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Bagno di Bosco con Diana Tedoldi

Bagno di bosco il 1° Luglio nella Bassa Bergamasca

Vi aspetto per una nuova esperienza di Bagno di Bosco a Fara Gera d’Adda, nel Bosco dei Dossi, il prossimo 1° Luglio dalle 10 alle 13.

L’esperienza nasce dalla collaborazione con Menscorpore, l’associazione di Treviglio dedicata alla cura del ben-essere delle persone, con decine di percorsi attivi, e deriva direttamente dallo Shinrin-Yoku, il bagno di foresta praticato in Giappone sin dagli anni ’80.

Numerose ricerche dimostrano i benefici di esperienze di ascolto e contemplazione in relazione con l’ambiente naturale, il bosco in particolare. Scopri qui il contenuto del corso online che ho recentemente tenuto per Greenme.it, il portale italiano di riferimento per gli amanti dle vivere sano ed ecologico.

Incontreremo il nostro lato più selvatico attraverso pratiche di consapevolezza basate su respiro, silenzio, camminare in ascolto,  attivazione sensoriale, sapere intuitivo, creazione musicale in relazione con gli elementi naturali.

Ritroveremo la nostra connessione con il respiro della terra nel profumo delle foglie, nel silenzio del vento, nell’incanto dei colori delle stagioni.

Celebreremo la bellezza e la forza di sentirci insieme, noi e il bosco, come un’antica tribù, risvegliando la nostra intelligenza primitiva e collettiva.

Esploreremo insieme alcuni semplici pratiche di Nature Coaching ed Ecoterapia, che puoi approfondire anche ascoltando i miei webinar su Youtube a questi link:

Scoprite di più sul Bagno di Bosco guardando il mio video sulla connessione con gli alberi, a questo link.

Webinar - Come connettersi con gli alberi.

Webinar su Youtube con Diana Tedoldi sulla connessione con gli alberi.

 

L’esperienza è aperta a tutti, con contributo libero.

Cliccate su questo link per tutti gli approfondimenti, la descrizione completa dell’esperienza e l’indirizzo dell’appuntamento.

Vi aspetto!

Diana Tedoldi

 

PS: se vuoi scrivimi a contatto@intelligenzaprimitiva.it per avere informaizoni direttamente da me!

PS2: a Gennaio 2018 partirà la prima formazione sul nature Coaching, imparando a guidare esperienze individuali e di gruppo di connessione con la natura. Maggiori informazioni presto in uscita sul mio sito web personale www.dianatedoldi.com.

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yoga degli alberi

Yoga degli alberi il 4 Giugno a Treviglio (BG)

Tornano i pomeriggio aperti di Intelligenza Primitiva: vi aspetto Sabato 4 Giugno, dalle 15,30 alle 18,30, per un’immersione in natura dove potrete scoprire e praticare lo Yoga degli alberi con la mia guida.

Non sai cosa è lo Yoga degli Alberi? Clicca QUI.

Lo Yoga degi Alberi è una pratica di movimento consapevole nato dall’incontro fra Yoga, Mindfulness, neuroscienze, ecopsicologia e biomimetica.

A partire da alcune proposte di ascolto attraverso il movimento, i partecipanti sperimenteranno la possibilità di alleggerire il pensiero, rallentare, rigenerare la propria vitalità e risvegliare quella vivacità sensoriale che ci fa sentire presenti al 100% in tutto ciò che siamo e facciamo.

Così lo Yoga degli Alberi diventa una allenamento alla percezione, alla presenza, all’attenzione nel qui ed ora, al coltivare benessere in ogni istante, schiudendo la nostra capacitò naturale di stare bene al mondo, nel mondo, con il mondo.

In questo incontro approfondiremo in particolare:

  • Il radicamento: pratiche di risveglio della sensibilità dei piedi nella relazione con la terra.
  • Le 4 chiavi di relazione: spingere nella terra, allungarsi, aprirsi, ruotare.
  • Incontro con l’albero.
  • Entrare nel respiro dell’albero.

Cosa portare:

  • vestiti comodi e che non temono il contatto con la terra e l’erba
  • disponibilità a camminare a piedi nudi sull’erba
  • curiosità di sperimentare le possibilità di movimento che si aprono nell’ascolto del silenzio e nella lentezza
  • una coperta, un cuscino o un asciugamano per stare comodamente seduti a terra
  • antizanzare
  • vestiti a strati.

In caso di maltempo l’esperienza verrà rimandata.

La partecipazione è gratuita, per un massimo di 10 persone.


E’ necessario iscriversi ENTRO IL 2 GIUGNO scrivendo a contatto@intelligenzaprimitiva.it e lasciando il proprio nome e un recapito telefonico che verrà usato in caso di comunicazioni last minute.

L’incontro sarà guidato da Diana Tedoldi.

yoga degli alberi

Cosa è lo Yoga degli Alberi

COSA E’ LO YOGA DEGLI ALBERI?

Lo Yoga degli alberi è una pratica di movimento consapevole che nasce dall’incontro fra Yoga, Mindfulness, ecopsicologia, biomimetica e neuroscienze.

E’ stato ideato da me, Diana Tedoldi, dopo oltre 15 anni di Hatha Yoga, 20 anni di esperienze di ascolto e connessione con la natura, applicando principi di zen e mindfulness alla relazione con il corpo e con gli alberi, il ritmo delle stagioni e gli elementi naturali.

Negli ultimi 15 anni in particolare, ho praticato con gli alberi del mio giardino quasi ogni giorno, con qualsiasi meteo, neve, pioggia e grandine incluse, Natale e Capodanno inclusi (!), a piedi nudi o con 3 paia di calzettoni di lana in inverno, per non perdere il piacere del piede in connessione con la terra.

Anno dopo anno ho forgiato un approccio, un insieme di indicazioni per avvicinare le persone agli alberi, per entrare nel loro respiro, e da lì trovare una grande centratura, una grande presenza e apertura, la leggerezza del pensiero, la calma mentale che mi ha insegnato a guardare alle cose della vita e alle difficoltà quotidiane con un’attitudine gentile, serena, non più in lotta ma in ascolto e comprensione.

Posso sinceramente dire che per me questa pratica è diventata uno stile di pensiero e di vita, un modo di ascoltare l’esperienza e auto-aiutarmi ad affrontare le difficoltà, scoprendo nella connessione con la natura intorno a me, la connessione con la mia propria natura.

Questo è forse il risultato più importante che ho raggiunto: un modo per orientarmi nelle cose della vita, e principi semplici e universali con cui coltivare la pace e la bellezza nella relazione con me stessa, con gli altri e con la terra.

Il tutto, a partire dal corpo, e dall’ascolto consapevole del movimento nella relazione con gli alberi.

Perchè il nostro cervello è progettato per gestire il corpo, la sua funzione è proprio governare il movimento.

E se vogliamo pensare bene, e avere a nostra disposizione la più ampia gamma di possiblità di pensiero e quindi di comportamento (e quindi la più ampia gamma di risposte possibili alle sfide della vita) dobbiamo avere un’ampia gamma di possibilità di movimento, e saperci muovere in ascolto, con tutto e con tutti.

Con lo Yoga degli Alberi, si inizia appunto dall’ascolto di sè, attraverso pratiche di movimento, posture e gestualità ispirate dagli esseri vegetali, per arrivare all’ascolto dell’altro (l’albero, che diventa metafora delle altre persone con cui mi relaziono) e infine all’ascolto della nostra relazione all’interno dell’orizzonte più ampio che ci circonda: la natura.

Così lo Yoga degli Alberi parte dal corpo per sintonizzare prima l’io con il noi, e sintonizzare poi il noi con il mondo, affinando l’intonazione del mio modo di muovermi in relazione con tutto ciò che mi circonda, sviluppando la mia capacità di flessibilità e adattamento alle diverse condizioni di esperienza.

E’ un allenamento personale che parte dal risvegliare il corpo e i sensi in relazione con la natura, e diventa pratica di vita e stile di pensiero, danzando fluidamente con il movimento della vita, in sintonia con la bellezza e l’armonia che appartiene in essenza al mondo naturale.

Ma vediamo quindi cosa c’entrano in tutto ciò lo yoga, la mindfulness, le neuroscienze, la biomimetica e l’ecopsicologia.

YOGA DEGLI ALBERI E… YOGA

Circa 20 anni studiavo il bellissimo libro di Mircea Eliade “Lo Yoga e l’Immortalità”, e lì ho scoperto che il termine Yoga deriva dalla radice “yuj“, che significa “unire” (da cui il latino “iungere”, che significa appunto unire, legare).

Come riporta Wikipedia:

Da qui il significato, posteriore, di yoga come insieme di tecniche anche meditative aventi come scopo l'”unione” con la Realtà ultima e tesa ad “aggiogare”, “controllare”, “governare” i “sensi” (indriya) e i vissuti da parte della coscienza.

Così, nello Yoga degli alberi, le pratiche proposte hanno lo scopo di favorire nelle persone la percezione della propria unità e integrità, allargando gradualmente questa percezione alla natura intorno a noi, e trasformando quindi questa esperienza in un’attività di nature connection (connessione con la natura).

Le esperienze proposte integrano quindi:

  • sequenze di movimento ispirate alle forme degli alberi (sambuco, pino silvestre, melo, faggio, platano, pioppo ecc.) e ai processi vitali degli alberi (espansione e contrazione, verticalità e radicamento, fluire ascendente e discendente, immobilità ecc.);
  • esplorazioni più libere di movimento, ascolto e sintonizzazione con la propria intelligenza somatica, riscoprendo la semplicità e la naturalezza del movimento e della possibilità di benessere a partire dall’ascolto corporeo;
  • camminate in ascolto;
  • pratiche di attivazione sensoriale;
  • pratiche di respiro, ascolto e meditazione in movimento o camminando.

YOGA DEGLI ALBERI E… MINDFULNESS

Molto prima che negli anni ’70 si desse il nome di mindfulness a quell’insieme di pratiche che oggi va sotto questo nome, esisteva lo zen, ed esistevano pratiche transculturali di meditazione, di contemplazione e di consapevolezza che oggi potremmo senz’altro definire Mindfulness.

Su questo mi sono allenata fin da prima dei miei 20 anni, con la guida di persone che sono per me state un riferimento, e una guida, alla scoperta della nostra naturale capacità e innata possibilità di orientarci nel mondo e stare bene al mondo, nel mondo, con il mondo.

Ecco la definizione di Mindfulness che troviamo in Wikipedia:

Il concetto di Mindfulness deriva dagli insegnamenti del Buddismo (Vipassanā), dello Zen, e dalle pratiche di meditazione Yoga, […] Mindfulness è una modalità di prestare attenzione, momento per momento, nell’hic et nunc, in modo intenzionale e non giudicante, al fine di […] raggiungere […] una maggiore consapevolezza della propria esperienza che comprende: sensazioni, percezioni, impulsi, emozioni, pensieri, parole, azioni e relazioni.

La mindfulness entra quindi nello Yoga degli Alberi come pratica di consapevolezza e di attenzione, illuminando il corpo e la relazione con la natura attraverso il nostro ascolto, per costruire la nostra capacità di presenza, qui e ora, al 100% di ciò che siamo.

YOGA DEGLI ALBERI E… NEUROSCIENZE

Il processo di brain patterning (formazione di schemi e circuiti neurali) è determinato dagli input sensoriali.

Ciò significa che maggiore è la ricchezza della nostra sensorialità, maggiore è la ricchezza di soluzioni, creatività, possibilità di comportamento.

Nello Yoga degli alberi le pratiche di attivazione sensoriale mirano proprio a

Riportare vita ai sensi, e senso alla vita.

Recuperando la centralità della nostra intelligenza somatica, risvegliamo la naturale vitalità del nostro corpo e quindi di noi stessi, nella nostra integrità.

Ma le neuroscienze ci hanno anche permesso di comprendere l’effetto benefico del movimento, delle esperienze di connessione con la natura, della meditazione, della meditazione accompagnata dal suono e delle pratiche di consapevolezza, svelando quanto impattino positivamente aspetti cruciali del nostro benessere:

Le pratiche di movimento, meditazione e contemplazione dello Yoga degli Alberi favoriscono il rilassamento mentale, lo svuotamento del pensiero, il rallentamento del ritmo veloce a cui ormai, spesso inconsapevolmente, siamo abituati nelle nostre vite metropolitane e tecnoclogiche.

La connessione con la natura è una forma di nutrimento profondo, che nessun altra esperienza può sostituire. Stiamo iniziando a capire che per stare bene non basta mangiare bene, fare sport e dormire bene: occorre anche avere una relazione armoniosa con la natura intorno a noi. – Jon Young

YOGA DEGLI ALBERI E… BIOMIMETICA

La Biomimetica (dal greco “bios”, vita” e “mimesis”, imitazione) è finora principalmente conosciuta per aver copiate dagli animali o dai vegetali alcune soluzioni a problemi di design, in ambito tecnologico e architettonico: ad esempio, i robot mandati in esplorazione su altri pianeti sono stati costruiti copiando la struttura corporea dei ragni, il velcro nasce dallo studio della tecnologia di alcune piante per disseminare i propri semi.

Ma negli ultimi anni la biomimetica sta prendendo la forma per me più appassionante: lo studio dei sistemi viventi animali e vegetali e il trasferimento delle loro strategie organizzative e di problem solving alle organizzazioni umane.

Ad esempio, il trasferimento dell’organizzazione della migrazione delle oche selvatiche ai gruppi di lavoro aziendali e ai modelli di leadership organizzativa, oppure l’intelligenza sistemica dei banchi dei pesci per comprendere il comportamento delle masse.

Nello Yoga degli Alberi la biomimetica fonda la costruzione stessa delle sequenze di movimento che vengono proposte, e che sono ispirate proprio dai movimenti vitali degli esseri vegetali:

  • contrazione ed espansione
  • radicamento e verticalizzazione
  • rotazione
  • apertura
  • uso delle leve
  • flussi ascendenti e discendenti
  • lentezza del movimento
  • immobilità.

Inoltre, lo Yoga degli Alberi si lascia ispirare dal ciclo delle stagioni e dai ritmi vitali delle piante, proponendo quindi movimenti, posture e gestualità diverse a seconda della stagione in cui si pratica.

Un profondo allenamento, dunque, a ritrovare la connessione con il tempo ciclico, con il suo effetto rassicurante e contenitivo rispetto alle umane ansie di corsa rettilinea verso un futuro ignoto e lontano.

YOGA DEGLI ALBERI E… ECOPSICOLOGIA

L’ecopsicologia nasce all’inizio degli anni ’90 come studio della relazione fra esseri umani ed ambiente naturali, in coincidenza con un rapido declino dei parchi e delle aree verdi cittadine negli Stati Uniti e con la corrispondente osservazione dell’aumento di problematiche psicologiche nelle persone con ridotta esposizione ad ambienti naturali.

Come dentro, così fuori. E come fuori, così dentro.

In questo mio adattamento di una delle leggi di Ermete Trismegisto, si fonda la mia visione dell’ecopsicologia: quello che facciamo alla natura, lo facciamo a noi stessi, e viceversa.

Quello che accade alla terra, accade a noi stessi.

Quanto il consumo di suolo, e la cementificazione selvaggia, ci parla del modo in cui la nostra specie sta cementificando la propria vitalità? I palazzoni di cemento, li abbiamo dentro. Dobbiamo averli dentro, per portarli fuori. Tutto ciò che agiamo nel mondo, ce lo dobbiamo avere prima dentro.

La terra inquinata da immondizia e scorie di ogni tipo, parla dei nostri corpi inquinati di tossine e farmaci. Le acque inquinate delle nostre falde, parlano dell’inquinamento dei nostri sentimenti, delle nostre emozioni disturbate.

L’ecopsicologia ci insegna che tutto è interrelato, che siamo tutti interconnessi, fra di noi esseri umani, e noi umani con le altre specie e con l’ecosistema terrestre tutto intero.

Così, nella pratica dello Yoga degli Alberi, impariamo a muoverci con l’albero con quel rispetto, quella presenza e quell’ascolto che ci servono poi in tutte le altre condizioni di vita. Impariamo a essere 100% con noi stessi, e 100% con l’altro, e insieme 100% con l’abiente intorno a noi, ricercando la possibilità di un movimento rotondo, organico, che non disturba ma che anzi nutre, e lascia più risorse di quante ne trova.

Lo Yoga degli Alberi diventa così la possibilità di scoprire e conoscere la nostra natura più profonda, attraverso la relazione con la natura intorno a noi, in un processo di mutuo nutrimento e crescita, che ci permette di diventare protagonisti viventi di una nuova cultura rigenerativa – che lasci cioè più risorse di quante ne trova, per il bene nostro, e delle generazioni future.


Ti aspetto a scoprire insieme questa bellissima e rigenerante pratica, Sabato 4 Giugno, dalle 15.30 alle 1830, a Treviglio, immersi nella campagna e nel silenzio.

Scrivi a contatto@intelligenzaprimitiva.it per tutti i dettagli.

Il batterio del buon umore si trova nella terra

Il regalo più bello che potete fare a voi stessi e alla terra, nella Giornata Internazionale della Terra, oggi? Trascorrere almeno 30′ a contatto diretto con la terra stessa!

Se non vi basta il feedback positivo che viene dal vostro respiro, dal vostro corpo e dalla vostra autopercezione di benessere, eccovi alcune ricerche che dimostrano che, Sì!, avete proprio ragione a sentirvi meglio, più forti, più lucidi e più vitali, quando state in natura!

Mary O’Brien, oncologa al Royal Marsden Hospital di Londra, ha scoperto che un batterio che si trova nella terra attiva nel nostro cervello il rilascio di serotonina, un ormone coinvolto (fra le altre cose) nella regolazione dell’umore e nella riduzione dell’ansia, aprendo importanti prospettive all’applicazione di questa scoperta nella cura della depressione.

Si tratta del Mycobacterium vaccae, e ricerche successive hanno dimostrato come questo fantastico batterio che si trova nella terra è anche in grado di migliorare le nostre funzioni cognitive ed è persino in grado di curare il cancro al polmone e altre patologie (disturbo di Crohn, artrite reumatoide).

Se anche a voi capita di ritrovare il buonumore dopo aver fatto un po’ di giardinaggio, o dopo essere stati per un po’ sdraiati per terra sull’erba o in bosco, ora sapete che un po’ di merito va proprio a questo batterio: è lui, infatti, che la ricerca scientifica addita come uno dei responsabii di questi effetti positivi sul nostro benessere.

Le ricerche di Mary O’Brien sono poi state riprese da altri ricercatori (fra tutti, cito il Dr. Chris Lowry, della Bristol University, UK), sempre dimostrando l’effetto positivo del Mycobacterium vaccae sulle funzioni vitali, sia biologiche che psichiche, sulla capacità di concentrazione e di soluzione dei problemi, tenuta allo stress ed efficacia decisionale (i test di laboratorio sono stati eseguiti da Lowry sui topi).

Nel 2011 un altro studio pubblicato sul New England Journal of Medicine riportava i risultati di una ricerca sui bambini inglesi, dimostrando che chi era cresciuto in campagna presentava il 30-50% in meno di probabilità di sviluppare asma.

I ricercatori hanno correlato questa caratteristica alla più ampia diversità di batteri e funghi presenti nelle polveri domestiche, provenienti tanto dal suolo quanto dagli animali, rendendo quindi il loro sistema immunitario più performante.

Insomma: dedicatevi un po’ di tempo per mettere le mani nella terra, sporcarvi i vestiti e i piedi, sdraiarvi nell’erba e stirarvi accuratamente, fino a quando sentite che avete riportato la vitalità e la presenza in tutto il vostro corpo.

Molte ricerche dicono che servono 20-30′ circa per lasciar assorbire al nostro organismo lo stato naturale di benessere che viene da queste semplici azioni, ma se avete meno tempo, fate quello che potete: è sempre meglio che stare in casa. E’ una semplice esperienza di ecoterapia e connessione con la natura che potete regalare a voi stessi, risvegliando con dolcezza e semplicità la vostra intelligenza primitva.

Ogni istante che vi regalate con la terra, lo regalate al vostro benessere, e al benessere del pianeta.

Come dentro, così fuori.

Buona terra a tutti!

Diana


Articoli citati:

Lowry C.A., Hollis J.H., de Vries A., Pan B., Brunet L.R., Hunt J.R., Paton J.F., van Kampen E., Knight D.M., Evans A.K., Rook G.A., Lightman S.L. (2007-05-11). “Identification of an immune-responsive mesolimbocortical serotonergic system: potential role in regulation of emotional behavior.” Neuroscience 146 (2): 756–772. doi:10.1016/j.neuroscience.2007.01.067. PMID 17367941.

Susan M. Jenks (presenter) and Dorothy Matthews, “Ingestion of Mycobacterium vaccae influences learning and anxiety in mice.” Presented at the Annual Animal Behavior Society Meeting, William and Mary College, Williamsburg, VA July 25 – 30, 2010.

Ege, Marcus, Melanie Mayer, Anne-Cecile Normand, Jon Genuneit, William O.C.M. Cookson, Charlotte Braun-Fahrlander, Renaud Piarroux, and Erika von Mutius for the GABRIELA Transregio 22 Study Group. (2011). “Exposure to Environmental Microorganisms and Childhood Asthma.” New England Journal of Medicine, Vol. 364, pp. 701-709.

Mycobacterium vaccae

Il respiro notturno del bosco

IL RESPIRO NOTTURNO DEL BOSCO
Camminare nel bosco.
Camminare con il bosco.
Essere bosco.

Sabato 1 Agosto, dalle 19
Bosco del Castagno, Castel Cerreto (Treviglio, BG)

Una nuova occasione di connessione con la natura nel bosco del Castagno, di notte, entrando nel suo respiro, ascoltando la sua invisibile musica e trasformandola in suono e movimento.

Esploreremo insieme nuove possibilità di camminare.
Allargheremo i nostri sensi e la nostra attenzione.
Percepiremo gli alberi e i piccoli abitanti del bosco da un nuovo punto di vista.

Ascolto, empatia, lentezza, silenzio: le parole guida che orienteranno le nostre esplorazioni notturne.

E come sempre, piccoli strumenti a percussione ci permetteranno di trasformare in musica le nostre sensazioni ed emozioni.

* * * * *

PROGRAMMA:

Ore 19: ritrovo presso piazza Probi Contadini, Castel Cerreto (Treviglio), di fronte al Bar Pilly;

Ore 19-20: passeggiata nel bosco con riconoscimento di erbe spontanee, commestibili, insieme ad un esperto di botanica;

Ore 20-21: Cena a lume di candela, in condivisione ed in ascolto, nel bosco;

Ore 21-22.30: Ascolto del bosco di notte, camminata consapevole, suono e voce.

La cena è al sacco, in condivisione: porta anche tu qualcosa che preparerai per l’occasione e che senti di volere generosamente condividere con il resto del gruppo!

* * * * *

L’iniziativa nasce dalla collaborazione fra Intelligenza Primitiva e Legambiente Bassa Bergamasca.

L’esperienza è gratuita ed aperta a tutti previa iscrizione via mail scrivendo a: contatto@intelligenzaprimitiva.it oppure segnando la propria partecipazione su questa pagina Facebook.

Vi aspettiamo.

Diana Tedoldi & Legambiente Bassa Bergamasca

Per un’educazione ecologica che nasce nel sentire, si radica nell’ascolto empatico della natura, e sboccia nel fare.

Lunedì primitivi – nuovo ciclo di webinar

4 Lunedì per 4 webinar sull’intelligenza primitiva nella nostra vita quotidiana

4 incontri online di un’ora e mezzo ciascuno, il lunedì dalle 21 alle 22.30, per imparare a sviluppare la nostra intelligenza primitiva nella vita personale e sul lavoro. E se non potete partecipare, riceverete i file audio e video comodamente via email, per poter fare il corso quando più vi è comodo.

18 Maggio: Cosa è l’intelligenza primitiva e come usarla per riparare la nostra cultura. In questo webinar vedremo insieme cosa è l’intelligenza primitiva, e perchè è la competenza indispensabile per costruire un futuro sostenibile, rigenerativo e prospero. Vedremo insieme i principi e i riferimenti teorici alla base delle pratiche di sviluppo dell’intelligenza primitiva (antropologia, ecopsicologia, connessione con la natura, ecologia profonda, filosofia pratica della natura, danzaterapia, musicoterapia e lavoro sugli stati di coscienza). Comprenderemo come questa forma di intelligenza integrata con l’ambiente e la società rappresenti la chiave di costruzione per il benessere di ognuno di noi, della collettività e della biosfera.

25 Maggio: L’intelligenza primitiva nel benessere personale quotidiano. In questo webinar condividerò con voi alcune pratiche quotidiane di connessione con la nostra intelligenza primitiva, da fare a casa, sul lavoro o nel tempo libero, in natura o meno. Lo scopo è dotarvi di un insieme di strumenti da utilizzare per sostenere e sviluppare il vostro benessere quotidiano e la vostra crescita personale.

1 Giugno: L’intelligenza primitiva e il disturbo da mancanza di natura. In Italia se ne parla solo da pochi mesi, mentre all’estero è dai primi anni del 2000 che numerosi studi e ricerche scientifiche indicano come la deprivazione di esperienze in ambienti naturali sia all’origine di numerosi e sempre più diffusi disturbi della personalità e del comportamento che sono tipici della nostra società post moderna (ad esempio: depressione, ansia, disturbi dell’attenzione e dell’apprendimento, iperattività, difficoltà nella gestione delle emozioni e delle relazioni). Comprenderemo quindi insieme cosa si intende per “disturbo da deprivazione di natura”, e impararemo come è possibile prevenirlo e curarlo, per noi stessi, in famiglia e nella crescita dei nostri figli.

8 Giugno: L’intelligenza primitiva sul luogo di lavoro. In questo webinar affronteremo il tema di come usare la nostra intelligenza primitiva nelle relazioni di lavoro e nel riprogettare il nostro spazio lavorativo, al fine di sostenere il nostro benessere anche nel contesto professionale. Vedremo anche insieme come usare l’intelligenza primitiva nei processi di cambiamento organizzativo, nei percorsi di sviluppo delle competenze manageriali, per sviluppare la nostra leadership, la nostra capacità di ascolto e comunicazione, la capacità di cooperazione nei gruppi di lavoro.

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IN REGALO PER CHI SI ISCRIVE ENTRO IL 15 MAGGIO:

L’intelligenza delle piante: come connetterci con la saggezza degli alberi”.

Un’ora aggiuntiva di formazione online, solo per gli iscritti ai Lunedì Primitivi che sono anche iscritti alla mia newsletter e ai miei canali Facebook! Non sei iscritto alla newsletter di Intelligenza Primitiva? Clicca qui e registrati in un click.

Quanto costa: ogni webinar costa 14 euro.

Come iscriversi: Iscriviti da questo link.

Come partecipare: una volta iscritto, riceverai i link per connetterti alla diretta web nelle date indicate.

E se non sono libero in queste date? Nessun problema! Chi si iscrive riceverà la registrazione e tutti i materiali formativi, via email, per scaricarli e visionarli con comodo quando vi è più opportuno.

Vi aspetto!

Diana Tedoldi

Oggi un albero mi ha insegnato a relazionarmi con persone difficili

Vado a correre nei campi. Per circa 40′ corro con i grilli, il profumo di erba fresca appena tagliata, qualche moscerino e l’oro del sole appena prima del tramonto.

Arrivo sotto casa. E anzichè fare un po’ di pratica arborea con gli alberi in giardino, mi addentro nel boschetto nativo qui dietro.

E’ impervio l’accesso, l’erba è alta, ed è pieno di sterpi, ma il richiamo è forte.

Procedo silenziosa e in ascolto.

Con quale albero farò pratica stasera?

Mi avvicino a un noce. Tutto il territorio è abbandonato, nessuno si prende cura di tenere pulito nè il sottobosco nè gli alberi. Il tronco del noce presenta fittoni novelli, e ci sono rami secchi caduti da altri alberi a ostacolarmi mentre cerco di appoggiare il mio tronco contro il suo tronco. Anche il suolo alla base del tronco è pieno di erbacce.

La mia solita pratica non è possibile. Medito di tornare nei prossimi giorni con un falcetto e un seghetto per fare pulizia.

Intanto pratico: ascolto il mio tronco contro il tronco, ascolto la terra sotto i miei piedi, spingo nella terra con i piedi e lascio che il mio corpo naturalmente si allunghi, si stiri, si apra.

Ritrovo il piacere del movimento, e del semplice STARE. Senza obiettivo, senza dover fare.

Soltanto stare, e ascoltare il piacere dipanarsi nei miei tessuti, attraverso i muscoli.

Ricentrata, in ascolto, attenta, presenta e aperta, posso permettermi di mettermi in ascolto del noce. E mi dò l’intenzione di lasciare che sia lui a guidare il mio movimento, e le mie pause, a darmi indicazioni su cosa è possibile fare, con lui. Su cosa è giusto fare, per lui.

E nasce un movimento facile, leggero, trasparente, calmo e rilassante. Tutto ciò che prima mi sembrava difficile, complicato, diventa facile, ascoltando la domanda “Cosa è possibile fare con questo albero?”.

L’idea di tornare con il falcetto e il seghetto mi sembra improvvisamente assurda, quasi me ne vergogno, e penso: è così anche con le persone.

  • Quanto arriviamo nelle relazioni con gli altri condizionati dalle nostre aspettative e dalle nostre abitudini (un bel tronco pulito, su cui fare la pratica con comodità)?
  • Quanto siamo capaci di sospendere il giudizio, metterci sinceramente in ascolto dell’essere che abbiamo davanti, e cercare la chiave di comunicazione e di relazione?
  • Quanto sono disposto a fidarmi delle risposte che non so?

Così, comprendo che ogni persona, anche la più ostica, ha una chiave di accesso. Basta desiderare trovarla, e mettersi in ascolto.

Il resto accade da sè, senza sforzo, anzi, con piacere. E con la sorpresa della scoperta.

E poi rifletto ancora – ma non è una riflessione mentale: è una riflessione che ha più il sapore dell’intuizione, e nasce da uno stato di coscienza che io definisco proprio “arboreo”. E’ uno stato di coscienza rarefatto, dove la conoscenza sembra arrivare per trasmissione diretta, nel corpo prima, e quindi nel pensiero.

  • Quanto la nostra vita frenetica, la mancanza di tempo, chiude il nostro corpo al piacere, e ci rende quindi ciechi di fronte alle esigenze dell’altro, alla sua diversità, alla sua irriducibilità ai miei schemi di comportamento, alle mie abitudini di relazione?
  • Quanto lo stress ci priva della capacità umana di adattarci, al contesto, ma anche all’altro, diverso da me?
  • Come cambia il mio atteggiamento e la mia predisposizione nei confronti dell’altro, nel momento in cui io sono nel piacere?

Uscire dal tempo dell’orologio, ed accedere a una dimensione di esperienza dove il tempo non si misura, ma si vive, è indispensabile per entrare in connessione profonda con la natura.

Jon Young, il fondatore del movimento della connessione profonda con la natura, parla dell’esperienza del senza tempo come di una forma di nutrimento per l’essere umano. Solo nel senza tempo la natura ci parla. Solo nel senza tempo noi sappiamo davvero ascoltare.

Dolcemente mi stacco dal tronco del noce.

Lentamente riapro gli occhi. E’ buio, sono le 21.34, è passata più di mezz’ora, e non me ne sono neppure resa conto.

Mi sento profondamente rilassata, tranquilla, calma, silenziosa, risonante. Allo stesso tempo vitale e palpitante di bosco.

Mi allontano qualche passo dal noce, e sento di aver ricevuto un grande insegnamento su come relazionarmi con le persone che reputo più difficili, nella vita di ogni giorno.

Chiuso la pratica arborea di oggi con il mio solito movimento di saluto. Silenziosa torno verso casa.

Il futuro nasce da un incontro, la relazione nasce dall’ascolto.

Alberi sentimentali

C’è un albero che occupa un posto speciale nel tuo cuore?
Un albero che ti evoca emozioni intense o ricordi belli?
Può essere un albero giovane o antico, del tuo giardino o su suolo pubblico (ancora meglio!), grande o piccolo… non ha importanza che albero è: conta quanto per te questo albero è importante per l’esperienza che ti ha fatto vivere.
Raccontaci la tua storia scrivendo a legambiente.bassabergamasca@gmail.com.

Indica il tuo nome, il luogo dove si trova l’albero, le informazioni sulla pianta e sulle ragioni del perché è il tuo albero sentimentale.

Legambiente sta infatti raccogliendo tutte le storie di questi “alberi sentimentali”, e le più belle saranno pubblicate sull’Eco di Bergamo.

Riconoscendo quanto la Natura incide nella nostra esperienza di vita, e ci muove sentimenti di rispetto, bellezza, affetto, riconoscenza, contribuiamo a valorizzare il patrimonio naturale che ci circonda, e costruire nel tempo la nostra connessione con la Madre Terra, e con la nostra propria natura.
Questa è Intelligenza Primitiva​!

Per un’educazione ecologica che nasce dal sentire, fiorisce nel nostro modo di essere e dà frutto nel nostro modo di comportarci e stare al mondo.
#intelligenzaprimitiva @tedoldidiana

Alberi sentimentali

Foto: copyright Sergio Pontoriero – www.sergiopontoriero.com. Quercia monumentale, Puglia, Agosto 2011.

 

 

Pratica arborea – l’esperienza del benessere

Le pratiche contemplative in natura, che sono una parte della pratica arborea, hanno la capacità di rigenerare completamente la freschezza del nostro pensiero, il nostro senso di benessere fisico, e darci una sensazione di connessione con il mondo intrecciata di pace, armonia, silenzio, calma.
Ecco cosa ho scritto di getto, dopo uno di questi momenti contemplativi arborei!
Ti aspetto ai Prossimi Incontri in natura per praticare insieme con gli alberi, e riconquistare la nostra vitalità originaria.
Giornata di lavoro lunga 12 ore.
Arrivo a casa e subito fuori a correre in campagna. Con i grilli. Le ombre della Sera sempre più lunghe finché è buio. Respiro forte, poi più piano. Resto mezz’ora sdraiata sotto l’acero. Un gufo in lontananza. Le stelle sopra di me. Mi sento a casa. A CASA. Mi alzo lenta, per non disturbare. I gatti curano le rondini che dormono sotto il portico. E io salgo a casa piena di silenzio. Silenzio addosso. Silenzio dentro. #intelligenzaprimitiva
Nell'ulivo - Tuscania 2002.

Nell’ulivo – Tuscania 2002.

Webinar gratuito di orientamento professionale

Lunedì 12 gennaio 2015 condurrò un webinar gratuito (seminario online) dedicato a liberi professionisti e aspiranti tali, neolaureati in cerca di identià professionale, lavoratori dipendenti in cerca di maggiore felicità professionale. Partecipa e inizia il 2015 facendo qualcosa di concreto per orientarti in un mondo del lavoro sempre più complesso, e che richiede nuove competenze che nessuno nè a scuola nè in università di insegna!

Ti racconto meglio di cosa parlerò.

Oggi si parla molto di Coaching, Counselling, Formazione, Facilitazione, Mentoring, Formazione Esperienziale e così via.
Questi termini sono protagonisti oggi non solo dei contesti aziendali, ma anche dei percorsi di sviluppo personale e di educazione continua degli adulti (andragogia).
Si tratta di professioni più o meno giovani che muovono curiosità e sollevano interrogativi, soprattutto in chi si avvicina a questo mondo per la prima volta.

Raccogliendo le diverse richieste di consigli ed orientamento che ricevo costantemente, ho deciso di dedicare un incontro online, gratuito ed aperto a tutti, all’interno del quale affronterò le seguenti tematiche:

  • che differenza c’è fra coaching, counselling, formazione, formazione esperienziale, mentoring, consulenza, facilitazione e psicoterapia?
  • come posso sperare di vivere come libera professionista in questi campi? Ci sono alternative concrete al trovare un posto come lavoratrice dipendente?
  • ho un posto fisso ma non sono contenta e sto considerando la libera professione: cosa posso fare per non fare un salto nel buio e garantirmi una transizione professionale felice?
  • quali strumenti mi sono indispensabili per riuscire a trasformare le mie passioni in una professione?
  • mi sto laureando in […] e non so da che parte cominciare per creare una mia professione dato che nessuno risponde alle mie candidature e ai miei CV. Cosa posso fare per riguadagnare fiducia?
  • è vero che avere Facebook e un Blog è indispensabile per costruire la mia libera professione con efficacia?
  • ho un bellissimo progetto professionale ma non riesco mai a convincermi che è il momento per portarlo avanti. Cosa posso fare per sbloccarmi?

Sarà inoltre lasciato spazio libero ai partecipanti per porre domande in risonanza con i temi sopraindicati.

Inviami i tuoi quesiti in anticipo scrivendo a contatto@intelligenzaprimitiva.it! Mi aiuterai a selezionare, fra le tonnellate di cose che avrei da dire su questi argomenti, quei 4 o 5 kili che ti sono più utili!

L’incontro è condotto da me, Diana Tedoldi,  e metterò in gioco quello che ho imparato in 15 anni di lavoro come consulente e formatrice in ambito aziendale e nell’educazione continua degli adulti, riuscendo a poco a poco a fare delle proprie passioni il lavoro quotidiano.

Co-conduzione di Enrica Vincenti, psicologa del lavoro e delle organizzazioni, junior trainer in costruzione della propria professione come freelancer.

La conferenza si terrà tramite Google Hangouts.
Tutte le istruzioni per la registrazione e la partecipazione saranno inviate via email agli interessati che scriveranno a contatto@intelligenzaprimitiva.it.
Se non puoi partecipare alla diretta, ma vuoi la registrazione del webinar, scrivi la tua email a
contatto@intelligenzaprimitiva.it e ti invieremo il link.

SOLO PER CHI PARTECIPA IN DIRETTA IL 12 GENNAIO: la presentazione completa che utilizzerò, con tanti spunti per il lavoro su di sè, e con la possibilità di usarla per i propri corsi o conferenze.

A PRESTO!

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Chiariamoci le idee e comprendiamo quali concrete opportunità abbiamo di costruire una professione sulle nostri passioni!
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