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Bagno di Bosco con Diana Tedoldi

Bagno di bosco il 1° Luglio nella Bassa Bergamasca

Vi aspetto per una nuova esperienza di Bagno di Bosco a Fara Gera d’Adda, nel Bosco dei Dossi, il prossimo 1° Luglio dalle 10 alle 13.

L’esperienza nasce dalla collaborazione con Menscorpore, l’associazione di Treviglio dedicata alla cura del ben-essere delle persone, con decine di percorsi attivi, e deriva direttamente dallo Shinrin-Yoku, il bagno di foresta praticato in Giappone sin dagli anni ’80.

Numerose ricerche dimostrano i benefici di esperienze di ascolto e contemplazione in relazione con l’ambiente naturale, il bosco in particolare. Scopri qui il contenuto del corso online che ho recentemente tenuto per Greenme.it, il portale italiano di riferimento per gli amanti dle vivere sano ed ecologico.

Incontreremo il nostro lato più selvatico attraverso pratiche di consapevolezza basate su respiro, silenzio, camminare in ascolto,  attivazione sensoriale, sapere intuitivo, creazione musicale in relazione con gli elementi naturali.

Ritroveremo la nostra connessione con il respiro della terra nel profumo delle foglie, nel silenzio del vento, nell’incanto dei colori delle stagioni.

Celebreremo la bellezza e la forza di sentirci insieme, noi e il bosco, come un’antica tribù, risvegliando la nostra intelligenza primitiva e collettiva.

Esploreremo insieme alcuni semplici pratiche di Nature Coaching ed Ecoterapia, che puoi approfondire anche ascoltando i miei webinar su Youtube a questi link:

Scoprite di più sul Bagno di Bosco guardando il mio video sulla connessione con gli alberi, a questo link.

Webinar - Come connettersi con gli alberi.

Webinar su Youtube con Diana Tedoldi sulla connessione con gli alberi.

 

L’esperienza è aperta a tutti, con contributo libero.

Cliccate su questo link per tutti gli approfondimenti, la descrizione completa dell’esperienza e l’indirizzo dell’appuntamento.

Vi aspetto!

Diana Tedoldi

 

PS: se vuoi scrivimi a contatto@intelligenzaprimitiva.it per avere informaizoni direttamente da me!

PS2: a Gennaio 2018 partirà la prima formazione sul nature Coaching, imparando a guidare esperienze individuali e di gruppo di connessione con la natura. Maggiori informazioni presto in uscita sul mio sito web personale www.dianatedoldi.com.

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Dalla luce al buio, verso l’inverno in ascolto del Bosco

31 Ottobre, dalle 16,30 alle 19. A seguire: cena condivisa nella sede dell’Orto Botanico G. Longhi, racconti notturni a lume di candela.

Dalla luce al buio: verso l’inverno in ascolto del bosco

Parco del Serio, Romano di Lombardia, in collaborazione con Legambiente Bassa Bergamasca

Una nuova occasione di connessione con la natura nella suggestiva cornice del Parco del Serio, a Romano di Lombardia (BG).
Questa volta ascolteremo il passaggio dalla luce al buio, dentro di noi e intorno a noi, in questo periodo dell’anno nel quale la luce lascia sempre più spazio al buio e ci invita a rallentare, ritirarci, connetterci con la Terrra.
Invitati dal tramonto ad accendere l’ascolto, sperimenteremo insieme alcune pratiche di camminata consapevole e di connessione con gli alberi, il bosco, il fiume, la magia della notte.

Come si trasforma il nostro paesaggio interiore, al calar della notte?
Come rispondono i nostri sensi al buio? Cosa si attiva dentro di noi?
Alcune delle domande che guideranno le nostre esplorazioni sensoriali.

Sgranando i sensi, daremo un senso (!) alle esperienze insieme, e le trasformeremo poi in suono con l’aiuto di tamburi e piccole percussioni, ricercando la possibilità di intonare il nostro modo di suonare con il silenzio del bosco.

Risveglieremo la nostra intelligenza primitiva e ci riapproprieremo della nostra capacità naturale di stare bene al mondo, con il mondo, insieme. Come un’antica tribù.

Al termine dell’esperienza nel bosco, ceneremo insieme nella struttura dell’Orto Botanico.

Per questo, ogni partecipante è invitato a portare qualcosa da condividere con il resto del gruppo, per unire il piacere della convivialità al lato più sottile delle esperienze nel bosco.

PROGRAMMA:

16,15: ritrovo all’Orto Botanico “G. LONGHI” a Romano di Lombardia (come arrivare: vedi sotto).

16,30-19: camminate in ascolto del bosco, pratiche di rilassamento, connessione con gli alberi e il fiume, creazione musicale usando tamburi e piccole percussioni in armonia con la natura.

Dalle 19 in poi: cena condivisa presso la struttura dell’Orto Botanico, racconti notturni a lume di candela.


L’evento è gratuito ed aperto a tutti previa iscrizione scrivendo a contatto@intelligenzaprimitiva.it.

COME ARRIVARE: clicca qui e scarica la mappa. Un’altra mappa agevole di seguito (cliccaci sopra per ingrandirla).

Sito web del Parco del Serio e dell’Orto Botanico: qui.

Volantino dell’Orto Botanico: qui.

percorso_orto_botanico

 

Vi aspettiamo!

Diana Tedoldi & Legambiente Bassa Bergamasca

 

Women Tree – L’albero delle donne

Women Tree è un evento della Rete al Femminile Milano in cui il talento femminile nutre e sostiene il grande albero dei talenti delle donne, che mostra i suoi frutti e si mette a disposizione di tutti in un evento gratuito.

Dalle ore 11.00 alle ore 23.00: workshop, sessioni individuali e laboratori gratuiti e aperti a tutti organizzati dalla Rete al Femminile Milano.

Io vi aspetto dalle 13.15 alle 14 per un laboratorio molto particolare:

DRUM CIRCLE – Il cerchio dei tamburi

Laboratorio esperienziale di ascolto, teamwork, risonanza e ascolto

Suoneremo insieme tamburi e percussioni di ogni tipo, per scoprire la forza e la bellezza che nascono dal sentirci insieme, connessi, in ascolto, integrando le nostre diversità nel creare ritmi e melodie soprendenti.

Vi parlerò anche dei miei ingredienti speciali di felicità personale e professionale, e li vivremo tutti insieme in diretta nell’esperienza del drum circle.

In tutto l’arco della giornata vi aspettano workshop, sessioni individuali e laboratori organizzati per aree tematiche, con lo scopo di esplorare ogni sfaccettatura delle donne di oggi.

TUTTO GRATUITO E APERTO A TUTTI!

Ma vi suggerisco di registrarvi da questo link: WOMENTREE.

Queste le aree tematiche previste:

  • La donna che vive la sua casa (gli ambienti e tutto ciò che rimanda al mondo domestico compresa la cucina)
  • La donna creativa (artigianato e discipline artistiche)
  • La donna che è moglie e madre (famiglia & bambini)
  • La donna e l’alimentazione
  • La donna che esalta il suo essere donna (immagine e femminilità, look e accessori)
  • La donna che si prende cura di sè per trovare sempre nuove energie (benessere e salute)
  • La donna che lavora e che nel lavoro trova soddisfazione (rinascita personale e professionale)
  • La donna economa (soldi e finanza)
  • La donna al passo con i tempi e la tecnologia (vita digitale)
  • La donna che si comunica e si valorizza (brand image e comunicazione)

Hashtag ufficiale dell’evento: #MiWomenTree

Dove: alla Fabbrica del Vapore (MIlano, mappa QUI).

Programma completo di tutti i workshop: QUI.

Vi aspetto!

Diana Tedoldi

 

Credits immagine: da Rete al Femminile Milano.

Oggi un albero mi ha insegnato a relazionarmi con persone difficili

Vado a correre nei campi. Per circa 40′ corro con i grilli, il profumo di erba fresca appena tagliata, qualche moscerino e l’oro del sole appena prima del tramonto.

Arrivo sotto casa. E anzichè fare un po’ di pratica arborea con gli alberi in giardino, mi addentro nel boschetto nativo qui dietro.

E’ impervio l’accesso, l’erba è alta, ed è pieno di sterpi, ma il richiamo è forte.

Procedo silenziosa e in ascolto.

Con quale albero farò pratica stasera?

Mi avvicino a un noce. Tutto il territorio è abbandonato, nessuno si prende cura di tenere pulito nè il sottobosco nè gli alberi. Il tronco del noce presenta fittoni novelli, e ci sono rami secchi caduti da altri alberi a ostacolarmi mentre cerco di appoggiare il mio tronco contro il suo tronco. Anche il suolo alla base del tronco è pieno di erbacce.

La mia solita pratica non è possibile. Medito di tornare nei prossimi giorni con un falcetto e un seghetto per fare pulizia.

Intanto pratico: ascolto il mio tronco contro il tronco, ascolto la terra sotto i miei piedi, spingo nella terra con i piedi e lascio che il mio corpo naturalmente si allunghi, si stiri, si apra.

Ritrovo il piacere del movimento, e del semplice STARE. Senza obiettivo, senza dover fare.

Soltanto stare, e ascoltare il piacere dipanarsi nei miei tessuti, attraverso i muscoli.

Ricentrata, in ascolto, attenta, presenta e aperta, posso permettermi di mettermi in ascolto del noce. E mi dò l’intenzione di lasciare che sia lui a guidare il mio movimento, e le mie pause, a darmi indicazioni su cosa è possibile fare, con lui. Su cosa è giusto fare, per lui.

E nasce un movimento facile, leggero, trasparente, calmo e rilassante. Tutto ciò che prima mi sembrava difficile, complicato, diventa facile, ascoltando la domanda “Cosa è possibile fare con questo albero?”.

L’idea di tornare con il falcetto e il seghetto mi sembra improvvisamente assurda, quasi me ne vergogno, e penso: è così anche con le persone.

  • Quanto arriviamo nelle relazioni con gli altri condizionati dalle nostre aspettative e dalle nostre abitudini (un bel tronco pulito, su cui fare la pratica con comodità)?
  • Quanto siamo capaci di sospendere il giudizio, metterci sinceramente in ascolto dell’essere che abbiamo davanti, e cercare la chiave di comunicazione e di relazione?
  • Quanto sono disposto a fidarmi delle risposte che non so?

Così, comprendo che ogni persona, anche la più ostica, ha una chiave di accesso. Basta desiderare trovarla, e mettersi in ascolto.

Il resto accade da sè, senza sforzo, anzi, con piacere. E con la sorpresa della scoperta.

E poi rifletto ancora – ma non è una riflessione mentale: è una riflessione che ha più il sapore dell’intuizione, e nasce da uno stato di coscienza che io definisco proprio “arboreo”. E’ uno stato di coscienza rarefatto, dove la conoscenza sembra arrivare per trasmissione diretta, nel corpo prima, e quindi nel pensiero.

  • Quanto la nostra vita frenetica, la mancanza di tempo, chiude il nostro corpo al piacere, e ci rende quindi ciechi di fronte alle esigenze dell’altro, alla sua diversità, alla sua irriducibilità ai miei schemi di comportamento, alle mie abitudini di relazione?
  • Quanto lo stress ci priva della capacità umana di adattarci, al contesto, ma anche all’altro, diverso da me?
  • Come cambia il mio atteggiamento e la mia predisposizione nei confronti dell’altro, nel momento in cui io sono nel piacere?

Uscire dal tempo dell’orologio, ed accedere a una dimensione di esperienza dove il tempo non si misura, ma si vive, è indispensabile per entrare in connessione profonda con la natura.

Jon Young, il fondatore del movimento della connessione profonda con la natura, parla dell’esperienza del senza tempo come di una forma di nutrimento per l’essere umano. Solo nel senza tempo la natura ci parla. Solo nel senza tempo noi sappiamo davvero ascoltare.

Dolcemente mi stacco dal tronco del noce.

Lentamente riapro gli occhi. E’ buio, sono le 21.34, è passata più di mezz’ora, e non me ne sono neppure resa conto.

Mi sento profondamente rilassata, tranquilla, calma, silenziosa, risonante. Allo stesso tempo vitale e palpitante di bosco.

Mi allontano qualche passo dal noce, e sento di aver ricevuto un grande insegnamento su come relazionarmi con le persone che reputo più difficili, nella vita di ogni giorno.

Chiuso la pratica arborea di oggi con il mio solito movimento di saluto. Silenziosa torno verso casa.

Il futuro nasce da un incontro, la relazione nasce dall’ascolto.

Ascolto e orientamento professionale

Buongiorno a tutti!

In questo articolo risponderò a una domanda che ho ricevuto da Daniela, una delle persone che hanno partecipato al webinar gratuito di orientamento professionale del 12 gennaio, in diretta web, di cui trovate una replica QUI.

Ecco la domanda di Daniela:

La multinazionale per cui lavoro ha aperto una procedura di mobilità per cui a 48 anni devo reinventarmi è trovare un altro posto.
Visto che dovrò lavorare ancora 20 anni la voglio vedere come la seconda parte della mia vita lavorativa 🙂
Meglio puntare sulle esperienze già fatte o investire su dei corsi e partire da zero seguendo le proprie passioni?
Grazie
Daniela

Cara Daniela, penso che la domanda che poni interessi a molte persone, non solo che hanno perso il proprio lavoro, ma anche a chi ce l’ha ma non è tanto soddisfatto, e a chi è appena uscito dalla scuola o dall’università o da qualunque altro tipo di percorso formativo e vuole capire come e dove orientare la propria crescita.

Ho scelto quindi di rispondere per prima alla tua domanda, perché racchiude dei tratti comuni anche ad altre domande che ho ricevuto da altri iscritti al webinar del 12 Gennaio su “Coaching, counselling eccetera”).

Nel modo in cui mi porgi il tuo quesito io colgo questi tratti:

–        grande momento di cambiamento nella tua vita: un cambiamento esterno non programmato e non sotto il tuo controllo (l’azienda che apre la mobilità), genera la necessità di un cambiamento interno (perdita delle certezze precedenti, uscita dall’area di comfort – ma anche d’inerzia, necessità di reinventarsi una nuova situazione)

–        sensazione di opportunità: questa è la cosa bella che stai facendo: anziché abbatterti, vuoi capire come usare questa trasformazione obbligata per ricavarne anche più felicità professionale, e affrontare con questo spirito aperto e positivo la “seconda parte della tua vita lavorativa”. Bene! Il modo in cui ci si vede nei momenti di passaggio influenza decisamente il risultato (sia in positivo sia in negativo).

–        Dubbio sulla forma da dare alla propria nuova impresa di ri-costruzione professionale: continuità o discontinuità con il passato? Dal modo in cui poni la domanda, deduco che nella prima parte della tua vita lavorativa forse le tue passioni non erano al centro della tua professione, e quindi ti domandi se ora puoi invece sperare di investire lì dove batte il cuore.

Dimmi se vedo giusto: le alternative che ti poni sono:

1)     continuità: cerco un nuovo lavoro nello stesso ambito in cui ho lavorato finora

2)     discontinuità: costruisco un nuovo lavoro tutto mio a partire dalle mie passioni, andando a cercarmi eventuali formazioni mancanti che mi possono aiutare in questo percorso.

Se è così, e spero di aver interpretato correttamente la formulazione della tua domanda, mi viene da proporti quella che per me è una parola chiave, ogni volta che devo fare scelte importanti, capire cosa fare, in che direzione muovermi, quali risorse attivare: ASCOLTO.

Quindi: quello che ti proporrò nel proseguo di questa risposta, è questo percorso di ascolto:

1)     Ascoltare il passato alla luce del futuro

2)     Ascoltare la tua visione ideale

3)     Ascoltare chi sei e cosa hai

4)     Attivare la fiducia.

Premessa importante: io so che tu dentro di te hai già tutte le informazioni di cui hai bisogno per orientarti e fare la scelta migliore, basta solo che ti dai lo spazio, il tempo e l’ascolto necessario per sintonizzarti sulla tua naturale capacità di orientarti e agire (che io chiamo appunto intelligenza primitiva!), e attivare la fiducia.

Come dice la mia mentore Maia Cornacchia: “Abbiamo già tutto ciò di cui abbiamo bisogno per essere felici, basta solo ricordarcene e riconquistare la fiducia!”.

1)     Ascoltare il passato alla luce del futuro.

In questa prima fase ci focalizziamo sul riattivare la tua intelligenza primitiva per darti input su quello che professionalmente hai fatto finora.

Se non sai cosa è l’intelligenza primitiva, vai QUI: http://bit.ly/intelligenza-primitiva–cosa-e scopri di più!

Per riattivare la nostra intelligenza primitiva, dobbiamo costruire il setting adatto.

Ecco i miei suggerimenti per la costruzione di un setting ideale per questo proposito:

–        Se ti è possibile, vai in un luogo naturale che ti piace: un parchetto vicino a casa, una fontana, un bosco, una strada di campagna, una passeggiata in montagna o al mare. Prenditi del tempo! Devi affrontare domande importanti, che meritano il tuo pensiero e la tua dedizione anche nel prepararti a trovare le migliori risposte.

–        Se non ti è possibile andare in natura, scegli un luogo accogliente della tua casa: regola la luce in modo che sia piacevole, se ti fa piacere spargi qualche goccia della tua essenza preferita nel diffusore (sconsiglio i bastoncini d’incenso perché le polveri sono dannose per il respiro).

Una volta arrivata in questo luogo che ti fa sentire bene (in natura o a casa), e connessa con la natura, stirati un po’, riattiva dolcemente il tuo corpo con piccoli e dolci movimenti, anche piccoli di stiramento o automassaggio.

Così è come se dicessi al corpo: ehi, sono qui, vedi che ti ascolto, adesso puoi parlarmi.

Poi prenditi qualche minuto per sederti tranquilla, in una posizione comoda, e ascolta i suoni intorno a te. Quelli più piacevoli ma anche quelli più fastidiosi.

Ascolta i suoi dal più lontano al più vicino. I suoni davanti a te, i suoni dietro a te, i suoni alla tua destra, quelli alla tua sinistra.

Quindi mappa il tuo corpo: metti la tua attenzione sui tuoi piedi, e da lì scorri con l’attenzione tutto il tuo corpo, dall’interno, ascoltando parte dopo parte del tuo corpo come ti senti, come stai, dando il buongiorno alle caviglie, alle ginocchia, e salendo su verso il bacino e tutto quello che c’è dentro, fino, al tuo cuore, da lì verso le mani, e il cuore delle tue mani, poi risalendo verso il collo, la radice della testa, il cranio e quello che c’è dentro.

Ascolta infine da dentro il tuo viso, i tuoi occhi, la tua mascella, rilasciala leggermente, in modo che non sia serrata. E ascolta qualche minuto il tuo respiro, senza modificare nulla, a occhi chiusi.

A questo punto dovresti essere sufficientemente presente e centrata, per accogliere nella tua attenzione le domande seguenti.

Leggile una ad una, e prima di passare alla successiva ascolta tutto quello che nasce nelle sensazioni del tuo corpo e del tuo cuore. Registra tutte le informazioni, sensazioni e intuizioni che ti arrivano, a occhi chiusi (così facilitiamo l’accesso a stati di coscienza più meditativi, e l’integrazione fra emisfero cerebrale destro e sinistro!).

  • Prova a pensare di mandare curriculum a società analoghe a quella dove hai lavorato finora, proponendoti per lo stesso ruolo, o per un ruolo analogo, a quello che hai finora ricoperto. Come ti senti all’idea?
  • Che sensazione ti dà immaginarti nei prossimi 20 anni in situazioni professionali analoghe?
  • Questa prospettiva sostiene la tua aspirazione alla felicità personale?
  • Supporta lo stile di vita che vuoi avere?
  • Questo sbocco professionale sostiene la crescita della tua qualità umana?
  • Sostiene la qualità che vuoi avere nelle relazioni?
  • Come questo lavoro si inserisce nella tua visione generale della vita? È in risonanza o in dissonanza?
  • Ti senti 100% te stessa in questa professione?
  • Senti cor-rispondenza (risposta del tuo cuore) ma anche cor-rispon-danza (il tuo cuore risponde danzando) alla visione di te in una situazione analoga a quella che hai vissuto professionalmente finora, per i prossimi 20 anni?

Ascolta le risposte del tuo sapere organico, della tua intelligenza primitiva, appoggiando queste domande una dopo l’altra nel tuo cuore e nel tuo corpo, e osservando quali risposte si generano.

Potresti percepire sensazioni di apertura, di chiusura, di attivazione, o di spegnimento, di chiarezza o di confusione, di oscurità o di preoccupazione.

Registra tutte le sensazioni che ti arrivano in risposta a queste domande pensando al primo scenario: tu per altri 20 anni in situazione analoga a quella che hai vissuto finora.

Il cuore ci dà un sacco di informazioni, se solo lo ascoltiamo!

È in realtà il nostro principale organo di senso (senso come sensazione, come significato e come direzione) e cognizione: quasi la metà del tessuto del cuore è tessuto nervoso, e il suo campo elettromagnetico è il più forte dell’intero corpo umano. Ne parlo estesamente nella quarta puntata del percorso Primitivo in 7 Giorni (se non sei ancora iscritta, fallo subito, è gratis! E per 7 giorni ti accompagno a sviluppare la tua intelligenza primitiva, con pratiche che poi puoi praticare da sola quotidianamente, anche a casa, o in ufficio, o in bus mentre vai al lavoro! QUI più info).

2)     Ascoltare la tua visione ideale

Quando hai terminato con le domande di prima, ti invito a porgerti queste nuove domande – datti anche in questo caso il tempo di far emergere le risposte attraverso l’ascolto, lasciando che si manifestino sensazioni immagini, intuizioni, emozioni:

  • Quale è il mio stile di vita ideale?
  • Cosa sogno di fare da mattina a sera?
  • Come vorrei che fosse composta e organizzata la mia giornata?
  • A quali attività vorrei dedicare il mio tempo nell’arco della giornata?
  • Che persone vorrei avere intorno?
  • Quale ambiente di lavoro mi farebbe sentire bene, che tipo di persone, colleghi o collaboratori?
  • Quali emozioni e sensazioni vorrei avere di me, nell’arco della mia giornata?

Con gli occhi chiusi, sogna e immagina questa situazione di vita.

Questa pratica è una delle prime che propongo nell’ambito del percorso “Genio nativo”, nell’ambito della costruzione della propria visione personale di cosa sia il successo e la realizzazione personale e professionale. È la tappa fondamentale iniziale per capire cosa sogno, quale è il punto di arrivo di ciò che voglio realizzare con il mio lavoro.

Senza sapere cosa desideriamo profondamente, come possiamo mettere in ordine le nostre energie e i nostri slanci, e mandare un chiaro segnale a noi stessi della strada su cui vogliamo iniziare a mettere i piedi?

Se siamo chiari con noi stessi, mandiamo un segnale chiaro e forte anche alla vita, e la vita poi risponde! (ti è piaciuta questa frase? Twittala subito cliccando qui!)

Almeno, questa è la mia esperienza.

Più ci fidiamo del movimento della vita, più diventiamo capaci di danzarlo, più la vita ci fa danzare.

Bisogna avere però chiara la nostra intenzione.

Quindi scrivi questo tuo sogno di stile di vita ideale, come passo iniziale per poi mettere in relazione questa tua visione ideale di te, con il tipo di lavoro che ti potrebbe aiutare a realizzarla.

3)     Ascoltare chi sei e cosa hai

Ora sei pronta per l’ultimo step che ti propongo: ascoltare tutto ciò che si muove dentro di te ora.

Come prima, appoggia dolcemente questa domande nella tua attenzione:

  • Quali sono le tue passioni?
  • Cosa ti viene facile?
  • Cosa impari velocemente?
  • Quali capacità ti riconoscono maggiormente le persone intorno a te? Per cosa generalmente chiedono il tuo aiuto? Su quali punti forti tuoi sanno di poter contare?
  • Cosa ami di te stessa?
  • Quali doni hai ricevuti dai tuoi genitori o dai tuoi parenti, in termini di attitudini, capacità e predisposizioni?
  • Per quale tipo di attività ti senti più portata?
  • Quali ambienti di lavoro ami? Che caratteristiche deve avere l’ambiente di lavoro deve senti che ciò che tu sei può venire accolto e onorato ed espresso in pieno?
  • Quali esperienze professionali hai finora accumulato? Quali sono state più profonde e quali più superficiali?
  • Quali competenze professionali hai costruito finora con il lavoro che hai fatto? mappale una ad una, su un foglio grande, evidenziando in modo speciale le competenze che ami di più fra quelle che hai e che hai conquistato, e quelle su cui vuoi puntare ora per il tuo futuro, quelle competenze che vuoi assolutamente usare, amplificare, potenziare (come dici tu, eventualmente attraverso qualche formazione mirata a farle sbocciare pienamente) e portare a maturazione con te.

Ascolta le tue risposte a queste domande, e prendi appunto su tutto.

Marcus Buckingam ha scritto un libro che consiglio a tutti: “Now, discover your strengths!”.

Il libro si basa sul concetto che lavorano meglio, con più efficienza, risultati e soddisfazione personale, le persone che nel loro lavoro usano i propri talenti, anziché le persone che cercano di migliorare i propri punti deboli.

E la spia dei nostri talenti è costituita da quanto ci viene facile, spontaneo, naturale, veloce, piacevole.

Quando un’attività ci riesce spontaneamente bene e senza fatica, lì c’è un nostro talento all’opera.

Il mio mentore Jon Young direbbe che “sono nel mio progetto originario”, sono nella mia natura, sto usando il mio Genio Nativo, per dirlo alla Diana!

Ognuno di noi ha il proprio genio nativo, che è un termine che io adoro, anzitutto perché è direttamente connesso con la nostra storia antica (il termine affonda nel mondo greco-romano), e poi perché ha risvolti di significato profondi e illuminanti (ma a questo magari dedico un prossimo articolo di approfondimento!).

Fra l’altro per chi acquista il libro “Discover your strengths” è incluso il test gratuito online per individuare le proprie 5 forze naturali (il test si può fare anche a prescindere dal libro, comunque, acquistandolo per 10$ dal sito web del libro, qui: http://bit.ly/IP-strengthsfinder).

È importante scrivere perché buttando giù tutto (senza censure o ripensamenti in questa fase, giù tutto così come ti viene! Sistemerai poi successivamente) mettiamo in chiaro il groviglio di sensazioni che spesso abbiamo dentro di noi ma che non cogliamo mai in modo dettagliato.

Spesso le persone con cui lavoro quando fanno la Mappa dei propri talenti (è la seconda puntata del percorso Genio Nativo! Se vuoi saperne di più, vai qui: http://bit.ly/genionativo) si rendono conto di avere in se stesse giacimenti di risorse e di unicità che prima neppure realizzavano!

Essere consapevoli dei propri “superpoteri”, come li chiamo io scherzosamente, delle proprie unicità, di quel colore unico che noi abbiamo, ci dà molta più fiducia e coraggio nel portarlo davvero fuori, nel mondo, per contribuire al suo grande dipinto. (ti è piaciuta questa frase? Twittala subito cliccando qui!)

Se non lo facciamo, al mondo mancherà il nostro colore! Per questo, prendersi in mano, coltivarsi e darsi strumenti per manifestare in pieno il proprio potenziale fino a fiorirlo, è un gesto non egoistico ma altruistico.

4)     Attivare la fiducia.

L’invito di questa ultima pratica è il seguente:

Ascolta le risposte alle ultime domande, quelle del punto 3, e mettile in relazione con la tua visione ideale di te, su cui abbiamo lavorato al punto 2.

Prova a collocare le tue passioni, le tue competenze cuore, i tuoi doni, le tue predisposizioni, all’interno della tua visione ideale, del tuo stile di vita ideale, del tuo ambiente lavorativo ideale.

Costruisci il collegamento fra il cuore del cuore di quello che sei e quello che vuoi avere intorno.

  • Come ti immagini che sia un lavoro in cui portare il cuore del cuore di ciò che sei?
  • Cosa faresti?
  • Chi sarebbe vicino a te?
  • Come vivresti il tuo tempo?
  • Che rapporto avresti con te stessa, con chi ti circonda?
  • Quale ponte di collegamento ti immagini fra ciò che sei stata finora, ciò che sei ora nella tua ricchezza attuale ma anche potenziale?
  • Dove senti che il tuo cuore e tutto di te si volgerebbe volentieri, ora, professionalmente?

E a questo punto puoi trovare tu stessa ulteriori domande germinative, che ti aiutino a focalizzare la strada professionale verso cui orientare il tuo passo.

Importante: non è necessario trovare ora tutte le risposte!

Queste domande sono germinative, cioè sono appunto dei germi, che hanno bisogno di tempo per svilupparsi, e portarti le risposte.

È importante però darti forte l’intenzione di ricevere input, segnali, informazioni e indicazioni, che ci arrivano sempre copiosi quando ci mettiamo in ascolto con l’intenzione di trovare.

Questa è la parte più difficile: si tratta di lasciar andare il controllo, il bisogno di risposte subito, e allargare l’attenzione ad abbracciare la nostra quotidianità, e il nostro sentire, lasciando che entrambi ci manifestino la strada in cui stare bene, ora, con quello che siamo, con quello che abbiamo, e con quello che finora abbiamo capito della vita e di noi stessi.

Aspetto di sapere cosa troverai, Daniela, in queste tue esperienze di ascolto, se vorrai praticarle.

Sai, io non credo che nessuno abbia delle ricette da dare che siano valide per tutti.

Ma penso che le domande che ho posto in questo articolo possano portare risposte a tutti, ognuno per sé, perché ognuno ha già dentro di sé le risposte che cerca.

Basta solo darsi lo spazio e il tempo e l’ascolto per lasciarle emergere.

Cosa ne pensi Daniela? e Cosa ne pensate tutti?

Scrivetelo nei commenti qui sotto, oppure su Facebook (nella pagina di Intelligenza Primitiva), oppure a me personalmente via email.

Condividere pensieri ed esperienze è importante perché crea possibilità di rispecchiamento, riconoscimento e risonanza di cui tutti ci possiamo avvantaggiare, per usare l’esperienza e le idee degli altri per migliorare il nostro modo di stare al modo.

Team Power semper!

A disposizione,

Diana vostra.

Pratica arborea e cena in ascolto – 2/8/14

legambiente_logoLo scorso 21 Giugno oltre 20 persone hanno partecipato alla seconda esperienza Arborea al Bosco del Castagno di Treviglio, grazie all’organizzazione di Legambiente Bassa Bergamasca.

Una bellissima esperienza, che è stata richiamata più volte dalla stampa nazionale (qui accanto l’articolo apparso sul Corriere della Sera) e dai quotidiani online.

In oltre 15 anni di ricerca personale sugli effetti delle pratiche di contemplazione in Natura, ho avuto la fortuna di scoprire quanto gli alberi siano maestri di presenza, di ascolto e di risonanza.

Quando siamo in ascolto e in risonanza con la vita, i nostri passi scandiscono armoniosamente il ritmo di un battito tanto più grande, antico e potente di noi. Il Battito del cuore della Terra – quel battito che ci tiene in vita, che si trasmette al nostro cuore nel momento in cui siamo concepiti, quel battito che ci fa sentire felici e al posto giusto nel mondo.

Le azioni e le scelte che scaturiscono da questo stato di risonanza io-altri-natura, sono naturalmente allineate con la nostra essenza, i nostri valori, e con i valori universali del rispetto, della pace, dell’integrazione delle diversità, della crescita e dell’evoluzione.

Così, il 2 Agosto vi proponiamo una nuova esperienza di ascolto e movimento in natura: cliccate QUI per scaricare la cartolina di questo nuovo evento arboreo!

Durante questa nuova esperienza arborea al Bosco del Castagno praticheremo insieme alcuni semplici movimenti di rilassamento corporeo e automassaggio in relazione con gli alberi, in un’esperienza profondamente rigenerante. E come sempre “si inizia ascoltando e si finisce suonando”! Piccoli strumenti a percussione ci guideranno poi verso la nostra “Cena in ascolto”, dove re-imparare a gustare e ad ascoltare il cibo, il suo nutrimento, e fare un’esperienza nuova di un gesto antico e quotidiano, che l’ascolto accende di straordinario.

Vi aspettiamo, per riconnetterci con la nostra intelligenza primitiva, con la tribù umana e con la magnifica bellezza della natura che siamo e che ci circonda.

Per un’educazione al sentire ecologico che nasce nel cuore, e fiorisce nel gesto gentile con cui andiamo incontro alla Natura. La Natura dentro, e la Natura fuori.

Diana & Legambiente Bassa Bergamasca

Arborea – Entriamo nel respiro degli alberi

In questi dieci anni, e più, di esperienze arboree, ho avuto la fortuna di esplorare lungamente, prima da sola, poi con i gruppi che hanno voluto seguirmi, come gli alberi possano metterci in ascolto.

In ascolto di noi stessi. Delle altre persone intorno a noi. E di tutto quanto ci circonda.

Gli alberi sono maestri. Di presenza, di bellezza, di silenzio, di risonanza.
Quando siamo in risonanza con la vita, i nostri passi scandiscono armoniosamente il ritmo di un battito tanto più grande, antico e potente di noi. Il Battito del cuore della Terra – quel battito che ci tiene in vita, che si trasmette al nostro cuore nel momento in cui siamo concepiti, quel battito che ci fa sentire felici e al posto giusto nel mondo.

Quel battito che genera un respiro accogliente e ampio, nel quale sciogliere pensieri e resistenze, e aprirci alla risonanza dentrofuori.
Le azioni e le scelte che da questo stato di risonanza io-altri-mondo scaturiscono, sono naturalmente allineate con la nostra essenza, i nostri valori, e con i valori universali del rispetto, della pace, dell’integrazione delle diversità, della crescita e dell’evoluzione.

Quando mi avvicino agli alberi, magari dopo una giornata di lavoro, spesso la mia mente è confusa, piena di pensieri, in grande attività. Appoggio il mio tronco contro il tronco del mio albero. Ascolto. Spingo con i piedi nella terra, e nasce un movimento rotatorio e di allungamento del mio albero vertebrale, che mi porta a muovermi in senso orario intorno all’albero. I miei rami-braccia si aprono, e mi lascio guidare in un lento movimento da questi quattro principi: spinta dei piedi nella terra, allungamento verso il cielo, rotazione e apertura. I principi stessi che guidano la crescita di un albero!

Gradualmente, i miei pensieri si fanno più tranquilli, e sento che il tempo lento dell’albero entra nel mio movimento, e lo rende man mano sempre più lento, sempre più invisibile, sempre più senza sforzo.

E’ un movimento invisibile perchè talmente in risonanza con la natura intorno, che non disturba, ma anzi trasmette la stessa quiete di cui si nutre. E’ un movimento senza sforzo perchè non è con i muscoli che ci si muove, ma usando le leve e gli appoggi che l’albero offre.
E’ un non-movimento. Un movimento che è sensazione. Un movimento che è massaggio.

Di tanto in tanto, in questo andare intorno al tronco dell’albero, sempre tronco a tronco, si trovano delle posizioni talmente comode! Le chiamo “Posizioni Madre”, perchè il benessere che si prova è tale che è come essere in un abbraccio materno. In queste posizioni, si sentono le tensioni svaporare, i muscoli rilasciarsi, il respiro aprirsi. La Posizione madre ci rigenera, ci culla, ci restituisce al mondo freschi e leggeri.
Dopo una mezz’ora, a volte di più, a volte di meno, sono di nuovo pronta per tornare al mondo.

Sento di aver fatto pace con le cose. Sento di non essere più in lotta con le cose.
Da questo stato di consapevolezza e percezione, guardo ai pensieri e ai problemi che affaticavano i miei pensieri prima di iniziare la pratica arborea, e li vedo con occhi nuovi, e spesso ciò che prima mi sembrava un problema, ora non lo è più, non è più importante…a volte non mi ricordo neppure cosa mi angustiava!

Così, gli alberi sono i nostri maestri. Di respiro, risonanza e bellezza.
Vi aspetto alla prossima esperienza Arborea! Iscrivetevi al Club dell’Ascolto attraverso il link qui accanto e verificate nel calendario sulla destra quali sono le prossime esperienze di ascolto, così potremo condividere le esperienze di cui parlo in questo articolo!

E tu, che esperienza hai degli alberi? Scrivilo nei commenti qui sotto!

Spegni il brutto, accendi il bello!

La nostra attenzione è come un faro: illumina e dà importanza a ciò su cui la indirizziamo.

Il tempo che dedichiamo a certi pensieri o attività, è proporzionale al potere che diamo a questi pensieri o attività nella nostra vita.

La domanda è: quanti dei nostri pensieri e delle nostre attività quotidiane vanno nella direzione di renderci felici, aperti, vivi, risonanti, vibranti di passioni e di cose belle da condividere con gli altri? Quanti invece vanno nella direzione di coltivare preoccupazioni e paure, immobilizzando la nostra creatività e voglia di fare e di stare bene?

Faccio queste riflessioni a valle di un esperimento personale che sto facendo da un po’.

Quando sono in auto (e spesso ci sono a lungo) di solito ascolto la musica, scegliendo i CD e i brani che mi caricano, o che mi rilassano, a seconda di ciò di cui ho bisogno. A volte però mi sento così stanca che anche ascoltare la musica diventa un’attività troppo “energetica”, e il bisogno che ho in quei momenti è “ascoltare delle storie”, e quindi accendo la radio. E, come capita con la TV (che non ho ma che mi trovo saltuariamente a guardare quando sono ospite di altre famiglie), vengo subito invasa da notizie al 98% brutte. Stragi, guerre, catastrofi naturali, omicidi descritti nei più cruenti dettagli, e la crisi, e i politici che rubano, e i rifiuti tossici sotto terra dappertutto, e leggi ingiuste ecc. ecc.

Ascolto per un po’, ma quando la bruttura che ricevo supera la voglia di letargo mentale, ritorno alla musica, e subito mi accorgo della trasformazione del mio umore. Dallo scoraggiamento al sorriso. Dal torpore di idee alla sensazione di un ruscello che scorre dal corpo, al cuore, alla testa.

Ho interrotto il mondo brutto, e acceso il mondo bello. Semplicemente grazie a due cose:

  • mi sono ACCORTA dell’effetto negativo che ascoltare certe notizie ha sul mio stato d’animo
  • HO SCELTO dove mettere la mia attenzione, dove orientare la mia presenza.

Ho scelto a cosa dare potere. Ho scelto da cosa farmi nutrire. Ho scelto cosa lasciare fuori dalla porta.

Quanto nella nostra vita siamo all’erta su quale stato d’animo ci inducono le notizie della cronaca? Quanto decidiamo deliberatamente su cosa appoggiare, o non appoggiare, la nostra attenzione? Quanto presidiamo la bellezza e la bruttezza che ci arrivano, e regoliamo consapevolmente la valvola di questo flusso in ingresso? Quanto spesso siamo in una condizione di esaurimento mentale o fisico per cui l’unica cosa che riusciamo a fare è consumare il tempo nella passività della TV o della radio?

Alcuni obiettano “Beh, ma non puoi non sapere cosa succede nel mondo!”. Certo, ma:

  • il mondo non è solo il brutto di cui i mass media ci convincono, è anche tanto altro, di bello. Perchè di quello non si parla?
  • cosa ancora c’è da sapere sulle cose brutte del mondo? Che differenza fa conoscere l’ennesimo caso di ruberia in politica, o di omicidio macabro in famiglia?
  • quanto conoscere il mondo brutto contribuisce a rendermi protagonista attiva di un mondo bello, quanto incendia la mia voglia di fare, il mio entusiasmo, la mia creatività, la mia capacità di contribuire a un mondo migliore? Io non dico “non guardate la TV, non ascoltate la radio”. Dico: “OSSERVATE l’effetto che certe notizie hanno su di voi, e SCEGLIETE se accoglierle, o usare la forza della vostra attenzione per nutrire altro”.

E TU, cosa ti accende? E cosa ti spegne? Quanto accendi il bello e spegni il brutto nella tua vita? Scrivilo nei commenti qui sotto!

Risonanza

Oggi sono andata a correre, e come mio solito ho poi dedicato più di mezz’ora alla mia pratica arborea. Che ogni volta mi sorprende con nuove esperienze, nuove riflessioni, nuove comprensioni.

Oggi la mia attenzione è stata attratta dalla ricerca del “giusto modo” di stare nel mio movimento e con l’albero, nel modo in cui il mio tronco si articolava con il tronco dell’albero, e i miei rami-braccia con i suoi rami, e le mie radici-piedi con la terra.

“Giusto modo” in che senso?

La mia sensazione è che mi sto muovendo e articolando in modo giusto nei confronti del mondo, quando sono in risonanza con il mondo, con quella sensazione che il mio movimento sia talmente “CON” (con-vibrante con-sonante, armonizzato…), da essere quasi invisibile, leggero, indipendente ma in relazione.

Non è un “giusto” assoluto, è un “giusto” relativo, relativo al contesto.

E’ la qualità di quel movimento che è benessere, che è massaggio, che è sensazione, e che nasce nel passaggio dal muoversi in natura, al muoversi CON la natura, al muoversi ESSENDO natura, parte di.

Accade quando smetto di sbattere contro il mondo e le sue cose, e mi guardo da fuori, e mi accorgo che io non sono in assoluto, ma sono sempre in relazione a. E lì, nell’accorgermi che non c’è solo la mia bolla, nasce la relazione con.

E’ questo il momento in cui la mia presenza si fa trasparente, invisibile. Perchè rarefatta è la mia pelle, con le maglie allargate ad accogliere dentro il fuori, così larghe da aver perso i confini, aprendoci alla risonanza completa dentrofuori.

In questo stato dell’essere, il mio movimento suscita un benessere profondo, direi quasi “cellulare”, perchè la sensazione è proprio che le mie cellule dicano “uh che bello…. che pace…. pace con le cose… pace con il tempo…. muoversi con anzichè contro…. aaaaah……”.

Risonanza

La risonanza che viene prima, è durante, e svanisce subito, appena il pensiero logico riconquista il territorio.

La danza, mia calligrafia invisibile che disegna esperienze e ascolti, li trasferisce fra corpi, ventri, dentri e fuori. (sì, volevo proprio scrivere dentri!)

Il mio essere arboreo risuona con l’essere arboreo che accoglie il mio andare, rendendomi ampia e lenta.

Lenta come la linfa, che d’inverno riposa, mentre sogna il prodigioso risveglio che la attende a primavera.

E tu? Quando ti senti più vivo e risonante? Scrivilo qui sotto, condividiamo le nostre esperienze!

Calendario esperienze di ascolto 2014

Eccoci finalmente con le prime date per le prossime esperienze di ascolto in natura (ma non solo!) in programma per il 2014!

Presto definiremo anche i dettagli di un workshop residenziale di 3 giorni fra Giugno e Luglio, tutto dedicato all’ascolto in natura. Scriveteci per avere uno sconto esclusivo riservato agli iscritti al Blog!

A parte l’incontro di ascolto della Città, tutti gli altri incontri fanno parte del ciclo  ARBOREA – Entriamo nel respiro degl alberi.

Tutte le esperienze sono gratuite e aperte a tutti, ma è necessario annunciare la propria presenza entro il giorno precedente alla data dell’esperienza, scrivendo un’email a diana

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, Sabato 22 Marzo, ore 16.30-18.30: Entriamo nel respiro degli alberi e nel movimento dell’acqua.

Esperienza di ascolto degli alberi e dell’Acqua con Diana Tedoldi ai Giardini pubblici di Porta Venezia (Milano, metro Palestro o Porta Venezia).

Dove e quando: Appuntamento ore 16.15 di fronte all’ingresso del PAC (Padiglione Arte Contemporanea, Via Palestro 14). Raccomandiamo la puntualità, per poter iniziare tutti insieme l’esperienza alle 16.30. Vestiti comodi, che non temono il contatto con l’erba e il tronco umido degli alberi.

In occasione della Giornata Mondiale della Terra, Martedì 22 Aprile, ore 17.30-19.30: ARBOREA – Entriamo nel respiro degli alberi

Esperienza di ascolto degli alberi con Diana Tedoldi al Parco Nord (Milano – Sesto San Giovanni).

Dove e quando: Appuntamento ore 17.15 di fronte alla Cascina Centro Parco (Parco Nord di Milano, Via Clerici 150, Sesto San Giovanni, MI). Raccomandiamo la puntualità, per poter iniziare tutti insieme l’esperienza alle 17.30. Vestiti comodi, che non temono il contatto con l’erba e il tronco umido degli alberi.

In occasione dell’imminente estate e dell’arrivo della stagione del raccolto, Sabato 31 Maggio, ore 16-18.30: Arborea – Entriamo nel respiro degli alberi da frutto

Nel frutteto di campagna a Treviglio (BG). Esperienza di ascolto degli alberi da frutto con Diana Tedoldi. Coglieremo insieme i frutti della pratica dell’ascolto in natura, allargando le maglie della nostra percezione, spalancando i sensi, facendo leggero il pensiero e denso il corpo, affondando i nostri piedi-radice nella terra e allungando i nostri rami-braccia verso il cielo. L’esperienza è riservata a un massimo di 15 persone. — NON CI SONO PIU’ POSTI DISPONIBILI, IL GRUPPO è GIA’ FORMATO! —

Dove: Completando la registrazione via email, riceverete indirizzo e istruzioni per l’arrivo. Vestiti comodi, che non temono il contatto con l’erba e il tronco umido degli alberi.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, Giovedì 5 Giugno, ore 17.30-19.30: City – Entriamo nell’ascolto della Città

Esperienza di ascolto della città, dei suoi flussi, suoni, spazi e ritmi, con Diana Tedoldi. Due ore per entrare nell’esperienza della metropolitana, delle strade, del traffico e delle persone da un punto di vista privilegiato: quello di chi è in ascolto, sgombro, aperto e attento, presente a 360°, risonante. Potremo incontrare un nuovo modo di percepire gli spazi del nostro quotidiano andare e vivere, e trasformarlo in consapevolezza che respiro, morbidezza, testimonianza vibrante di vita. L’esperienza è riservata a un massimo di 15 persone. — NON CI SONO PIU’ POSTI DISPONIBILI, IL GRUPPO è GIA’ FORMATO! —

Dove e quando: Appuntamento ore 17.15 di fronte all’ingresso del PAC (Padiglione Arte Contemporanea, Via Palestro 14). Raccomandiamo la puntualità, per poter iniziare tutti insieme l’esperienza alle 17.30. Dopo un primo momento di centratura e ascolto ai Giardini Pubblici di Porta Venezia, ci avventureremo in ascolto di Corso Buenos Aires ed entreremo poi insieme in metropolitana, per raggiungere insieme il Capolinea della linea rossa Bisceglie dove si chiuderà l’esperienza. Ognuno faccia in modo di avere già con sé un biglietto della metropolitana valido per viaggiare. Vestiti quotidiani, anche i tacchi a spillo (se ci siamo abituati!) vanno bene.

In occasione delle notti piene di lucciole nelle nostre campagne, Sabato 14 Giugno, ore 21-22.30: Arborea –

IN COLLABORAZIONE CON LEGAMBIENTE BASSA BERGAMASCA E GRAZIE AL SUO SUPPORTO!

Esperienza di ascolto della notte, delle lucciole e del bosco con Diana Tedoldi al Bosco del Castagno di Castel Cerreto, Treviglio BG. Per un’educazione al sentire ecologico che non passa dalla testa, dalle informazioni, ma sboccia dal cuore, e fiorisce nel nostro gesto gentile, mentre va incontro alla Natura, alla nostra natura, quella dentro, e quella fuori.

Dove e quando: Bosco del Castagno, Castel Cerreto frazione di Treviglio, BG). Appuntamento ore 20.45 di fronte al Bar Mauro (piazza Don Boffi, Castel Cerreto, Treviglio BG). Raccomandiamo la puntualità, per poter iniziare tutti insieme l’esperienza alle 21. Vestiti comodi, che non temono il contatto con l’erba e il tronco umido degli alberi.