuroscienze, ecopsicologia e biomimetica.

A partire da alcune proposte di ascolto attraverso il movimento, i partecipanti sperimenteranno la possibilità di alleggerire il pensiero, rallentare, rigenerare la propria vitalità e risvegliare quella vivacità sensoriale che ci fa sentire presenti al 100% in tutto ciò che siamo e facciamo.

Così lo Yoga degli Alberi diventa una allenamento alla percezione, alla presenza, all’attenzione nel qui ed ora, al coltivare benessere in ogni istante, schiudendo la nostra capacitò naturale di stare bene al mondo, nel mondo, con il mondo.

In questo incontro approfondiremo in particolare:

  • Il radicamento: pratiche di risveglio della sensibilità dei piedi nella relazione con la terra.
  • Le 4 chiavi di relazione: spingere nella terra, allungarsi, aprirsi, ruotare.
  • Incontro con l’albero.
  • Entrare nel respiro dell’albero.

Cosa portare:

  • vestiti comodi e che non temono il contatto con la terra e l’erba
  • disponibilità a camminare a piedi nudi sull’erba
  • curiosità di sperimentare le possibilità di movimento che si aprono nell’ascolto del silenzio e nella lentezza
  • una coperta, un cuscino o un asciugamano per stare comodamente seduti a terra
  • antizanzare
  • vestiti a strati.

In caso di maltempo l’esperienza verrà rimandata.

La partecipazione è gratuita, per un massimo di 10 persone.


E’ necessario iscriversi ENTRO IL 2 GIUGNO scrivendo a contatto@intelligenzaprimitiva.it e lasciando il proprio nome e un recapito telefonico che verrà usato in caso di comunicazioni last minute.

L’incontro sarà guidato da Diana Tedoldi.

yoga degli alberi

Cosa è lo Yoga degli Alberi

COSA E’ LO YOGA DEGLI ALBERI?

Lo Yoga degli alberi è una pratica di movimento consapevole che nasce dall’incontro fra Yoga, Mindfulness, ecopsicologia, biomimetica e neuroscienze.

E’ stato ideato da me, Diana Tedoldi, dopo oltre 15 anni di Hatha Yoga, 20 anni di esperienze di ascolto e connessione con la natura, applicando principi di zen e mindfulness alla relazione con il corpo e con gli alberi, il ritmo delle stagioni e gli elementi naturali.

Negli ultimi 15 anni in particolare, ho praticato con gli alberi del mio giardino quasi ogni giorno, con qualsiasi meteo, neve, pioggia e grandine incluse, Natale e Capodanno inclusi (!), a piedi nudi o con 3 paia di calzettoni di lana in inverno, per non perdere il piacere del piede in connessione con la terra.

Anno dopo anno ho forgiato un approccio, un insieme di indicazioni per avvicinare le persone agli alberi, per entrare nel loro respiro, e da lì trovare una grande centratura, una grande presenza e apertura, la leggerezza del pensiero, la calma mentale che mi ha insegnato a guardare alle cose della vita e alle difficoltà quotidiane con un’attitudine gentile, serena, non più in lotta ma in ascolto e comprensione.

Posso sinceramente dire che per me questa pratica è diventata uno stile di pensiero e di vita, un modo di ascoltare l’esperienza e auto-aiutarmi ad affrontare le difficoltà, scoprendo nella connessione con la natura intorno a me, la connessione con la mia propria natura.

Questo è forse il risultato più importante che ho raggiunto: un modo per orientarmi nelle cose della vita, e principi semplici e universali con cui coltivare la pace e la bellezza nella relazione con me stessa, con gli altri e con la terra.

Il tutto, a partire dal corpo, e dall’ascolto consapevole del movimento nella relazione con gli alberi.

Perchè il nostro cervello è progettato per gestire il corpo, la sua funzione è proprio governare il movimento.

E se vogliamo pensare bene, e avere a nostra disposizione la più ampia gamma di possiblità di pensiero e quindi di comportamento (e quindi la più ampia gamma di risposte possibili alle sfide della vita) dobbiamo avere un’ampia gamma di possibilità di movimento, e saperci muovere in ascolto, con tutto e con tutti.

Con lo Yoga degli Alberi, si inizia appunto dall’ascolto di sè, attraverso pratiche di movimento, posture e gestualità ispirate dagli esseri vegetali, per arrivare all’ascolto dell’altro (l’albero, che diventa metafora delle altre persone con cui mi relaziono) e infine all’ascolto della nostra relazione all’interno dell’orizzonte più ampio che ci circonda: la natura.

Così lo Yoga degli Alberi parte dal corpo per sintonizzare prima l’io con il noi, e sintonizzare poi il noi con il mondo, affinando l’intonazione del mio modo di muovermi in relazione con tutto ciò che mi circonda, sviluppando la mia capacità di flessibilità e adattamento alle diverse condizioni di esperienza.

E’ un allenamento personale che parte dal risvegliare il corpo e i sensi in relazione con la natura, e diventa pratica di vita e stile di pensiero, danzando fluidamente con il movimento della vita, in sintonia con la bellezza e l’armonia che appartiene in essenza al mondo naturale.

Ma vediamo quindi cosa c’entrano in tutto ciò lo yoga, la mindfulness, le neuroscienze, la biomimetica e l’ecopsicologia.

YOGA DEGLI ALBERI E… YOGA

Circa 20 anni studiavo il bellissimo libro di Mircea Eliade “Lo Yoga e l’Immortalità”, e lì ho scoperto che il termine Yoga deriva dalla radice “yuj“, che significa “unire” (da cui il latino “iungere”, che significa appunto unire, legare).

Come riporta Wikipedia:

Da qui il significato, posteriore, di yoga come insieme di tecniche anche meditative aventi come scopo l'”unione” con la Realtà ultima e tesa ad “aggiogare”, “controllare”, “governare” i “sensi” (indriya) e i vissuti da parte della coscienza.

Così, nello Yoga degli alberi, le pratiche proposte hanno lo scopo di favorire nelle persone la percezione della propria unità e integrità, allargando gradualmente questa percezione alla natura intorno a noi, e trasformando quindi questa esperienza in un’attività di nature connection (connessione con la natura).

Le esperienze proposte integrano quindi:

  • sequenze di movimento ispirate alle forme degli alberi (sambuco, pino silvestre, melo, faggio, platano, pioppo ecc.) e ai processi vitali degli alberi (espansione e contrazione, verticalità e radicamento, fluire ascendente e discendente, immobilità ecc.);
  • esplorazioni più libere di movimento, ascolto e sintonizzazione con la propria intelligenza somatica, riscoprendo la semplicità e la naturalezza del movimento e della possibilità di benessere a partire dall’ascolto corporeo;
  • camminate in ascolto;
  • pratiche di attivazione sensoriale;
  • pratiche di respiro, ascolto e meditazione in movimento o camminando.

YOGA DEGLI ALBERI E… MINDFULNESS

Molto prima che negli anni ’70 si desse il nome di mindfulness a quell’insieme di pratiche che oggi va sotto questo nome, esisteva lo zen, ed esistevano pratiche transculturali di meditazione, di contemplazione e di consapevolezza che oggi potremmo senz’altro definire Mindfulness.

Su questo mi sono allenata fin da prima dei miei 20 anni, con la guida di persone che sono per me state un riferimento, e una guida, alla scoperta della nostra naturale capacità e innata possibilità di orientarci nel mondo e stare bene al mondo, nel mondo, con il mondo.

Ecco la definizione di Mindfulness che troviamo in Wikipedia:

Il concetto di Mindfulness deriva dagli insegnamenti del Buddismo (Vipassanā), dello Zen, e dalle pratiche di meditazione Yoga, […] Mindfulness è una modalità di prestare attenzione, momento per momento, nell’hic et nunc, in modo intenzionale e non giudicante, al fine di […] raggiungere […] una maggiore consapevolezza della propria esperienza che comprende: sensazioni, percezioni, impulsi, emozioni, pensieri, parole, azioni e relazioni.

La mindfulness entra quindi nello Yoga degli Alberi come pratica di consapevolezza e di attenzione, illuminando il corpo e la relazione con la natura attraverso il nostro ascolto, per costruire la nostra capacità di presenza, qui e ora, al 100% di ciò che siamo.

YOGA DEGLI ALBERI E… NEUROSCIENZE

Il processo di brain patterning (formazione di schemi e circuiti neurali) è determinato dagli input sensoriali.

Ciò significa che maggiore è la ricchezza della nostra sensorialità, maggiore è la ricchezza di soluzioni, creatività, possibilità di comportamento.

Nello Yoga degli alberi le pratiche di attivazione sensoriale mirano proprio a

Riportare vita ai sensi, e senso alla vita.

Recuperando la centralità della nostra intelligenza somatica, risvegliamo la naturale vitalità del nostro corpo e quindi di noi stessi, nella nostra integrità.

Ma le neuroscienze ci hanno anche permesso di comprendere l’effetto benefico del movimento, delle esperienze di connessione con la natura, della meditazione, della meditazione accompagnata dal suono e delle pratiche di consapevolezza, svelando quanto impattino positivamente aspetti cruciali del nostro benessere:

Le pratiche di movimento, meditazione e contemplazione dello Yoga degli Alberi favoriscono il rilassamento mentale, lo svuotamento del pensiero, il rallentamento del ritmo veloce a cui ormai, spesso inconsapevolmente, siamo abituati nelle nostre vite metropolitane e tecnoclogiche.

La connessione con la natura è una forma di nutrimento profondo, che nessun altra esperienza può sostituire. Stiamo iniziando a capire che per stare bene non basta mangiare bene, fare sport e dormire bene: occorre anche avere una relazione armoniosa con la natura intorno a noi. – Jon Young

YOGA DEGLI ALBERI E… BIOMIMETICA

La Biomimetica (dal greco “bios”, vita” e “mimesis”, imitazione) è finora principalmente conosciuta per aver copiate dagli animali o dai vegetali alcune soluzioni a problemi di design, in ambito tecnologico e architettonico: ad esempio, i robot mandati in esplorazione su altri pianeti sono stati costruiti copiando la struttura corporea dei ragni, il velcro nasce dallo studio della tecnologia di alcune piante per disseminare i propri semi.

Ma negli ultimi anni la biomimetica sta prendendo la forma per me più appassionante: lo studio dei sistemi viventi animali e vegetali e il trasferimento delle loro strategie organizzative e di problem solving alle organizzazioni umane.

Ad esempio, il trasferimento dell’organizzazione della migrazione delle oche selvatiche ai gruppi di lavoro aziendali e ai modelli di leadership organizzativa, oppure l’intelligenza sistemica dei banchi dei pesci per comprendere il comportamento delle masse.

Nello Yoga degli Alberi la biomimetica fonda la costruzione stessa delle sequenze di movimento che vengono proposte, e che sono ispirate proprio dai movimenti vitali degli esseri vegetali:

  • contrazione ed espansione
  • radicamento e verticalizzazione
  • rotazione
  • apertura
  • uso delle leve
  • flussi ascendenti e discendenti
  • lentezza del movimento
  • immobilità.

Inoltre, lo Yoga degli Alberi si lascia ispirare dal ciclo delle stagioni e dai ritmi vitali delle piante, proponendo quindi movimenti, posture e gestualità diverse a seconda della stagione in cui si pratica.

Un profondo allenamento, dunque, a ritrovare la connessione con il tempo ciclico, con il suo effetto rassicurante e contenitivo rispetto alle umane ansie di corsa rettilinea verso un futuro ignoto e lontano.

YOGA DEGLI ALBERI E… ECOPSICOLOGIA

L’ecopsicologia nasce all’inizio degli anni ’90 come studio della relazione fra esseri umani ed ambiente naturali, in coincidenza con un rapido declino dei parchi e delle aree verdi cittadine negli Stati Uniti e con la corrispondente osservazione dell’aumento di problematiche psicologiche nelle persone con ridotta esposizione ad ambienti naturali.

Come dentro, così fuori. E come fuori, così dentro.

In questo mio adattamento di una delle leggi di Ermete Trismegisto, si fonda la mia visione dell’ecopsicologia: quello che facciamo alla natura, lo facciamo a noi stessi, e viceversa.

Quello che accade alla terra, accade a noi stessi.

Quanto il consumo di suolo, e la cementificazione selvaggia, ci parla del modo in cui la nostra specie sta cementificando la propria vitalità? I palazzoni di cemento, li abbiamo dentro. Dobbiamo averli dentro, per portarli fuori. Tutto ciò che agiamo nel mondo, ce lo dobbiamo avere prima dentro.

La terra inquinata da immondizia e scorie di ogni tipo, parla dei nostri corpi inquinati di tossine e farmaci. Le acque inquinate delle nostre falde, parlano dell’inquinamento dei nostri sentimenti, delle nostre emozioni disturbate.

L’ecopsicologia ci insegna che tutto è interrelato, che siamo tutti interconnessi, fra di noi esseri umani, e noi umani con le altre specie e con l’ecosistema terrestre tutto intero.

Così, nella pratica dello Yoga degli Alberi, impariamo a muoverci con l’albero con quel rispetto, quella presenza e quell’ascolto che ci servono poi in tutte le altre condizioni di vita. Impariamo a essere 100% con noi stessi, e 100% con l’altro, e insieme 100% con l’abiente intorno a noi, ricercando la possibilità di un movimento rotondo, organico, che non disturba ma che anzi nutre, e lascia più risorse di quante ne trova.

Lo Yoga degli Alberi diventa così la possibilità di scoprire e conoscere la nostra natura più profonda, attraverso la relazione con la natura intorno a noi, in un processo di mutuo nutrimento e crescita, che ci permette di diventare protagonisti viventi di una nuova cultura rigenerativa – che lasci cioè più risorse di quante ne trova, per il bene nostro, e delle generazioni future.


Ti aspetto a scoprire insieme questa bellissima e rigenerante pratica, Sabato 4 Giugno, dalle 15.30 alle 1830, a Treviglio, immersi nella campagna e nel silenzio.

Scrivi a contatto@intelligenzaprimitiva.it per tutti i dettagli.

Il batterio del buon umore si trova nella terra

Il regalo più bello che potete fare a voi stessi e alla terra, nella Giornata Internazionale della Terra, oggi? Trascorrere almeno 30′ a contatto diretto con la terra stessa!

Se non vi basta il feedback positivo che viene dal vostro respiro, dal vostro corpo e dalla vostra autopercezione di benessere, eccovi alcune ricerche che dimostrano che, Sì!, avete proprio ragione a sentirvi meglio, più forti, più lucidi e più vitali, quando state in natura!

Mary O’Brien, oncologa al Royal Marsden Hospital di Londra, ha scoperto che un batterio che si trova nella terra attiva nel nostro cervello il rilascio di serotonina, un ormone coinvolto (fra le altre cose) nella regolazione dell’umore e nella riduzione dell’ansia, aprendo importanti prospettive all’applicazione di questa scoperta nella cura della depressione.

Si tratta del Mycobacterium vaccae, e ricerche successive hanno dimostrato come questo fantastico batterio che si trova nella terra è anche in grado di migliorare le nostre funzioni cognitive ed è persino in grado di curare il cancro al polmone e altre patologie (disturbo di Crohn, artrite reumatoide).

Se anche a voi capita di ritrovare il buonumore dopo aver fatto un po’ di giardinaggio, o dopo essere stati per un po’ sdraiati per terra sull’erba o in bosco, ora sapete che un po’ di merito va proprio a questo batterio: è lui, infatti, che la ricerca scientifica addita come uno dei responsabii di questi effetti positivi sul nostro benessere.

Le ricerche di Mary O’Brien sono poi state riprese da altri ricercatori (fra tutti, cito il Dr. Chris Lowry, della Bristol University, UK), sempre dimostrando l’effetto positivo del Mycobacterium vaccae sulle funzioni vitali, sia biologiche che psichiche, sulla capacità di concentrazione e di soluzione dei problemi, tenuta allo stress ed efficacia decisionale (i test di laboratorio sono stati eseguiti da Lowry sui topi).

Nel 2011 un altro studio pubblicato sul New England Journal of Medicine riportava i risultati di una ricerca sui bambini inglesi, dimostrando che chi era cresciuto in campagna presentava il 30-50% in meno di probabilità di sviluppare asma.

I ricercatori hanno correlato questa caratteristica alla più ampia diversità di batteri e funghi presenti nelle polveri domestiche, provenienti tanto dal suolo quanto dagli animali, rendendo quindi il loro sistema immunitario più performante.

Insomma: dedicatevi un po’ di tempo per mettere le mani nella terra, sporcarvi i vestiti e i piedi, sdraiarvi nell’erba e stirarvi accuratamente, fino a quando sentite che avete riportato la vitalità e la presenza in tutto il vostro corpo.

Molte ricerche dicono che servono 20-30′ circa per lasciar assorbire al nostro organismo lo stato naturale di benessere che viene da queste semplici azioni, ma se avete meno tempo, fate quello che potete: è sempre meglio che stare in casa. E’ una semplice esperienza di ecoterapia e connessione con la natura che potete regalare a voi stessi, risvegliando con dolcezza e semplicità la vostra intelligenza primitva.

Ogni istante che vi regalate con la terra, lo regalate al vostro benessere, e al benessere del pianeta.

Come dentro, così fuori.

Buona terra a tutti!

Diana


Articoli citati:

Lowry C.A., Hollis J.H., de Vries A., Pan B., Brunet L.R., Hunt J.R., Paton J.F., van Kampen E., Knight D.M., Evans A.K., Rook G.A., Lightman S.L. (2007-05-11). “Identification of an immune-responsive mesolimbocortical serotonergic system: potential role in regulation of emotional behavior.” Neuroscience 146 (2): 756–772. doi:10.1016/j.neuroscience.2007.01.067. PMID 17367941.

Susan M. Jenks (presenter) and Dorothy Matthews, “Ingestion of Mycobacterium vaccae influences learning and anxiety in mice.” Presented at the Annual Animal Behavior Society Meeting, William and Mary College, Williamsburg, VA July 25 – 30, 2010.

Ege, Marcus, Melanie Mayer, Anne-Cecile Normand, Jon Genuneit, William O.C.M. Cookson, Charlotte Braun-Fahrlander, Renaud Piarroux, and Erika von Mutius for the GABRIELA Transregio 22 Study Group. (2011). “Exposure to Environmental Microorganisms and Childhood Asthma.” New England Journal of Medicine, Vol. 364, pp. 701-709.

Mycobacterium vaccae

Il respiro notturno del bosco

IL RESPIRO NOTTURNO DEL BOSCO
Camminare nel bosco.
Camminare con il bosco.
Essere bosco.

Sabato 1 Agosto, dalle 19
Bosco del Castagno, Castel Cerreto (Treviglio, BG)

Una nuova occasione di connessione con la natura nel bosco del Castagno, di notte, entrando nel suo respiro, ascoltando la sua invisibile musica e trasformandola in suono e movimento.

Esploreremo insieme nuove possibilità di camminare.
Allargheremo i nostri sensi e la nostra attenzione.
Percepiremo gli alberi e i piccoli abitanti del bosco da un nuovo punto di vista.

Ascolto, empatia, lentezza, silenzio: le parole guida che orienteranno le nostre esplorazioni notturne.

E come sempre, piccoli strumenti a percussione ci permetteranno di trasformare in musica le nostre sensazioni ed emozioni.

* * * * *

PROGRAMMA:

Ore 19: ritrovo presso piazza Probi Contadini, Castel Cerreto (Treviglio), di fronte al Bar Pilly;

Ore 19-20: passeggiata nel bosco con riconoscimento di erbe spontanee, commestibili, insieme ad un esperto di botanica;

Ore 20-21: Cena a lume di candela, in condivisione ed in ascolto, nel bosco;

Ore 21-22.30: Ascolto del bosco di notte, camminata consapevole, suono e voce.

La cena è al sacco, in condivisione: porta anche tu qualcosa che preparerai per l’occasione e che senti di volere generosamente condividere con il resto del gruppo!

* * * * *

L’iniziativa nasce dalla collaborazione fra Intelligenza Primitiva e Legambiente Bassa Bergamasca.

L’esperienza è gratuita ed aperta a tutti previa iscrizione via mail scrivendo a: contatto@intelligenzaprimitiva.it oppure segnando la propria partecipazione su questa pagina Facebook.

Vi aspettiamo.

Diana Tedoldi & Legambiente Bassa Bergamasca

Per un’educazione ecologica che nasce nel sentire, si radica nell’ascolto empatico della natura, e sboccia nel fare.

Lunedì primitivi – nuovo ciclo di webinar

4 Lunedì per 4 webinar sull’intelligenza primitiva nella nostra vita quotidiana

4 incontri online di un’ora e mezzo ciascuno, il lunedì dalle 21 alle 22.30, per imparare a sviluppare la nostra intelligenza primitiva nella vita personale e sul lavoro. E se non potete partecipare, riceverete i file audio e video comodamente via email, per poter fare il corso quando più vi è comodo.

18 Maggio: Cosa è l’intelligenza primitiva e come usarla per riparare la nostra cultura. In questo webinar vedremo insieme cosa è l’intelligenza primitiva, e perchè è la competenza indispensabile per costruire un futuro sostenibile, rigenerativo e prospero. Vedremo insieme i principi e i riferimenti teorici alla base delle pratiche di sviluppo dell’intelligenza primitiva (antropologia, ecopsicologia, connessione con la natura, ecologia profonda, filosofia pratica della natura, danzaterapia, musicoterapia e lavoro sugli stati di coscienza). Comprenderemo come questa forma di intelligenza integrata con l’ambiente e la società rappresenti la chiave di costruzione per il benessere di ognuno di noi, della collettività e della biosfera.

25 Maggio: L’intelligenza primitiva nel benessere personale quotidiano. In questo webinar condividerò con voi alcune pratiche quotidiane di connessione con la nostra intelligenza primitiva, da fare a casa, sul lavoro o nel tempo libero, in natura o meno. Lo scopo è dotarvi di un insieme di strumenti da utilizzare per sostenere e sviluppare il vostro benessere quotidiano e la vostra crescita personale.

1 Giugno: L’intelligenza primitiva e il disturbo da mancanza di natura. In Italia se ne parla solo da pochi mesi, mentre all’estero è dai primi anni del 2000 che numerosi studi e ricerche scientifiche indicano come la deprivazione di esperienze in ambienti naturali sia all’origine di numerosi e sempre più diffusi disturbi della personalità e del comportamento che sono tipici della nostra società post moderna (ad esempio: depressione, ansia, disturbi dell’attenzione e dell’apprendimento, iperattività, difficoltà nella gestione delle emozioni e delle relazioni). Comprenderemo quindi insieme cosa si intende per “disturbo da deprivazione di natura”, e impararemo come è possibile prevenirlo e curarlo, per noi stessi, in famiglia e nella crescita dei nostri figli.

8 Giugno: L’intelligenza primitiva sul luogo di lavoro. In questo webinar affronteremo il tema di come usare la nostra intelligenza primitiva nelle relazioni di lavoro e nel riprogettare il nostro spazio lavorativo, al fine di sostenere il nostro benessere anche nel contesto professionale. Vedremo anche insieme come usare l’intelligenza primitiva nei processi di cambiamento organizzativo, nei percorsi di sviluppo delle competenze manageriali, per sviluppare la nostra leadership, la nostra capacità di ascolto e comunicazione, la capacità di cooperazione nei gruppi di lavoro.

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IN REGALO PER CHI SI ISCRIVE ENTRO IL 15 MAGGIO:

L’intelligenza delle piante: come connetterci con la saggezza degli alberi”.

Un’ora aggiuntiva di formazione online, solo per gli iscritti ai Lunedì Primitivi che sono anche iscritti alla mia newsletter e ai miei canali Facebook! Non sei iscritto alla newsletter di Intelligenza Primitiva? Clicca qui e registrati in un click.

Quanto costa: ogni webinar costa 14 euro.

Come iscriversi: Iscriviti da questo link.

Come partecipare: una volta iscritto, riceverai i link per connetterti alla diretta web nelle date indicate.

E se non sono libero in queste date? Nessun problema! Chi si iscrive riceverà la registrazione e tutti i materiali formativi, via email, per scaricarli e visionarli con comodo quando vi è più opportuno.

Vi aspetto!

Diana Tedoldi