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Appunti dalla mia storia

Frequento la scuola della Natura da quando sono al mondo.

Abito in campagna, sono cresciuta sugli alberi e giocando con la terra, i sassi e le radici ho imparato ad essere creativa con quello che ho.

Nella vita ho incontrato persone importanti che mi hanno messo in cammino verso di me: Maia Cornacchia e Claude Coldy su tutti, per la profondità degli insegnamenti che mi hanno trasmesso sull’ascolto, il corpo, la Natura.

Oltre ai miei genitori naturalmente, grazie ai quali ho potuto diventare ciò che sono oggi.

Diana_Tedoldi_Cuma

Negli ultimi 20 anni della mia vita ho allenato l’ascolto in relazione alla Natura senza interruzioni: nell’orizzonte infinito di dune del deserto, in lunghi e chilometrici bagni in acqua calda di mari tropicali, su e giù per Vulcani da una parte all’altra della Terra, in fitti boschi europei e… pressochè quotidianamente nel grande giardino pieno di alberi dove ancora abitano i miei genitori.

 

Ho trasformato tutto ciò che ho imparato attraverso la pratica costante dell’ascolto e della connessione profonda in ambienti naturali, in ogni giorno dell’anno, con ogni condizione meteorologica: un albero sta lì anche se nevica o piove forte, non è che tira su le radici e va vicino al caminetto se fa troppo freddo. Così io.

Ascolto gli alberi, l’orizzonte, la campagna, e mi lascio andare in un tempo senza orologio, sulla terra, lasciando che un albero o la terra stessa massaggino e rilassino il mio corpo che si muove lentamente, con movimenti naturali, spontanei.

Ascolto il mare, e sciolgo ogni tensione nell’ascolto dell’acqua, fino a nuotare CON l’acqua, fino a ESSERE acqua.

Ascolto le vette montane e il paesaggio che ti aprono davanti quando arrivi lassù, e ritrovo la forza del mio sogno di vita.

Ascolto il vulcano e il fuoco che ribolle nella caldera, e il mio fuoco creativo prende slancio.

Ascolto il deserto e l’orizzonte di dune morbide che ti accarezzano dentro e ti fanno capire le cose più importanti della vita, della morte e della rinascita.

E guido persone e gruppi in questo ascolto, per sviluppare la connessione profonda con la natura che ci è madre, perché ha costruito il nostro corpo e tutto quello che c’è dentro e intorno in 4 milioni di anni di evoluzione.

La pratica di ascolto e connessione profonda in natura che propongo nasce da questa coltivazione continua di me, e dall’averla testata con gruppi in contesti di ogni tipo: aziende, università, scuole di formazione post-universitaria, percorsi di crescita personale ed ecologica.

La laurea in filosofia, la specializzazione in danzaterapia e in formazione formatori mi hanno dato gli strumenti migliori attraverso cui elaborare, integrare, trasformare e trasmettere con passione e professionalità questa arte antica ma sempre nuova, perché spesso dimenticata: l’arte di ascoltare, nella connessione profonda con la natura.

Oggi ho la fortuna di poter campare con il lavoro che amo, aprendo le persone alla bellezza che siamo e che ci circonda.

Scopri di più sulla mia filosofia e i miei valori qui (link a pagina filosofia e valori), oppure leggi il Manifesto di Intelligenza Primitiva, che riassume tutto in 10 punti! (LINK).

 

L’ascolto in azienda

Nella mia esperienza come formatrice in aziende di ogni tipo e dimensione, moooolto raramente ho incontrato persone davvero capaci di ascoltare, o di farsi ascoltare.

Eppure l’ascolto è una competenza madre, la competenza più importante di tutte, in ogni campo della vita e del lavoro.

L’ascolto è quella capacità che ci permette di muoverci insieme verso un comune orizzonte, in ascolto di ogni passo e della sua eco attraverso il gruppo di lavoro, attenti a captare ogni scostamento dagli obiettivi condivisi, ogni risonanza nell’orizzonte più ampio del mercato e dei clienti. L’ascolto fonda la tua assertività e la fiducia negli altri.

Se ti ascolti, sai dove sei, quali sono i tuoi bisogni, i tuoi sogni e desideri, sai anche quali sono le tue capacità e i limiti su cui lavorare.

Se ascolti gli altri, sentirai come stanno, dove sono rispetto a quanto stai esprimendo, potrai ricevere i loro feedback come un dono per la tua crescita di consapevolezza.

Se ascolti il contesto, potrai verificare se quello che sei e che stai facendo è in risonanza con il risultato che vuoi ottenere, puoi cogliere le onde di ritorno che generi intorno a te, e avere quindi utili input per tarare e ricalibrare il tuo atteggiamento e la tua azione.

Se sai farti ascoltare, diventi capace di comunicare e farti capire, veicolare le tue idee, influenzare gli altri.

Sviluppare la competenza dell’ascolto significa sviluppare la tua leadership ma anche il teamwork del tuo gruppo di lavoro, ti fa migliorare la capacità delle persone di gestire i cambiamenti organizzativi, fa decollare la capacità di sintonizzazione fra persone e vision aziendale.

Una competenza chiave su cui tutte le organizzazioni dovrebbero puntare.

nzare, motivare, guidare e ispirare gli altri.

Arborea – Entriamo nel respiro degli alberi

In questi dieci anni, e più, di esperienze arboree, ho avuto la fortuna di esplorare lungamente, prima da sola, poi con i gruppi che hanno voluto seguirmi, come gli alberi possano metterci in ascolto.

In ascolto di noi stessi. Delle altre persone intorno a noi. E di tutto quanto ci circonda.

Gli alberi sono maestri. Di presenza, di bellezza, di silenzio, di risonanza.
Quando siamo in risonanza con la vita, i nostri passi scandiscono armoniosamente il ritmo di un battito tanto più grande, antico e potente di noi. Il Battito del cuore della Terra – quel battito che ci tiene in vita, che si trasmette al nostro cuore nel momento in cui siamo concepiti, quel battito che ci fa sentire felici e al posto giusto nel mondo.

Quel battito che genera un respiro accogliente e ampio, nel quale sciogliere pensieri e resistenze, e aprirci alla risonanza dentrofuori.
Le azioni e le scelte che da questo stato di risonanza io-altri-mondo scaturiscono, sono naturalmente allineate con la nostra essenza, i nostri valori, e con i valori universali del rispetto, della pace, dell’integrazione delle diversità, della crescita e dell’evoluzione.

Quando mi avvicino agli alberi, magari dopo una giornata di lavoro, spesso la mia mente è confusa, piena di pensieri, in grande attività. Appoggio il mio tronco contro il tronco del mio albero. Ascolto. Spingo con i piedi nella terra, e nasce un movimento rotatorio e di allungamento del mio albero vertebrale, che mi porta a muovermi in senso orario intorno all’albero. I miei rami-braccia si aprono, e mi lascio guidare in un lento movimento da questi quattro principi: spinta dei piedi nella terra, allungamento verso il cielo, rotazione e apertura. I principi stessi che guidano la crescita di un albero!

Gradualmente, i miei pensieri si fanno più tranquilli, e sento che il tempo lento dell’albero entra nel mio movimento, e lo rende man mano sempre più lento, sempre più invisibile, sempre più senza sforzo.

E’ un movimento invisibile perchè talmente in risonanza con la natura intorno, che non disturba, ma anzi trasmette la stessa quiete di cui si nutre. E’ un movimento senza sforzo perchè non è con i muscoli che ci si muove, ma usando le leve e gli appoggi che l’albero offre.
E’ un non-movimento. Un movimento che è sensazione. Un movimento che è massaggio.

Di tanto in tanto, in questo andare intorno al tronco dell’albero, sempre tronco a tronco, si trovano delle posizioni talmente comode! Le chiamo “Posizioni Madre”, perchè il benessere che si prova è tale che è come essere in un abbraccio materno. In queste posizioni, si sentono le tensioni svaporare, i muscoli rilasciarsi, il respiro aprirsi. La Posizione madre ci rigenera, ci culla, ci restituisce al mondo freschi e leggeri.
Dopo una mezz’ora, a volte di più, a volte di meno, sono di nuovo pronta per tornare al mondo.

Sento di aver fatto pace con le cose. Sento di non essere più in lotta con le cose.
Da questo stato di consapevolezza e percezione, guardo ai pensieri e ai problemi che affaticavano i miei pensieri prima di iniziare la pratica arborea, e li vedo con occhi nuovi, e spesso ciò che prima mi sembrava un problema, ora non lo è più, non è più importante…a volte non mi ricordo neppure cosa mi angustiava!

Così, gli alberi sono i nostri maestri. Di respiro, risonanza e bellezza.
Vi aspetto alla prossima esperienza Arborea! Iscrivetevi al Club dell’Ascolto attraverso il link qui accanto e verificate nel calendario sulla destra quali sono le prossime esperienze di ascolto, così potremo condividere le esperienze di cui parlo in questo articolo!

E tu, che esperienza hai degli alberi? Scrivilo nei commenti qui sotto!

Spegni il brutto, accendi il bello!

La nostra attenzione è come un faro: illumina e dà importanza a ciò su cui la indirizziamo.

Il tempo che dedichiamo a certi pensieri o attività, è proporzionale al potere che diamo a questi pensieri o attività nella nostra vita.

La domanda è: quanti dei nostri pensieri e delle nostre attività quotidiane vanno nella direzione di renderci felici, aperti, vivi, risonanti, vibranti di passioni e di cose belle da condividere con gli altri? Quanti invece vanno nella direzione di coltivare preoccupazioni e paure, immobilizzando la nostra creatività e voglia di fare e di stare bene?

Faccio queste riflessioni a valle di un esperimento personale che sto facendo da un po’.

Quando sono in auto (e spesso ci sono a lungo) di solito ascolto la musica, scegliendo i CD e i brani che mi caricano, o che mi rilassano, a seconda di ciò di cui ho bisogno. A volte però mi sento così stanca che anche ascoltare la musica diventa un’attività troppo “energetica”, e il bisogno che ho in quei momenti è “ascoltare delle storie”, e quindi accendo la radio. E, come capita con la TV (che non ho ma che mi trovo saltuariamente a guardare quando sono ospite di altre famiglie), vengo subito invasa da notizie al 98% brutte. Stragi, guerre, catastrofi naturali, omicidi descritti nei più cruenti dettagli, e la crisi, e i politici che rubano, e i rifiuti tossici sotto terra dappertutto, e leggi ingiuste ecc. ecc.

Ascolto per un po’, ma quando la bruttura che ricevo supera la voglia di letargo mentale, ritorno alla musica, e subito mi accorgo della trasformazione del mio umore. Dallo scoraggiamento al sorriso. Dal torpore di idee alla sensazione di un ruscello che scorre dal corpo, al cuore, alla testa.

Ho interrotto il mondo brutto, e acceso il mondo bello. Semplicemente grazie a due cose:

  • mi sono ACCORTA dell’effetto negativo che ascoltare certe notizie ha sul mio stato d’animo
  • HO SCELTO dove mettere la mia attenzione, dove orientare la mia presenza.

Ho scelto a cosa dare potere. Ho scelto da cosa farmi nutrire. Ho scelto cosa lasciare fuori dalla porta.

Quanto nella nostra vita siamo all’erta su quale stato d’animo ci inducono le notizie della cronaca? Quanto decidiamo deliberatamente su cosa appoggiare, o non appoggiare, la nostra attenzione? Quanto presidiamo la bellezza e la bruttezza che ci arrivano, e regoliamo consapevolmente la valvola di questo flusso in ingresso? Quanto spesso siamo in una condizione di esaurimento mentale o fisico per cui l’unica cosa che riusciamo a fare è consumare il tempo nella passività della TV o della radio?

Alcuni obiettano “Beh, ma non puoi non sapere cosa succede nel mondo!”. Certo, ma:

  • il mondo non è solo il brutto di cui i mass media ci convincono, è anche tanto altro, di bello. Perchè di quello non si parla?
  • cosa ancora c’è da sapere sulle cose brutte del mondo? Che differenza fa conoscere l’ennesimo caso di ruberia in politica, o di omicidio macabro in famiglia?
  • quanto conoscere il mondo brutto contribuisce a rendermi protagonista attiva di un mondo bello, quanto incendia la mia voglia di fare, il mio entusiasmo, la mia creatività, la mia capacità di contribuire a un mondo migliore? Io non dico “non guardate la TV, non ascoltate la radio”. Dico: “OSSERVATE l’effetto che certe notizie hanno su di voi, e SCEGLIETE se accoglierle, o usare la forza della vostra attenzione per nutrire altro”.

E TU, cosa ti accende? E cosa ti spegne? Quanto accendi il bello e spegni il brutto nella tua vita? Scrivilo nei commenti qui sotto!

Risonanza

Oggi sono andata a correre, e come mio solito ho poi dedicato più di mezz’ora alla mia pratica arborea. Che ogni volta mi sorprende con nuove esperienze, nuove riflessioni, nuove comprensioni.

Oggi la mia attenzione è stata attratta dalla ricerca del “giusto modo” di stare nel mio movimento e con l’albero, nel modo in cui il mio tronco si articolava con il tronco dell’albero, e i miei rami-braccia con i suoi rami, e le mie radici-piedi con la terra.

“Giusto modo” in che senso?

La mia sensazione è che mi sto muovendo e articolando in modo giusto nei confronti del mondo, quando sono in risonanza con il mondo, con quella sensazione che il mio movimento sia talmente “CON” (con-vibrante con-sonante, armonizzato…), da essere quasi invisibile, leggero, indipendente ma in relazione.

Non è un “giusto” assoluto, è un “giusto” relativo, relativo al contesto.

E’ la qualità di quel movimento che è benessere, che è massaggio, che è sensazione, e che nasce nel passaggio dal muoversi in natura, al muoversi CON la natura, al muoversi ESSENDO natura, parte di.

Accade quando smetto di sbattere contro il mondo e le sue cose, e mi guardo da fuori, e mi accorgo che io non sono in assoluto, ma sono sempre in relazione a. E lì, nell’accorgermi che non c’è solo la mia bolla, nasce la relazione con.

E’ questo il momento in cui la mia presenza si fa trasparente, invisibile. Perchè rarefatta è la mia pelle, con le maglie allargate ad accogliere dentro il fuori, così larghe da aver perso i confini, aprendoci alla risonanza completa dentrofuori.

In questo stato dell’essere, il mio movimento suscita un benessere profondo, direi quasi “cellulare”, perchè la sensazione è proprio che le mie cellule dicano “uh che bello…. che pace…. pace con le cose… pace con il tempo…. muoversi con anzichè contro…. aaaaah……”.

Risonanza

La risonanza che viene prima, è durante, e svanisce subito, appena il pensiero logico riconquista il territorio.

La danza, mia calligrafia invisibile che disegna esperienze e ascolti, li trasferisce fra corpi, ventri, dentri e fuori. (sì, volevo proprio scrivere dentri!)

Il mio essere arboreo risuona con l’essere arboreo che accoglie il mio andare, rendendomi ampia e lenta.

Lenta come la linfa, che d’inverno riposa, mentre sogna il prodigioso risveglio che la attende a primavera.

E tu? Quando ti senti più vivo e risonante? Scrivilo qui sotto, condividiamo le nostre esperienze!

Calendario esperienze di ascolto 2014

Eccoci finalmente con le prime date per le prossime esperienze di ascolto in natura (ma non solo!) in programma per il 2014!

Presto definiremo anche i dettagli di un workshop residenziale di 3 giorni fra Giugno e Luglio, tutto dedicato all’ascolto in natura. Scriveteci per avere uno sconto esclusivo riservato agli iscritti al Blog!

A parte l’incontro di ascolto della Città, tutti gli altri incontri fanno parte del ciclo  ARBOREA – Entriamo nel respiro degl alberi.

Tutte le esperienze sono gratuite e aperte a tutti, ma è necessario annunciare la propria presenza entro il giorno precedente alla data dell’esperienza, scrivendo un’email a diana

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, Sabato 22 Marzo, ore 16.30-18.30: Entriamo nel respiro degli alberi e nel movimento dell’acqua.

Esperienza di ascolto degli alberi e dell’Acqua con Diana Tedoldi ai Giardini pubblici di Porta Venezia (Milano, metro Palestro o Porta Venezia).

Dove e quando: Appuntamento ore 16.15 di fronte all’ingresso del PAC (Padiglione Arte Contemporanea, Via Palestro 14). Raccomandiamo la puntualità, per poter iniziare tutti insieme l’esperienza alle 16.30. Vestiti comodi, che non temono il contatto con l’erba e il tronco umido degli alberi.

In occasione della Giornata Mondiale della Terra, Martedì 22 Aprile, ore 17.30-19.30: ARBOREA – Entriamo nel respiro degli alberi

Esperienza di ascolto degli alberi con Diana Tedoldi al Parco Nord (Milano – Sesto San Giovanni).

Dove e quando: Appuntamento ore 17.15 di fronte alla Cascina Centro Parco (Parco Nord di Milano, Via Clerici 150, Sesto San Giovanni, MI). Raccomandiamo la puntualità, per poter iniziare tutti insieme l’esperienza alle 17.30. Vestiti comodi, che non temono il contatto con l’erba e il tronco umido degli alberi.

In occasione dell’imminente estate e dell’arrivo della stagione del raccolto, Sabato 31 Maggio, ore 16-18.30: Arborea – Entriamo nel respiro degli alberi da frutto

Nel frutteto di campagna a Treviglio (BG). Esperienza di ascolto degli alberi da frutto con Diana Tedoldi. Coglieremo insieme i frutti della pratica dell’ascolto in natura, allargando le maglie della nostra percezione, spalancando i sensi, facendo leggero il pensiero e denso il corpo, affondando i nostri piedi-radice nella terra e allungando i nostri rami-braccia verso il cielo. L’esperienza è riservata a un massimo di 15 persone. — NON CI SONO PIU’ POSTI DISPONIBILI, IL GRUPPO è GIA’ FORMATO! —

Dove: Completando la registrazione via email, riceverete indirizzo e istruzioni per l’arrivo. Vestiti comodi, che non temono il contatto con l’erba e il tronco umido degli alberi.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, Giovedì 5 Giugno, ore 17.30-19.30: City – Entriamo nell’ascolto della Città

Esperienza di ascolto della città, dei suoi flussi, suoni, spazi e ritmi, con Diana Tedoldi. Due ore per entrare nell’esperienza della metropolitana, delle strade, del traffico e delle persone da un punto di vista privilegiato: quello di chi è in ascolto, sgombro, aperto e attento, presente a 360°, risonante. Potremo incontrare un nuovo modo di percepire gli spazi del nostro quotidiano andare e vivere, e trasformarlo in consapevolezza che respiro, morbidezza, testimonianza vibrante di vita. L’esperienza è riservata a un massimo di 15 persone. — NON CI SONO PIU’ POSTI DISPONIBILI, IL GRUPPO è GIA’ FORMATO! —

Dove e quando: Appuntamento ore 17.15 di fronte all’ingresso del PAC (Padiglione Arte Contemporanea, Via Palestro 14). Raccomandiamo la puntualità, per poter iniziare tutti insieme l’esperienza alle 17.30. Dopo un primo momento di centratura e ascolto ai Giardini Pubblici di Porta Venezia, ci avventureremo in ascolto di Corso Buenos Aires ed entreremo poi insieme in metropolitana, per raggiungere insieme il Capolinea della linea rossa Bisceglie dove si chiuderà l’esperienza. Ognuno faccia in modo di avere già con sé un biglietto della metropolitana valido per viaggiare. Vestiti quotidiani, anche i tacchi a spillo (se ci siamo abituati!) vanno bene.

In occasione delle notti piene di lucciole nelle nostre campagne, Sabato 14 Giugno, ore 21-22.30: Arborea –

IN COLLABORAZIONE CON LEGAMBIENTE BASSA BERGAMASCA E GRAZIE AL SUO SUPPORTO!

Esperienza di ascolto della notte, delle lucciole e del bosco con Diana Tedoldi al Bosco del Castagno di Castel Cerreto, Treviglio BG. Per un’educazione al sentire ecologico che non passa dalla testa, dalle informazioni, ma sboccia dal cuore, e fiorisce nel nostro gesto gentile, mentre va incontro alla Natura, alla nostra natura, quella dentro, e quella fuori.

Dove e quando: Bosco del Castagno, Castel Cerreto frazione di Treviglio, BG). Appuntamento ore 20.45 di fronte al Bar Mauro (piazza Don Boffi, Castel Cerreto, Treviglio BG). Raccomandiamo la puntualità, per poter iniziare tutti insieme l’esperienza alle 21. Vestiti comodi, che non temono il contatto con l’erba e il tronco umido degli alberi.

Benvenuti!

L’importante è avere un sogno, e poi scommetterci la vita. (“Vorrei”, canzone de I Luf e dedicata a Peppino Impastato).

Sono Diana Tedoldi, e da 20 anni vivo l’ascolto come opportunità di costruire la nostra presenza, in ascolto di noi stessi, degli altri e del mondo.

In un’epoca in cui tutto si fa virtuale e si smaterializza con una rapidità che ci consuma, io vado indietro verso la terra, con i piedi nelle zolle e gli occhi verso l’orizzonte più ampio, a riconquistare fiducia e piantare i sogni nella terra fertile della nostra natura profonda.

Creo ambienti di apprendimento e condivisione dove le persone entrano in risonanza con la bellezza che c’è, ovunque, ma che i nostri occhi non sono più allenati a cogliere.

E da questo stato di presenza, ascolto e risonanza con la bellezza, generiamo un’onda di passione e fiducia che fa sbocciare le nostre risorse, radicare i nostri talenti, e fiorire al nostro potenziale, mettendolo in risonanza con gli altri e con il mondo.

Siamo tutti troppo belli per farci congelare dalla paura e dagli orrori di cui i mass media ci inondano ogni giorno!

Meritiamo uno spazio dove incubare fiducia e passione, e questa mia casa online vuole ospitare proprio questo slancio verso, con.

VERSO, CON.

Verso – perchè avere una direzione, un senso, è ciò che dà forma e sostanza al nostro viaggio.

CON gli altri, e con gli altri nel cerchio più ampio del mondo – perchè nessuna impresa è mai nata da un uomo o da una donna soltanto. Insieme è più che da soli.

Che ne pensi? Cosa ti risuona?

Scrivimelo qui sotto nei commenti! Sarò felice di leggerti, ma ancora di più di incontrarci in una delle prossime esperienze di ascolto.

Il codista: quando l’ascolto ti fa inventare un lavoro.

Lavorava da 3 anni come responsabile commerciale di una società di abbigliamento, che ha deciso di chiudere in Italia e trasferirsi all’estero. Così Giovanni Cafaro di Milano si ritrova senza lavoro a 42 anni.

Il primo codista d’Italia!

500 curriculum inviati ad altrettante società in cerca di un nuovo lavoro coerente con la sua esperienza in marketing e la sua laurea in scienze della comunicazione: “No grazie, troppo qualificato, non sapremmo darle una posizione adeguata….”.

E anziché riconoscersi nella storia di vittimismo, sfiducia e pessimismo di tante persone colpite dalla crisi, decide di fidarsi di una brillante intuizione, e affidarsi completamente allo slancio imprenditoriale che ne è nato.

“Ero in coda alle Poste, e ho notato che tutte le persone intorno a me erano scontente e nervose, per i lunghi tempi di attesa in coda. Ho pensato che poteva diventare un lavoro!”.

Non ha permesso che la razionalità smontasse quella che poi si è rivelata una brillante intuizione: Giovanni si è messo in ASCOLTO delle persone e del mondo intorno a lui, è entrato in RISONANZA con una specifica onda (la scontentezza per le lunghe code agli sportelli pubblici!), ha INTERCETTATO un bisogno non manifesto e lo ha trasformato in un nuovo mercato, cui nessuno prima aveva mai pensato (INNOVAZIONE DI PRODOTTO e RIVOLUZIONE DI PENSIERO).

A quel punto poteva smontare la sua intuizione con la solita marea di dubbi che la nostra razionalità ci mette davanti: la gente riderà di me? Ma dai, dopotutto che lavoro è?! E poi funzionerà davvero? Macché! Giovanni è andato avanti e con FIDUCIA e CORAGGIO si è rimboccato le maniche e CI HA PROVATO.

Ha attivato il suo SPIRITO D’INIZIATIVA, creato, stampato e distribuito un semplice volantino (ma con una frase efficace: “La tua coda allo sportello? Da oggi la prendo io!” Geniale!) distribuendolo personalmente in mano alle persone in coda in diversi uffici pubblici. E poi ha aspettato che il telefono squillasse.

Era il 10 di Gennaio. 2 giorni dopo Giovanni era già in coda per i primi 2 clienti, il 31 di Gennaio era già protagonista dei principali mezzi di comunicazione internazionali: BBC, The Guardian, Le Figaro, Le Monde, e poi la tv spagnola, olandese e così via, inclusi naturalmente tutti i quotidiani, le televisioni e le radio italiane.

Era nata un’onda che ha permesso all’idea di Giovanni di generare cerchi di RISONANZA nel mondo, contagiando le masse di entusiasmo per la sua trovata.

“Ho trovato un modo per reinventare me stesso”, mi dice Giovanni con l’entusiasmo di un avventuriero, “trasformando una consuetudine (stare in coda per sbrigare pratiche) in un lavoro. Ho pensato che le persone avrebbero anche potuto ridermi dietro… ma ho scelto di fregarmene e seguire la mia intuizione… a volte lasciamo in un cassetto le nostre brillanti idee su ciò che potremmo fare nella vita, ma è un errore: le nostre intuizioni potrebbero davvero cambiarci la vita e il nostro modo di lavorare se solo le ascoltassimo e ci fidassimo di noi stessi”.

Quali sono le competenze più importanti che deve avere un codista?

“Onestà, trasparenza e calma sono caratteristiche personali fondamentali, mentre la professionalità di un codista è fatta di organizzazione (scegliere gli orari e i giorni migliori in cui sbrigare certe pratiche

permette di risparmiare tempo e gestire con efficienza la propria giornata lavorativa) e preparazione: è importante raccogliere informazioni su pratiche e procedure da portare avanti, un lavoro preventivo che ci fa poi risparmiare tempo e muovere con sicurezza nel mare magnum della burocrazia”.

E ora cosa sogni?

“Vorrei che il lavoro prendesse talmente piede da poter aprire un’agenzia, e permettere anche ad altri di fare questo lavoro, in tutta Italia e anche all’estero”.

Insomma: pronto a colonizzare il mondo con la sua idea!

Cosa impariamo da questa fantastica storia?

  • Se perdi il lavoro non piangerti addosso, attiva invece il tuo radar, mettiti in ascolto del mondo e lascia che ti guidi a trovare una nuova idea di lavoro!
  • Attivare la nostra capacità di mantenerci curiosi con la vita, in ascolto e risonanza, ci permette di intercettare i segnali più deboli di ciò che ci circonda e trasformarli in nuove entusiasmanti idee imprenditoriali!
  • Fidarsi del nostro intuito e credere in noi stessi funziona: se sentiamo che è la strada giusta, che ci apre il cuore e il pensiero, dubbi e paure razionali possono anche stare fuori dalla porta!

Grande Giovanni!

Fra un anno sappi che ribusso alla tua porta: voglio sapere come sono andati i primi 12 mesi della tua vita da codista!

Intanto se volete saperne di più, visitate il suo sito web www.giovannicafarocodista.it

pronto per la prossima coda… magari la tua?!