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Branco dei Fans dei Luf

Trionfo primitivo per Davide Van De Sfroos a San Siro

9 Giugno 2017: Davide van De Sfroos in concerto allo Stadio di San Siro (Milano).

Fra luna piena, lupi, maschere e la presenza di ospiti speciali come Fabio Treves, il Cimino e uno sciamano Azteco, si è consumato ieri sera con Davide van De Sfroos un grande rituale collettivo con migliaia di fans da tutta Italia.

Perché l’obiettivo ieri sera non era riempire San Siro, anche se alcuni dei cosiddetti “critici musicali” (più critici che musicali!) puntano le proprie povere osservazioni sul fatto che “solo” 20.000 persone rendono San Siro più vuoto che pieno.

L’obiettivo era molto più alto, e non basato sui numeri ma sulla qualità dell’esperienza che Davide Van De Sfroos ha voluto offrire ai propri fans.

 

Il Branco - Fans Club dei Luf.

Il Branco – Fans Club dei Luf in trasferta a San Siro!

Davide voleva realizzare una grande festa, e alla grande l’ha organizzata, invitando sul palco con lui i pezzi grossi del folk rock, del blues e del country-bluegrass in Italia: I Luf, la Gnola Blues Band e gli Shiver, oltre 20 persone dedicate a dare vita e anima ai suoi brani più famosi.

davide-van-de-sfroos-concerto-san-siro-milano-9-giugno-2017-

Gran finale San Siro – Davide Van de Sfroos con I Luf, 9-6-2017.

Ma quello che io ho colto come orizzonte più ampio di questa grande festa è la dimensione antropologica e rituale, nella quale ho riconosciuto le stesse caratteristiche delle feste sacre che nelle popolazioni di interesse etnologico tuttora caratterizzano i momenti di passaggio di una comunità, con il periodico rigenerarsi della forza della comunità stessa.

San Siro - Davide Van de Sfroos

La strega della Luna Piena San Siro – Davide Van de Sfroos con gli Shiver Folk. 9-6-2017.

Dall’alba dei tempi l’uomo celebra i propri legami sociali cantando, suonando, ballando e mangiando tutti insieme. È ciò che è accaduto ieri sera a san Siro nella community dei fans di DVDS, dove il fatto di cantare, suonare, ballare e mangiare tutti insieme ha permesso alle persone di vivere un momento di profonda connessione reciproca, ma anche di liberazione emozionale e di connessione con valori eterni: quelli dell’amore, della famiglia, del coraggio, dell’amicizia, della relazione con il sacro, delle storie di chi ha superato sfide impossibili, delle cose ridicole e misteriose che affollano la nostra vita umana.

I Luf a San Siro con Davide Van de Sfroos, 9-6-2017.

I Luf a San Siro con Davide Van de Sfroos, 9-6-2017.

Gli stessi valori cantati dal Davide, il motivo profondo della sua capacità di attrarre una massa di fan di ogni età.

Le gesta cantate nella Ballata del Cimino, lo sconvolgimento del Cyberfolk, l’entusiasmo travolgente del Carnevaal de Schignan, la magia di Yanez, la malinconia e la fatica di Akuaduulza, la sacralità dello Sciamano, le memorie strazianti di Hoka Hey.

Davide sa parlare a tutti, e nello scegliere le band che lo hanno affiancato in questa grande impresa di San Siro, ha ascoltato il cuore e l’anima di tutti i suoi fan, offrendo loro la freschezza e l’energia degli Shiver, la potenza e il vigore dei Luf, che da 15 anni calcano palchi di ogni dimensione, l’intensità e la profondità dalla Gnola Blues Band.

Con gli Shiver, al suo fianco nell’ultima tournee, ha aperto lo spettacolo. La visibile emozione iniziale della giovane band ha lasciato poi spazio a disinvoltura e divertimento, interpretando con padronanza una scaletta strepitosa fatta da pezzi forti come Lo sciamano, La balada del Genesio, Televisiun, Nona Lucia, Il costruttore di motoscafi, Grand hotel, gran finale con cori da stadio (giustamente!), subito prima di passare la staffetta al branco di lupi pronti a ululare alla luna piena.

I Luf (in dialetto camuno, “I Lupi”), erano letteralmente accompagnati dal loro Branco, il nome del fans club (organizzato per l’occasione con pullman dalla Val Camonica e dalla Brianza per non mancare al grande evento) che fra striscioni e cori ha accompagnato l’esibizione del gruppo con l’affetto che solo chi canta con il cuore sa generare.

Luf con Davide Van De Sfroos

I Luf con Davide Van De Sfroos in sala prove prima del concerto del 9 Giugno 2017 a San Siro.

Nove vichinghi grandi e grossi (due di loro in kilt!) hanno riempito il palco con una potenza di suono che ha fatto saltare lo Stadio, grazie a nuovi arrangiamenti “alla Luf” realizzati ad hoc per l’occasione, per brani da veri guerrieri del folk rock.

I-Luf

I Luf.

Hanno così potuto prendere nuova vita anche pezzi che i fan di Davide Van De Sfroos desideravano da anni senza mai poterli ascoltare dal vivo come El mustru, oltre a De sfroos (travolgente apertura che ha sconvolto e coinvolto la massa di fan che saltava e pogava nel prato), El diavul, La ballata del Cimino (con il Cimino in persona sul palco con un finto grande pacchetto di sigarette sulle spalle da cui estraeva vestiti buttandoli sul pubblico, a mimare il suo tuffo nudo nel lago per fuggire alle guardie che lo ricercavano per contrabbando).

La Ballata del Cimino

La Ballata del Cimino – concerto di Davide Van De Sfroos con I Luf allo Stadio di San Siro (9-6-17). Guarda il video QUI.

E ancora I Luf con Davide van De Sfroos danno vita a Il duello, E semm partii (con un coro da brividi!), Il figlio di Guglielmo Tell (con una parte di arrangiamento in chiave reggae divertentissima e coinvolgente).

Concerto davide Van De Sfroos a san Siro, 9-6-17.

I Luf in concerto con Davide Van De Sfroos a San Siro – 9 Giugno 2017.

Fino al tripudio finale con El carnevaal de Schignan, in occasione del quale sul palco sono salite le maschere del carnevale di Schignano (che poi hanno girato fra il pubblico, generando scompiglio e sorpresa, oltre ad un mare di selfie – fra cui il mio!), a sottolineare la forte connessione del cantautore con la terra e le sue tradizioni più ancestrali. Un momento di puro teatro antropologico, di linguaggio simbolico universale e transculturale. Potente. Arcaico. Primitivo!

l Carnevaal de Schignan

El Carnevaal de Schignan – una maschera con Diana Tedoldi!

Poi lo stadio sprofonda nelle emozioni di Ventanas, 40 pass e La figlia del Tenente, con un accompagnamento quasi acustico che lascia ai fans qualche minuto di emozione più intima, prima di passare al gran finale con la Gnola Blues Band e La machina del ziu Toni, Cauboi, Il paradiso dello scorpione, Yanez, Akuaduulza, Hoka hey, Pulenta e galena fregia, Cyberfolk.

La maggior parte dei pezzi erano accompagnati dal coro di fans che dal prato alle tribune inondava tutto di voce e di emozione, in un bagno di sudore determinato non tanto dalla calura estiva, quanto dalla voglia di partecipare ballando, cantando, saltando, urlando e ridendo, per esprimere piena comunanza con il proprio vate musicale e con gli altri 20.000 fratelli tribali.

20.000 fans a San Siro per Davide Van De Sfroos.

La tribù dei 20.000 fans di davide Van De Sfroos a San Siro.

Alcune perle di pura magia hanno poi impreziosito questo set di artisti di altissimo livello.

Fra di esse, lo sciamano azteco “Pioggia di fuoco” (Xiukiauitzincheko), che ha benedetto il palco la sera prima del concerto, ed è salito on stage in occasione del suggestivo Hoka Hey.

Ma anche il puma di Lambrate, Fabio Treves, nella parte travolgente di armonica su “Il paradiso dello scorpione”, il grande padre del blues che da anni calca i più importanti palchi d’Italia (inclusa l’apertura del concerto di Bruce Springsteen al Circo Massimo di Roma nel 2016).

Sono sincera: non conoscevo bene il repertorio di Davide Van De Sfroos. E mi è spiaciuto non sapere i testi a memoria per potermi immergere nell’onda di voci che mi avvolgeva.

Ma con questo concerto mi sono innamorata della profondità dei testi, della semplicità e schiettezza del cantautore, una persona che trasmette la tranquillità dell’autenticità e della propria umile verità. La forza di essere quello che sei, niente di più e niente di meno. Un modo di essere e di vivere che ti arriva forte e chiaro guardandolo sul palco. Un atteggiamento sincero che genera libertà e leggerezza. La piena espressione di ciò che chiamo “Intelligenza Primitiva”, quell’intelligenza che viene dalla Terra e che, quando la ascoltiamo, ci fa capire chi siamo e come stare al mondo.

Davide-van-de-sfroos-san-siro-2017

Davide Van De Sfroos a San Siro durante “E semm partii”, con I Luf.

E secondo me non è un caso che il concerto sia stato fatto in Luna Piena, a testimoniare la pienezza dei risultati conquistati dal cantautore di Monza cresciuto a Como, che da 25 anni calca le scene con il suo spirito primitivo.

Gli Shiver con Davide Van De Sfroos.

Luna Piena con Strega – il bellissimo fondale del concerto di Davide Van De Sfroos con gli Shiver, sul palco di San Siro.

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Bagno di Bosco con Diana Tedoldi

Bagno di bosco il 1° Luglio nella Bassa Bergamasca

Vi aspetto per una nuova esperienza di Bagno di Bosco a Fara Gera d’Adda, nel Bosco dei Dossi, il prossimo 1° Luglio dalle 10 alle 13.

L’esperienza nasce dalla collaborazione con Menscorpore, l’associazione di Treviglio dedicata alla cura del ben-essere delle persone, con decine di percorsi attivi, e deriva direttamente dallo Shinrin-Yoku, il bagno di foresta praticato in Giappone sin dagli anni ’80.

Numerose ricerche dimostrano i benefici di esperienze di ascolto e contemplazione in relazione con l’ambiente naturale, il bosco in particolare. Scopri qui il contenuto del corso online che ho recentemente tenuto per Greenme.it, il portale italiano di riferimento per gli amanti dle vivere sano ed ecologico.

Incontreremo il nostro lato più selvatico attraverso pratiche di consapevolezza basate su respiro, silenzio, camminare in ascolto,  attivazione sensoriale, sapere intuitivo, creazione musicale in relazione con gli elementi naturali.

Ritroveremo la nostra connessione con il respiro della terra nel profumo delle foglie, nel silenzio del vento, nell’incanto dei colori delle stagioni.

Celebreremo la bellezza e la forza di sentirci insieme, noi e il bosco, come un’antica tribù, risvegliando la nostra intelligenza primitiva e collettiva.

Esploreremo insieme alcuni semplici pratiche di Nature Coaching ed Ecoterapia, che puoi approfondire anche ascoltando i miei webinar su Youtube a questi link:

Scoprite di più sul Bagno di Bosco guardando il mio video sulla connessione con gli alberi, a questo link.

Webinar - Come connettersi con gli alberi.

Webinar su Youtube con Diana Tedoldi sulla connessione con gli alberi.

 

L’esperienza è aperta a tutti, con contributo libero.

Cliccate su questo link per tutti gli approfondimenti, la descrizione completa dell’esperienza e l’indirizzo dell’appuntamento.

Vi aspetto!

Diana Tedoldi

 

PS: se vuoi scrivimi a contatto@intelligenzaprimitiva.it per avere informaizoni direttamente da me!

PS2: a Gennaio 2018 partirà la prima formazione sul nature Coaching, imparando a guidare esperienze individuali e di gruppo di connessione con la natura. Maggiori informazioni presto in uscita sul mio sito web personale www.dianatedoldi.com.

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Ecoterapia e nature coaching: nuovo corso online

Con 500 iscritti al corso e 104 partecipanti alla diretta web, il 20 Settembre 2016 ho tenuto il primo corso online gratuito sul tema “Ecoterapia: benessere per noi e per il pianta“: un’introduzione al mondo dell’ecopsicologia, dell’ecoterapia, del nature coaching e della connessione con gli alberi.

L’8 Novembre abbiamo fatto il bis, con un nuovo corso online gratuito, sul nature coaching: altri 500 iscritti e più di 150 partecipanti alla diretta web: sono stata proprio felice!

Clicca qui per avere le slide della presentazione che ho usato durante il corso e iscriverti al prossimo corso in 4 incontri online gratuiti, tutti i martedì di Novembre alle 21, più il primo martedì di dicembre, sempre alle 21!  Lasciandoci la tua email, se non puoi partecipare ti invieremo la registrazione del webinar, per ascoltarlo quando preferisci.

Ecco il programma dei 4 incontri:

  • 15-11-16: Ecoterapia: benessere per noi e per il pianeta.  Approfondiremo cosa è l’ecoterapia, come si differenzia dal nature coaching e dall’ecopsicologia, come formarsi per diventare ecoterapeuti e condividerò alcune semplici pratiche ecoterapiche che potrete fare subito, da soli, per ritrovare il vostro benessere nella quotidianità. (Questo webinar è il REPLAY LIVE del corso andato in onda per GreenMe lo scorso 20 Settembre).
    Richiedi QUI le slide del corso.
    Clicca qui il 15-11-16 alle 21 per partecipare al corso.
  • 22-11-16: Nature deficit disorder: cosa è il disturbo da mancanza di natura, come prevenirlo e come curarlo, per voi stessi e in famiglia. Cosa è l’amnesia ecologica e come tutti ne siamo soggetti, e le più recenti ricerche scientifiche che dimostrano gli effetti benefici della natura sul nostro benessere, sulla qualità della vita e sulle nostre relazioni.
    Clicca qui il 22 Novembre alle 21 per partecipare al corso.
  • 29-11-16: Tree connection: come connettersi con gli alberi e la loro forza. Cose da fare (e cose da non fare!). Come fare un bagno di foresta (Shinrin Yoku) e le ricerche che dimostrano il beneficio dei bagni di bosco o di foresta sul nostro benessere personale.
    Clicca qui il 29 Novembre alle 21 per partecipare al corso.
  • 6-12-16: Nature coaching: ripeteremo il webinar dell’8 Novembre che ho tenuto per GreenMe, per tutti quelli che si erano iscritti ma poi non hanno potuto partecipare. Parleremo di cosa è il Nature Coaching, chi è il nature coach, come diventarlo. Al termine della presentazione condivideremo con voi 3 pratiche per imparare ad ascoltare la natura e connetterci con gli elementi naturali, per trovare soluzioni alle nostre difficoltà quotidiane (sovraccarico mentale, stress, ansia).
    Clicca qui il 6 Dicembre alle 21 per partecipare al corso.

Restate aggiornati anche via Facebook, cliccando Mi Piace sulla pagina di Intelligenza Primitiva!

Una pioggia di domande alla fine dei webinar del 20 Settembre e dell’8 Novembre mi ha permesso di dare riscontro a questa ondata di interesse per un tema nascente in Italia, e ancora molto giovane in generale nel mondo.

Nonostante l’ecopsicologia sia nata già negli anni ’90 del secolo scorso (Roszak, Gomes e Kanner, 1995), e il termine ecoterapia esista da 20 anni (Clinebell, 1996), la professione dell’ecoterapeuta è ancora in fase di definizione e focalizzazione.

Ed è proprio questo ciò di cui vogliamo occuparci: stiamo dando vita a un collettivo che farà nascere l’Associazione Italiana per l’ecoterapia, la wilderness therapy, l’adventure therapy e il coaching in natura.

Sarai dei nostri?

Se ti interessa il tema, hai competenze specifiche da offrire nell’aiutarci a definire standard qualitativi per la formazione, la definizione delle competenze e delle aree di pertinenza dell’ecoterapeuta, scrivimi a contatto@intelligenzaprimitiva.it e parliamone.

Nel 2017 abbiamo anche in programma quattro ambiziosi progetti:

  • La nascita della prima scuola triennale ECO-SOMA (orientamenti opzionabili: counselling a orientamento ecopsicologico, ecoterapia e danzaterapia). Se ti interessa avere più informazioni, scrivimi.
  • Il lancio della Daily Nature Academy, un portale online (in lingua inglese), attraverso cui veicolare articoli, ricerche, esperienze e percorsi inerenti ad ecopsicologia, ecoterapia e coaching in natura. Se vuoi contribuire con articoli o idee, scrivimi!
  • Una nuova formazione internazionale di coaching in natura, in modalità mista online e LIVE, con una settimana finale di esperienza in natura nelle Isole Eolie, fra terra, mari, venti e Vulcani (Estate 2017).

Ti aspetto!

Nel pieno dell’autunno, un abbraccio di foglie e colori.

Diana Tedoldi

contatto@intelligenzaprimitiva.it

Nature coaching

nature coaching webinar

 

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yoga degli alberi

Cosa è lo Yoga degli Alberi

COSA E’ LO YOGA DEGLI ALBERI?

Lo Yoga degli alberi è una pratica di movimento consapevole che nasce dall’incontro fra Yoga, Mindfulness, ecopsicologia, biomimetica e neuroscienze.

E’ stato ideato da me, Diana Tedoldi, dopo oltre 15 anni di Hatha Yoga, 20 anni di esperienze di ascolto e connessione con la natura, applicando principi di zen e mindfulness alla relazione con il corpo e con gli alberi, il ritmo delle stagioni e gli elementi naturali.

Negli ultimi 15 anni in particolare, ho praticato con gli alberi del mio giardino quasi ogni giorno, con qualsiasi meteo, neve, pioggia e grandine incluse, Natale e Capodanno inclusi (!), a piedi nudi o con 3 paia di calzettoni di lana in inverno, per non perdere il piacere del piede in connessione con la terra.

Anno dopo anno ho forgiato un approccio, un insieme di indicazioni per avvicinare le persone agli alberi, per entrare nel loro respiro, e da lì trovare una grande centratura, una grande presenza e apertura, la leggerezza del pensiero, la calma mentale che mi ha insegnato a guardare alle cose della vita e alle difficoltà quotidiane con un’attitudine gentile, serena, non più in lotta ma in ascolto e comprensione.

Posso sinceramente dire che per me questa pratica è diventata uno stile di pensiero e di vita, un modo di ascoltare l’esperienza e auto-aiutarmi ad affrontare le difficoltà, scoprendo nella connessione con la natura intorno a me, la connessione con la mia propria natura.

Questo è forse il risultato più importante che ho raggiunto: un modo per orientarmi nelle cose della vita, e principi semplici e universali con cui coltivare la pace e la bellezza nella relazione con me stessa, con gli altri e con la terra.

Il tutto, a partire dal corpo, e dall’ascolto consapevole del movimento nella relazione con gli alberi.

Perchè il nostro cervello è progettato per gestire il corpo, la sua funzione è proprio governare il movimento.

E se vogliamo pensare bene, e avere a nostra disposizione la più ampia gamma di possiblità di pensiero e quindi di comportamento (e quindi la più ampia gamma di risposte possibili alle sfide della vita) dobbiamo avere un’ampia gamma di possibilità di movimento, e saperci muovere in ascolto, con tutto e con tutti.

Con lo Yoga degli Alberi, si inizia appunto dall’ascolto di sè, attraverso pratiche di movimento, posture e gestualità ispirate dagli esseri vegetali, per arrivare all’ascolto dell’altro (l’albero, che diventa metafora delle altre persone con cui mi relaziono) e infine all’ascolto della nostra relazione all’interno dell’orizzonte più ampio che ci circonda: la natura.

Così lo Yoga degli Alberi parte dal corpo per sintonizzare prima l’io con il noi, e sintonizzare poi il noi con il mondo, affinando l’intonazione del mio modo di muovermi in relazione con tutto ciò che mi circonda, sviluppando la mia capacità di flessibilità e adattamento alle diverse condizioni di esperienza.

E’ un allenamento personale che parte dal risvegliare il corpo e i sensi in relazione con la natura, e diventa pratica di vita e stile di pensiero, danzando fluidamente con il movimento della vita, in sintonia con la bellezza e l’armonia che appartiene in essenza al mondo naturale.

Ma vediamo quindi cosa c’entrano in tutto ciò lo yoga, la mindfulness, le neuroscienze, la biomimetica e l’ecopsicologia.

YOGA DEGLI ALBERI E… YOGA

Circa 20 anni studiavo il bellissimo libro di Mircea Eliade “Lo Yoga e l’Immortalità”, e lì ho scoperto che il termine Yoga deriva dalla radice “yuj“, che significa “unire” (da cui il latino “iungere”, che significa appunto unire, legare).

Come riporta Wikipedia:

Da qui il significato, posteriore, di yoga come insieme di tecniche anche meditative aventi come scopo l'”unione” con la Realtà ultima e tesa ad “aggiogare”, “controllare”, “governare” i “sensi” (indriya) e i vissuti da parte della coscienza.

Così, nello Yoga degli alberi, le pratiche proposte hanno lo scopo di favorire nelle persone la percezione della propria unità e integrità, allargando gradualmente questa percezione alla natura intorno a noi, e trasformando quindi questa esperienza in un’attività di nature connection (connessione con la natura).

Le esperienze proposte integrano quindi:

  • sequenze di movimento ispirate alle forme degli alberi (sambuco, pino silvestre, melo, faggio, platano, pioppo ecc.) e ai processi vitali degli alberi (espansione e contrazione, verticalità e radicamento, fluire ascendente e discendente, immobilità ecc.);
  • esplorazioni più libere di movimento, ascolto e sintonizzazione con la propria intelligenza somatica, riscoprendo la semplicità e la naturalezza del movimento e della possibilità di benessere a partire dall’ascolto corporeo;
  • camminate in ascolto;
  • pratiche di attivazione sensoriale;
  • pratiche di respiro, ascolto e meditazione in movimento o camminando.

YOGA DEGLI ALBERI E… MINDFULNESS

Molto prima che negli anni ’70 si desse il nome di mindfulness a quell’insieme di pratiche che oggi va sotto questo nome, esisteva lo zen, ed esistevano pratiche transculturali di meditazione, di contemplazione e di consapevolezza che oggi potremmo senz’altro definire Mindfulness.

Su questo mi sono allenata fin da prima dei miei 20 anni, con la guida di persone che sono per me state un riferimento, e una guida, alla scoperta della nostra naturale capacità e innata possibilità di orientarci nel mondo e stare bene al mondo, nel mondo, con il mondo.

Ecco la definizione di Mindfulness che troviamo in Wikipedia:

Il concetto di Mindfulness deriva dagli insegnamenti del Buddismo (Vipassanā), dello Zen, e dalle pratiche di meditazione Yoga, […] Mindfulness è una modalità di prestare attenzione, momento per momento, nell’hic et nunc, in modo intenzionale e non giudicante, al fine di […] raggiungere […] una maggiore consapevolezza della propria esperienza che comprende: sensazioni, percezioni, impulsi, emozioni, pensieri, parole, azioni e relazioni.

La mindfulness entra quindi nello Yoga degli Alberi come pratica di consapevolezza e di attenzione, illuminando il corpo e la relazione con la natura attraverso il nostro ascolto, per costruire la nostra capacità di presenza, qui e ora, al 100% di ciò che siamo.

YOGA DEGLI ALBERI E… NEUROSCIENZE

Il processo di brain patterning (formazione di schemi e circuiti neurali) è determinato dagli input sensoriali.

Ciò significa che maggiore è la ricchezza della nostra sensorialità, maggiore è la ricchezza di soluzioni, creatività, possibilità di comportamento.

Nello Yoga degli alberi le pratiche di attivazione sensoriale mirano proprio a

Riportare vita ai sensi, e senso alla vita.

Recuperando la centralità della nostra intelligenza somatica, risvegliamo la naturale vitalità del nostro corpo e quindi di noi stessi, nella nostra integrità.

Ma le neuroscienze ci hanno anche permesso di comprendere l’effetto benefico del movimento, delle esperienze di connessione con la natura, della meditazione, della meditazione accompagnata dal suono e delle pratiche di consapevolezza, svelando quanto impattino positivamente aspetti cruciali del nostro benessere:

Le pratiche di movimento, meditazione e contemplazione dello Yoga degli Alberi favoriscono il rilassamento mentale, lo svuotamento del pensiero, il rallentamento del ritmo veloce a cui ormai, spesso inconsapevolmente, siamo abituati nelle nostre vite metropolitane e tecnoclogiche.

La connessione con la natura è una forma di nutrimento profondo, che nessun altra esperienza può sostituire. Stiamo iniziando a capire che per stare bene non basta mangiare bene, fare sport e dormire bene: occorre anche avere una relazione armoniosa con la natura intorno a noi. – Jon Young

YOGA DEGLI ALBERI E… BIOMIMETICA

La Biomimetica (dal greco “bios”, vita” e “mimesis”, imitazione) è finora principalmente conosciuta per aver copiate dagli animali o dai vegetali alcune soluzioni a problemi di design, in ambito tecnologico e architettonico: ad esempio, i robot mandati in esplorazione su altri pianeti sono stati costruiti copiando la struttura corporea dei ragni, il velcro nasce dallo studio della tecnologia di alcune piante per disseminare i propri semi.

Ma negli ultimi anni la biomimetica sta prendendo la forma per me più appassionante: lo studio dei sistemi viventi animali e vegetali e il trasferimento delle loro strategie organizzative e di problem solving alle organizzazioni umane.

Ad esempio, il trasferimento dell’organizzazione della migrazione delle oche selvatiche ai gruppi di lavoro aziendali e ai modelli di leadership organizzativa, oppure l’intelligenza sistemica dei banchi dei pesci per comprendere il comportamento delle masse.

Nello Yoga degli Alberi la biomimetica fonda la costruzione stessa delle sequenze di movimento che vengono proposte, e che sono ispirate proprio dai movimenti vitali degli esseri vegetali:

  • contrazione ed espansione
  • radicamento e verticalizzazione
  • rotazione
  • apertura
  • uso delle leve
  • flussi ascendenti e discendenti
  • lentezza del movimento
  • immobilità.

Inoltre, lo Yoga degli Alberi si lascia ispirare dal ciclo delle stagioni e dai ritmi vitali delle piante, proponendo quindi movimenti, posture e gestualità diverse a seconda della stagione in cui si pratica.

Un profondo allenamento, dunque, a ritrovare la connessione con il tempo ciclico, con il suo effetto rassicurante e contenitivo rispetto alle umane ansie di corsa rettilinea verso un futuro ignoto e lontano.

YOGA DEGLI ALBERI E… ECOPSICOLOGIA

L’ecopsicologia nasce all’inizio degli anni ’90 come studio della relazione fra esseri umani ed ambiente naturali, in coincidenza con un rapido declino dei parchi e delle aree verdi cittadine negli Stati Uniti e con la corrispondente osservazione dell’aumento di problematiche psicologiche nelle persone con ridotta esposizione ad ambienti naturali.

Come dentro, così fuori. E come fuori, così dentro.

In questo mio adattamento di una delle leggi di Ermete Trismegisto, si fonda la mia visione dell’ecopsicologia: quello che facciamo alla natura, lo facciamo a noi stessi, e viceversa.

Quello che accade alla terra, accade a noi stessi.

Quanto il consumo di suolo, e la cementificazione selvaggia, ci parla del modo in cui la nostra specie sta cementificando la propria vitalità? I palazzoni di cemento, li abbiamo dentro. Dobbiamo averli dentro, per portarli fuori. Tutto ciò che agiamo nel mondo, ce lo dobbiamo avere prima dentro.

La terra inquinata da immondizia e scorie di ogni tipo, parla dei nostri corpi inquinati di tossine e farmaci. Le acque inquinate delle nostre falde, parlano dell’inquinamento dei nostri sentimenti, delle nostre emozioni disturbate.

L’ecopsicologia ci insegna che tutto è interrelato, che siamo tutti interconnessi, fra di noi esseri umani, e noi umani con le altre specie e con l’ecosistema terrestre tutto intero.

Così, nella pratica dello Yoga degli Alberi, impariamo a muoverci con l’albero con quel rispetto, quella presenza e quell’ascolto che ci servono poi in tutte le altre condizioni di vita. Impariamo a essere 100% con noi stessi, e 100% con l’altro, e insieme 100% con l’abiente intorno a noi, ricercando la possibilità di un movimento rotondo, organico, che non disturba ma che anzi nutre, e lascia più risorse di quante ne trova.

Lo Yoga degli Alberi diventa così la possibilità di scoprire e conoscere la nostra natura più profonda, attraverso la relazione con la natura intorno a noi, in un processo di mutuo nutrimento e crescita, che ci permette di diventare protagonisti viventi di una nuova cultura rigenerativa – che lasci cioè più risorse di quante ne trova, per il bene nostro, e delle generazioni future.


Ti aspetto a scoprire insieme questa bellissima e rigenerante pratica, Sabato 4 Giugno, dalle 15.30 alle 1830, a Treviglio, immersi nella campagna e nel silenzio.

Scrivi a contatto@intelligenzaprimitiva.it per tutti i dettagli.

Benessere in connessione con la natura: una pratica da fare subito

Da Gennaio 2016 Intelligenza Primitiva ha stretto una partnership con Menscorpore, associazione di Treviglio (BG) dedita alla diffusione delle pratiche di consapevolezza e di benessere, con molti percorsi e conferenze davvero interessanti e formatori di eccellenza.

Vi invito quindi a leggere il mio ultimo articolo, scritto per il Blog di Menscorpore, di cui riporto l’incipit di seguito, e a partecipare alla CONFERENZA ESPERIENZIALE, GRATUITA E APERTA A TUTTI, DI VENERDì 29 GENNAIO ALLE 21, per continuare a parlare insieme di ecopsicologia, di ecoterapia e di tutte le pratiche di benessere in connessione con la natura.
Per risvegliare la nostra naturale capacità di stare bene al mondo, nel mondo, con il mondo.

Il tutto è in collaborazione con Legambiente Bassa Bergamasca, che ringrazio sempre per le belle cose che facciamo insieme!

legambiente_logo

Benessere in connessione con la natura: una pratica da fare subito

Di Diana Tedoldi

Negli anni ’80 si pensava che bastasse mettersi ai fianchi una cintura di gomma e attivare il “vibromassaggiatore” (mia mamma ne aveva uno!) per dimagrire. Oggi sappiamo che per uno stile di vita sano occorre seguire corretti principi di alimentazione, fare attività fisica, riposare bene e prenderci cura della nostra vita emotiva e relazionale. Ma tutto questo non basta.

La ricerca scientifica negli ultimi anni ha prodotto numerosi studi volti a dimostrare il benessere profondo generato dal recupero della nostra connessione la natura (molti di essi vertono sul mondo infantile), corroborando così il nostro innato orientamento verso la “biofilia”, termine usato già da Aristotele, recuperato da Fromm e tornato prepotentemente alla ribalta in tempi più recenti. La biofilia (dal greco: phillia, amicizia, amore e bios, vita) è la naturale propensione degli esseri umani a generare legami di amicizia e affiliazione con gli altri esseri viventi. È un’attitudine innata generata attraverso milioni di anni di evoluzione in relazione con la natura e le altre forme di vita: organismi, specie, habitat. La cooperazione (non la competizione) fra specie diverse è il cuore degli ecosistemi, dove la differenza è un vantaggio competitivo, la collaborazione inter-specie una risorsa e l’ingaggio plurisensoriale nell’esperienza una necessità per la sopravvivenza.

Oggi le neuroscienze ci dimostrano che il brain patterning (cioè la costruzione di nuove piste neuronali e schemi cerebrali, che danno vita ad azioni, atteggiamenti, pensieri e comportamenti) si fonda sugli input sensoriali. Quindi: maggiore è la ricchezza della nostra esperienza sensoriale, maggiore è la ricchezza dei nostri … LEGGI TUTTO!


 

Lunedì primitivi – nuovo ciclo di webinar

4 Lunedì per 4 webinar sull’intelligenza primitiva nella nostra vita quotidiana

4 incontri online di un’ora e mezzo ciascuno, il lunedì dalle 21 alle 22.30, per imparare a sviluppare la nostra intelligenza primitiva nella vita personale e sul lavoro. E se non potete partecipare, riceverete i file audio e video comodamente via email, per poter fare il corso quando più vi è comodo.

18 Maggio: Cosa è l’intelligenza primitiva e come usarla per riparare la nostra cultura. In questo webinar vedremo insieme cosa è l’intelligenza primitiva, e perchè è la competenza indispensabile per costruire un futuro sostenibile, rigenerativo e prospero. Vedremo insieme i principi e i riferimenti teorici alla base delle pratiche di sviluppo dell’intelligenza primitiva (antropologia, ecopsicologia, connessione con la natura, ecologia profonda, filosofia pratica della natura, danzaterapia, musicoterapia e lavoro sugli stati di coscienza). Comprenderemo come questa forma di intelligenza integrata con l’ambiente e la società rappresenti la chiave di costruzione per il benessere di ognuno di noi, della collettività e della biosfera.

25 Maggio: L’intelligenza primitiva nel benessere personale quotidiano. In questo webinar condividerò con voi alcune pratiche quotidiane di connessione con la nostra intelligenza primitiva, da fare a casa, sul lavoro o nel tempo libero, in natura o meno. Lo scopo è dotarvi di un insieme di strumenti da utilizzare per sostenere e sviluppare il vostro benessere quotidiano e la vostra crescita personale.

1 Giugno: L’intelligenza primitiva e il disturbo da mancanza di natura. In Italia se ne parla solo da pochi mesi, mentre all’estero è dai primi anni del 2000 che numerosi studi e ricerche scientifiche indicano come la deprivazione di esperienze in ambienti naturali sia all’origine di numerosi e sempre più diffusi disturbi della personalità e del comportamento che sono tipici della nostra società post moderna (ad esempio: depressione, ansia, disturbi dell’attenzione e dell’apprendimento, iperattività, difficoltà nella gestione delle emozioni e delle relazioni). Comprenderemo quindi insieme cosa si intende per “disturbo da deprivazione di natura”, e impararemo come è possibile prevenirlo e curarlo, per noi stessi, in famiglia e nella crescita dei nostri figli.

8 Giugno: L’intelligenza primitiva sul luogo di lavoro. In questo webinar affronteremo il tema di come usare la nostra intelligenza primitiva nelle relazioni di lavoro e nel riprogettare il nostro spazio lavorativo, al fine di sostenere il nostro benessere anche nel contesto professionale. Vedremo anche insieme come usare l’intelligenza primitiva nei processi di cambiamento organizzativo, nei percorsi di sviluppo delle competenze manageriali, per sviluppare la nostra leadership, la nostra capacità di ascolto e comunicazione, la capacità di cooperazione nei gruppi di lavoro.

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IN REGALO PER CHI SI ISCRIVE ENTRO IL 15 MAGGIO:

L’intelligenza delle piante: come connetterci con la saggezza degli alberi”.

Un’ora aggiuntiva di formazione online, solo per gli iscritti ai Lunedì Primitivi che sono anche iscritti alla mia newsletter e ai miei canali Facebook! Non sei iscritto alla newsletter di Intelligenza Primitiva? Clicca qui e registrati in un click.

Quanto costa: ogni webinar costa 14 euro.

Come iscriversi: Iscriviti da questo link.

Come partecipare: una volta iscritto, riceverai i link per connetterti alla diretta web nelle date indicate.

E se non sono libero in queste date? Nessun problema! Chi si iscrive riceverà la registrazione e tutti i materiali formativi, via email, per scaricarli e visionarli con comodo quando vi è più opportuno.

Vi aspetto!

Diana Tedoldi

Women Tree – L’albero delle donne

Women Tree è un evento della Rete al Femminile Milano in cui il talento femminile nutre e sostiene il grande albero dei talenti delle donne, che mostra i suoi frutti e si mette a disposizione di tutti in un evento gratuito.

Dalle ore 11.00 alle ore 23.00: workshop, sessioni individuali e laboratori gratuiti e aperti a tutti organizzati dalla Rete al Femminile Milano.

Io vi aspetto dalle 13.15 alle 14 per un laboratorio molto particolare:

DRUM CIRCLE – Il cerchio dei tamburi

Laboratorio esperienziale di ascolto, teamwork, risonanza e ascolto

Suoneremo insieme tamburi e percussioni di ogni tipo, per scoprire la forza e la bellezza che nascono dal sentirci insieme, connessi, in ascolto, integrando le nostre diversità nel creare ritmi e melodie soprendenti.

Vi parlerò anche dei miei ingredienti speciali di felicità personale e professionale, e li vivremo tutti insieme in diretta nell’esperienza del drum circle.

In tutto l’arco della giornata vi aspettano workshop, sessioni individuali e laboratori organizzati per aree tematiche, con lo scopo di esplorare ogni sfaccettatura delle donne di oggi.

TUTTO GRATUITO E APERTO A TUTTI!

Ma vi suggerisco di registrarvi da questo link: WOMENTREE.

Queste le aree tematiche previste:

  • La donna che vive la sua casa (gli ambienti e tutto ciò che rimanda al mondo domestico compresa la cucina)
  • La donna creativa (artigianato e discipline artistiche)
  • La donna che è moglie e madre (famiglia & bambini)
  • La donna e l’alimentazione
  • La donna che esalta il suo essere donna (immagine e femminilità, look e accessori)
  • La donna che si prende cura di sè per trovare sempre nuove energie (benessere e salute)
  • La donna che lavora e che nel lavoro trova soddisfazione (rinascita personale e professionale)
  • La donna economa (soldi e finanza)
  • La donna al passo con i tempi e la tecnologia (vita digitale)
  • La donna che si comunica e si valorizza (brand image e comunicazione)

Hashtag ufficiale dell’evento: #MiWomenTree

Dove: alla Fabbrica del Vapore (MIlano, mappa QUI).

Programma completo di tutti i workshop: QUI.

Vi aspetto!

Diana Tedoldi

 

Credits immagine: da Rete al Femminile Milano.

Intelligenza Primitiva all’Education BarCamp

Sabato 22 Novembre ho tenuto un workshop di Intelligenza Primitiva all’Education Barcamp di Padova.

Titolo dell’intervento: L’intelligenza primitiva – Come attivarla e come usarla nel lavoro con i gruppi.
Un’ora e mezza all’insegna dell’ascolto, della risonanza, della riattivazione dei nostri sensi, del senso di tribù, della celebrazione dell’essere insieme attraverso un breve drum circle conclusivo.
Alcuni commenti lasciati dai partecipanti a fine percorso, che riporto parola per parola senza correzioni:
  • Introspettivo ed utile
  • Emozionante
  • Coinvolgente (2 commenti uguali di 2 persone diverse)
  • Sensoriale
  • “Grazie per l’attenzione che hai dedicato a noi studenti di Intelligenza Primitiva!”
  • Scaricante e rassicurante
  • Energizzante
  • Bella atmosfera di gruppo, si riscopre la voglia di giocare
  • Empatico
  • Percezione allo stato puro, bello ed emozionante
  • Qui ho trovato l’equilibrio!
  • “Complimenti per il riuscimento di far passare emozioni primitive strettamente aliggate all’ambiente in natura… qui vissute in aula”!

Questi commenti strabelli mi hanno riempito di felicità perchè mi hanno fatto sentire che qualcosa dei miei intenti è passato ai partecipanti: il desiderio di attivare il sentire dle corpo, il gioco, le emozioni, lo spirito di gruppo, far scaricare ma anche far svuotare la testa… Il tutto creando un’atmosfera il più possibile leggera ma profonda al tempo stesso.

Poi ci sono stati altri feedback che hanno espresso uno stato di difficoltà, alcuni dei quali solo comunicati a voce al termine dell’esperienza, altri trascritti sulla lavagna dove avevo appuntato alcuni concetti chiave (vedi immagine!), o sul tabellone su cui al termine della giornata di workshop, ognuno è stato inviato a lasciare un post-it di feedback.
Uno di questi commenti ha riferito di aver scoperto un forte impaccio nel corpo, e una forte voglia di imparare a danzare per riconquistare la fluidità del movimento e sciogliere il corpo.
Poi qualcuno sulla lavagna ha scritto “pesante“, come commento personale all’esperienza. E mi piacerebbe sapere cosa intendeva il proprietario di questo commento! Se stai leggendo, scrivilo nei commenti qui sotto, per favore, è importante per me sapere come gli altri vivono le mie proposte!
Infine un commento mi ha particolarmente colpito, su un post-it giallo sul tabellone con la descrizione del mio workshop.
E lo userò qui come esercizio di apprendimento da un feedback negativo (o almeno parizalmente tale per me).
Ecco cosa dice: “Non ho apprezzato nè i contenuti nè il modo di presentarli,probabilmente perchè sono poco sensibile, interessato e molto scettico verso tematiche dal retrogusto new age. La formatrice tuttavia è dotata di un grande calore ed entusiasmo che risulta in qualche modo molto piacevole da osservare e vivere”.
DENG! Davvero colpita. Inizialmente l’ho presa male, riconoscendo il dispiacere emotivo di non riuscire a creare risonanza con tutti i partecipanti a un workshop che per me è una piccola sintesi delle esperienze e conoscenze che mi stanno così a cuore.
Poi ho preso questo feedback come occasione per riflettere sulla natura profonda del mio lavoro e del mio modo di porgerlo alle persone. E qui devo riconoscere che sicuramente il mio approccio è molto olistico, in senso etimologico, cioè rivolgendosi alla totalità (òlos) della persona e delle sue relazioni con il mondo umano e naturale. Quindi ho pensato che le prossime volte che lavoro con gruppi eterogenei dovrei esplicitare questo possibile richiamo delle mie pratiche alla new age, chiarendo perchè non sento di appartenere a quel mondo, e quali sono i riferimenti epistemologici che mi agganciano invece al mondo delle pratiche filosofiche, alla psicologia transpersonale, all’ecopsicologia, all’etnologia e all’antropologia, che da 20 anni costituiscono lo sfondo del mio studio (nonchè il contenuto della mia laurea: mi sono laureata in Fillosofia ad orientamento etno-antropologico, con una tesi in filosofia della scienza che poi è diventata il mio primo libro pubblicato nel 2005 “L’albero della musica – Tamburo, stati altri di coscienza, drum therapy“).
Io so che la mia pratica non è sempre immediata per tutti, che richiede una grande disponibilità a mettersi in gioco, uscire dal comfort del pensiero e entrare in un territorio che non alleniamo altrettanto costantemente, il territorio del nostro corpo, del sentimento interno, del cervello destro, dell’integrazione fra emisfero destro e sinisitro, del nostro Stato Alfa, della nostra creatività naturale, delle nostre connessioni primitive con la nostra natura umana, con le altre persone e con la natura che ci circonda.
Poi ho riflettutto sul fatto che i feedback che riceviamo ci raccontano qualcosa di noi, ma anche delle lenti con cui la persona che ci dà il feedback ci guarda.
Se di me il feedback ricevuto racconta sia il calore che l’entusiasmo che la patina new age, cosa mi racconta di chi mi ha dato questo feedback? Mi colpisce la definizione che l’autore dà di sè come poco sensibile e scettico.
Mi ritrovo a pensare alle parole di Stephen Buhner, al seminario di Ottobre allo Schumacher College, una fucina di futuro dove ho sentito davvero che un mondo diverso è possibile se iniziamo tutti a pensare ed agire da uno stato di connessione profonda:
Bisogna passare dal Cogito ergo sum di Cartesio al Sentio ergo sum“. (clicca sulla frase in verde per twittarla subito!)
Tornare ai nostri sensi, tornare alle radici della nostra umanità, del nostro essere umani.
Così genereremo un mondo davvero connesso!
Con le persone e i gruppi con cui lavoro spesso mi accorgo di quanto sia difficile sentire con il corpo, sentire con il cuore … anche solo la parola “sentire” evoca una dimensione poco concreta, irreale, inaffidabile.
Il sentire d’altronde è ineffabile, e sfugge al linguaggio umano che si è dimenticato come esprimere certe esperienze interiori, a meno che non ricorra alla parola poetica (come vuole Heidegger, che nella sua “Lettera sull’Umanesimo” ci spoiega come il linguaggio è la casa dell’essere e nella sua dimora abita l’uomo. I pensatori e i poeti sono i custodi di questa dimora).
James Hillman ci ricorda che Psyche origina dalla Terra, e che è nella riconessione con la Terra che la nostra Psyche guarisce.
L’Ecopsicologia Radicale di Andy Fisher ci riconduce a concepire la nostra identità all’interno di una rete relazionale che inlcude la natura.
Il movimento della Deep Nature Connection di Jon Young (centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo) ci svela quanto riconquistare la nostra connessione con la natura sia fondamentale per riparare il modello culturale imperante e guarire il malessere di individui e società del mondo occidentale.
Ho studiato e sperimentato in prima persona con Stephen Buhner quanto il cuore sia un organo di senso, e ho trovato paper di ricerca scientifica che lo dimostrano (su questo scriverò presto un articolo!).
Questi studi e queste ricerche che sto facendo con passione e dedizione, mi hanno fatto capire che ciò che propongo si aggancia a un movimento internazionale di persone che stanno camminando in questa direzione, riprogettando un nuovo modello culturale che sostituisca quello che da 200 anni ci porta verso la distruzione dell’ecosistema naturale e umano.
Una direzione nuova, in cui prendersi cura della propria natura umana attraverso la cura per la natura e per il selvatico, e viceversa, e prendermi cura di me attraverso la cura per la natura umana dei miei simili.
Andy Fisher: “Sogno un mondo in cui per avere un po’ di comprensione e affetto si possa andare dai propri parenti, dai saggi del proprio quartiere, e non da un terapeuta“. (clicca sulla frase in verde per twittarlo subito!)
Questa è il sentiero della nostra Intelligenza Primitiva, sul quale camminare allineati pancia-cuore-testa, con i piedi piantati nella terra e la chioma in cerca del Sole.
Chi risuona con questa visione? Commenti? Dai scrivete qui sotto che voglio capire di più come la vedete!

Primitivo in 7 giorni

Le iscrizioni al programma Primitivo in 7 Giorni stanno esplodendo! Che bello, un sacco di persone si stanno impadronendo degli strumenti per allenare quotidianamente la propria intelligenza primitiva, nella vita personale ma anche al lavoro.

Clicca QUI per saperne di più!

E man mano che inizi a praticare, sei invitato a lasciare qui sotto i tuoi commenti sulle pratiche quotidiane! E’ importante condividere il frutto delle proprie esperienze, permette anche ad altre persone di confrontarsi e si creano opportunità di risonanza e crescita condivisa per tutti.

Non vedo l’ora di leggere i vostri riscontri. Serve anche a me per capire cosa funziona di più per voi, cosa è più facile, cosa è meno immediato.